“La musica fa crescere i pomodori”, lo spettacolo-concerto di Peppe Vessicchio fa tappa a Manfredonia.

Ad accompagnare il celebre maestro saranno I Solisti del Sesto ArmonicoVenerdì 11 gennaio 2019 ore 21.00 – Teatro comunale “Lucio Dalla”.

Mozart aiuta i pomodori a crescere meglio. Beethoven non tanto. E i Beatles fanno bene a melanzane e zucchine, e a dire il vero anche al vino. Parola di Peppe Vessicchio, musicista e arrangiatore, celebre per le direzioni d’orchestra a Sanremo, che lontano dai riflettori si dedica allo studio delle relazioni tra la musica e la crescita delle piante. Un argomento che Vessicchio porterà in scena al Teatro “Dalla” venerdì 11 gennaio, all’interno di “Peso Piuma”, la stagione di prosa 2018/19 della Città di Manfredonia, organizzata dal Comune e dal Teatro Pubblico Pugliese in collaborazione con la compagnia Bottega degli Apocrifi.
Il Maestro Vessicchio porterà in scena lo spettacolo-concerto “La musica fa crescere i pomodori” tratto dal suo primo libro, un saggio pop in cui ripercorre la propria vita all’insegna della musica ed esplora il connubio tra armonia e natura.

«Si tratta di uno spettacolo originalissimo» promette il direttore, che assieme al suo ensemble I Solisti del Sesto Armonico, disegnerà magiche traiettorie musicali spaziando dalle arie di Vivaldi alle hit fusion dei “Weather Report” alle colonne sonore da film di Ennio Morricone, dalla musica senza tempo di Domenico Modugno alle canzoni di Sanremo che hanno consegnato Vessicchio alla storia del Festival, fatta di 24 anni di frequentazioni e collaborazioni di riguardo (Zucchero, Gino Paoli, Elio e le storie tese, giusto per citarne alcuni).

I componenti del ‘Sesto Armonico’ sono: Gennaro Desiderio (primo violino), Zita Mucsi (secondo violino), Nico Ciricugno (viola), Zsuzsanna Krasznai (violoncello), Igor Barbaro (contrabbasso), Pierpaolo Bisogno (percussioni) e Toni Loderini (fisarmonica). Alessandro Tomei (sax), Fabio Gianolla (fagotto) e Angela Cosi (arpa); Giacinta Nicotra, Rosa Martirano e Teresa Italiano (voci). Alla musica e al racconto farà da cornice la splendida magia di Simona Gandòla che, con il suo tavolo luminoso, incanterà il pubblico creando con la sabbia scenari sognanti in grado di svanire e rinascere incessantemente.

«Ho notato che le piante sono suscettibili di performance migliori nel momento in cui incontrano i segnali sonori. Ho cominciato con Mozart, poi ho tentato Beethoven ma senza raggiungere gli stessi risultati. Con Bach invece è andata meglio: significa che non è la musica di un determinato periodo o con un certo stile il segreto, ma la sua organizzazione polifonica», spiega Vessicchio.

 

 

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