Fermiamo le stragi in Yemen: stop alle armi ORA

Non è bastata la morte per fame di Amal, la bambina di sette anni messa in prima pagina dal “New York Times” e da tante testate giornalistiche di tutto il mondo. Non è bastato l’atroce omicidio del giornalista Jamal Kashoggi, torturato e fatto a pezzi nel luogo che dovrebbe rappresentare un rifugio sicuro per ogni cittadino, il consolato del proprio paese in terra straniera; quindi omicidio di Stato per eccellenza. Non è bastato il richiamo drammatico del segretario dell’ONU Antonio Guterres, che ha definito quella in atto in Yemen “la più grande catastrofe umanitaria del mondo”.

Non sono bastate cinque risoluzioni del Parlamento Europeo, che da tre anni continua a chiedere ai governi di fermare la vendita di armi all’Arabia Saudita, che le usa poi contro la popolazione yemenita.

Il motivo è uno, e uno solo: nessuno vuole rinunciare ai soldi della petromonarchia araba, il più oscurantista Stato del mondo, feroce avversario dei diritti umani, a partire dai diritti delle donne. Forse la Germania darà seguito all’annuncio fatto da Angela Merkel di non procedere a nuovi contratti di forniture belliche (ma non si rinuncia a quelli già stipulati, e una dichiarazione, per quanto ufficiale, non è ancora un impegno). Per il resto, possiamo segnalare in positivo solo Norvegia e Olanda.

Per questo motivo noi chiediamo che, almeno per una volta, sia l’Italia a dare l’esempio, rinunciando ai soldi maledetti incassati per vendere la morte, a partire dalle bombe prodotte in Sardegna dalla partecipata tedesca RWM, che ha sede a Brescia. E chiediamo di farlo nelle prossime settimane, con una discussione e un voto in Parlamento che blocchi la fornitura delle armi prodotte in Italia all’Arabia Saudita.

Chiediamo l’impegno delle associazioni, dei sindacati, della società civile, e di TUTTI i parlamentari. Possiamo e dobbiamo ottenere questa piccola grande vittoria; e possiamo e dobbiamo farlo ORA!

Giovedì 29 novembre, nell’ambito dell’iniziativa nazionale organizzata al Senato da Amnesty International Italia, Fondazione Finanza Etica, Movimento dei Focolari, Oxfam Italia, Rete della Pace, Rete Italiana per il Disarmo, Save the Children Italia, l’Ambasciata di Pace di Palazzo Dogana, insieme alle associazioni rappresentate, terrà una conferenza stampa nella sua sede di Piazza XX Settembre alle ore 11.

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