Il muro di pietra

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Il mio nome è Emiliano. Le difficoltà che incontro quotidianamente in quanto ragazzo ‘con il sostegno’ mi hanno portato a pensare ad una rubrica dal titolo “IL MURO DI PIETRA”, che rappresenta e racconta la storia di noi ragazzi nati con un problema chiamato “handicap”che gli altri vedono come una ‘diversità’, ma non è così. Io riesco ad apprezzare la vita, a capire quando i miei compagni hanno bisogno di essere capiti, mi commuovo davanti alla sofferenza degli altri, sono triste quando gli altri mi evitano.

Immagino quindi un muro di pietra: da una parte ci sono io, i miei problemi e la voglia di stare insieme agli altri; dall’altra ci sono i miei coetanei, che non capiscono che per me stare con loro significa davvero tanto. Vorrei si potesse abbattere questo muro per me e per tutti coloro che vivono una condizione di emarginazione sociale.

Nell’I.T.E.T. ‘Pascal’ di Foggia, ci sono aule di sostegno dove si può imparare molto, veri compiti di realtà, come “La Casa di Blaise”, uno spazio ‘dedicato’ con cucina e cameretta per promuovere la nostra autonomia personale e sociale.

Tra i miei sogni c’è quello di scrivere un libro dedicato a tutti noi ragazzi ‘particolari’; ogni pagina di questo libro potrebbe raccontare una storia vera, di disabilità o di emarginazione, raccontata dallo stesso protagonista o da chi gli sta accanto. Uno sfogo all’angoscia, un traguardo raggiunto… potrebbe essere uno spunto di riflessione per chi s’interroga sul senso vero della vita.

Emiliano Acquaviva

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