L’importanza del Santo Natale nella nostra società

Ormai manca poco al Natale. Una festa nata per celebrare la nascita di Gesù, ma allo stesso tempo un momento per trascorrere insieme alla propria famiglia. Colgo l’occasione per conoscere l’opinione del diacono don Lorenzo Ventrudo.

1- Dopo duemila anni, per il popolo il Natale ha ancora lo stesso significato religioso?
“No. Persiste, purtroppo, uno spaventoso analfabetismo e indifferentismo religioso, in particolare nel popolo che si definisce cattolico cristiano, solo per aver ricevuto il battesimo. Oggi il Natale è presentato, soprattutto dai media come occasione consumistica. Lo scrittore Orwell dice che in questa società la persona mercificata e cosificata ha solo la libertà di scegliere un prodotto all’altro che il più delle volte risulta inutile, insignificante e dannoso. “
2-Secondo lei come si può svolgere nella maniera corretta il Natale?
“Il Natale si può vivere a una sola condizione, univoca e senza eccezione, CONVERTIRSI a CRISTO e CREDERE nel Suo Vangelo che è Parola di Dio e nel Magistero della Chiesa. Il Natale può essere valorizzato nel suo significato religioso, se cristianamente crediamo nello
straordinario ed unico evento della storia sacra, in cui il Figlio di Dio, seconda persona della SS. Trinità, assume la natura umana incarnandosi per redimere l’uomo dalle sue miserie.”
3-Secondo lei con tutte le tragedie che si stanno verificando nel mondo, il Natale sarà in grado di far riunire tutti i popoli?
“Le tragedie più diffuse e sempre più dilaganti sono la conseguenza del rifiuto della Pace offerta da Dio in Cristo a tutti gli uomini. Ogni sforzo umano potrà solo determinare l’unionismo che è l’ammucchiata di tutte le religioni e il livellamento delle loro identità, opera delle ipocrite ideologie politiche. L’ unione è possibile solo in Cristo vero Dio e vero uomo, che avverrà al Suo Ritorno nella Gloria.”
Ringrazio don Lorenzo Ventrudo per la sua collaborazione.



C’è ancora bisogno di Dio Il filosofo Sergio Givone

Uno dei massimi pensatori del nostro tempo, per la prima volta in città. Venerdì 14 dicembre, ore 19, libreria Ubik di Foggia. L’autore presenta il suo nuovo libro, “Quant’è vero Dio”

In mattinata, alle ore 11, incontro con gli studenti del Liceo V. Lanza di Foggia, ospite di “Lettura e Oltre”                                                                                                                                        

“È più vicino a Dio chi fa professione di ateismo, ma tiene ferma la verità, di chi nega la verità in nome di Dio”. È questa la tesi principale alla base del libro di uno dei maggiori filosofi italiani, Sergio Givone, dal titolo Quant’è vero Dio. Perché non possiamo fare a meno della religione (Solferino, 2018): un testo particolare e affascinante, coraggioso e audace, per il modo con il quale argomenta la necessità di Dio, in controtendenza rispetto a una fase storica caratterizzata dall’identificazione del disincanto con l’ateismo. Venerdì 14 dicembre, alle ore 19, l’autore incontra il pubblico della libreria Ubik di Foggia, dove converserà con il magistrato Enrico Infante e con l’avvocato Valentina Lucianetti, con la moderazione della docente Mariolina Cicerale. In mattinata, il noto filosofo sarà al Liceo classico V. Lanza, alle ore 11, ospite del ciclo di incontri Lettura e Oltre.

 

Quant’è vero Dio. Perché non possiamo fare a meno della religione (Solferino, 2018; 187 pagine). Post-religiosi, atei, materialisti: nell’infinita gamma degli atteggiamenti dell’Occidente secolarizzato verso la religione sembra manchi solo quello più semplice: credere. È ormai una scelta marginale, in via d’estinzione? Niente affatto, tanto è vero che il bisogno di Dio sembra tornare alla ribalta ovunque nel mondo, in modi anche drammatici. Perché? È opinione comune che la religione sia stata inventata dagli uomini per autoconsolarsi della propria condizione mortale. Ma se le cose stanno così, come mai tutte le religioni hanno sempre offerto ai fedeli e ai non-fedeli scenari inquietanti, dal giudizio finale al paradiso e all’inferno? Il fatto è che la religione, nel momento in cui risponde alla domanda sul senso della vita, riguarda la nostra libertà, perché della libertà è l’ultima difesa e non la soppressione. Ecco perché il ritorno a Dio è necessario al fine di contrastare il totalitarismo in tutte le sue forme. Se è vero che la religione non può essere tenuta fuori dalla sfera pubblica, riflettere sulla sua opportunità significa riflettere sulla giustizia, che è ciò da cui si dispiega, secondo la lezione del pensiero antico da Parmenide in poi, l’ordinamento stesso del mondo e del nostro stare insieme come umani. Uno dei nostri maggiori filosofi si interroga e ci interroga sulla necessità della religione prima ancora che sul bisogno di essa, avendo il coraggio di prendere le distanze da figure mai come ora oggetto di discussione e al centro del dibattito: Nietzsche e Heidegger. E lo fa da laico, consapevole che laico non è chi rivendica la propria indifferenza nei confronti della religione ma al contrario chi la prende sul serio, riconoscendo che i contenuti essenziali con cui è chiamato a fare i conti, le ragioni per cui si vive, vengono proprio da lì. Un percorso incalzante e profondo che fa appello alle conclusioni di poeti e scrittori non meno che a quelle dei filosofi – Hölderlin e Dostoevskij su tutti –, intreccia alla religione il discorso sul sacro e mette in guardia dai pericoli del relativismo e dell’etica utilitaristica. Al cuore, una domanda cruciale: davvero possiamo fare a meno della verità sull’uomo e sul mondo che solo la religione è in grado di comunicare?

 

Sergio Givone. Filosofo e romanziere, è professore emerito all’Università di Firenze, dove per anni è stato ordinario di Estetica presso la facoltà di Lettere e Filosofia. I suoi studi riguardano in particolare l’estetica e il pensiero tragico. Tra i suoi libri, Storia del nulla (Laterza 1995), Non c’è più tempo (Einaudi 2008), Metafisica della peste (Einaudi 2012) e Luce d’addio. Dialoghi dell’amore ferito (Olschki 2016)

 




Libando e TEDxFoggia, la scintilla è scoccata.

 

Alla TEDxNight un buffet che esalta la qualità del territorio di Capitanata. Venerdì 14 dicembre al Teatro “U. Giordano” – Foggia.

È scoccata una scintilla tra “Libando, viaggiare mangiando” e TEDxFoggia.

Venerdì 14 dicembre andrà in scena, al Teatro “U. Giordano”, la seconda edizione del TEDxFoggia il cui tema è il momento della “scintilla”, l’attimo esatto in cui le cose succedono, che gli organizzatori hanno racchiuso nello slogan “SPARK! Esplosione di idee”.

In occasione della TEDxNight in programma a partire dalle 22.00 nella Sala Fedora – a conclusione della conferenza che avrà inizio alle 15.30 – ci sarà un buffet a cura di “Libando, viaggiare mangiando”, l’evento organizzato dal Comune di Foggia, Assessorato alla Cultura, in collaborazione con Di terra di mare, Red Hot e Streetfood Italia, che invita a riscoprire il cibo di strada, da sempre parte delle tradizioni del nostro Paese.

Da cinque anni “Libando” porta nel centro storico di Foggia non solo cibo ma anche street art, presentazioni di libri, tavole rotonde con ospiti illustri, letture e spettacoli a tema, oltre che occasioni di incontro e condivisione.

«Libando ha accettato di buon grado di partecipare ad un evento di punta come TEDxFoggia per far conoscere prodotti di alta qualità del nostro territorio», affermano le organizzatrici di “Libando” Ester Fracasso e Maria Pia Liguori, convinte che per vincere sia fondamentale fare rete.

E nelle partnership crede fermamente anche Beppe Di Brisco, organizzatore del TEDxFoggia, che dichiara: «sono molto felice di questa prima collaborazione con Libando che sarà sicuramente l’inizio di un lungo percorso condiviso, anche perché penso ci sia un filo rosso che unisce temi come il food, la tecnologia e l’innovazione».

Durante la serata sarà possibile degustare prodotti che rappresentano l’eccellenza del territorio di Capitanata. Nello specifico saranno presenti: Le Antiche Sere di Nazario Biscotti, Fulgaro panificatori di Pascal Barbato, Mio padre è un albero di Lidia Antonacci, Caseificio Iadarola di Ilenia Diana, Dentro al Vicolo di Umberto Mastroluca, Onlyfood di Pietro del Gaudio, Salumificio Fattibene di Saverio Fattibene, Sale in Zucca di Mauro Mennitti e Attilio Figurelli, Consorzio di tutela dell’arancia del Gargano IGP e del limone femminiello del Gargano IGP.

Anche per questo evento Libando, come fa da tre anni a questa parte, ha scelto la strada del plastic-freesostituendo l’utilizzo della plastica con materiali biodegradabili.

La TEDxNight sarà il momento per confrontarsi con i relatori e scambiare idee, in attesa di “Libando a Natale” in programma dal 22 al 24 dicembre in piazza Cesare Battisti.