Stereotipi difficili da abbattere Il ruolo della donna durante la grande guerra

Sono trascorsi cento anni e  In Italia molti sono stati gli eventi finalizzati a rievocare i terribili momenti della Prima Guerra Mondiale. La  storia, diventa  la memoria vivente del mondo intero. E’ doveroso ricordare e tramandare i fatti più pregnanti della vicenda umana. È definita come la Grande Guerra per il numero delle vittime e per l’ampiezza di un’azione bellica che ha coinvolto tante nazioni. Tuttavia, se i militari sono stati naturalmente celebrati per la loro coraggiosa partecipazione al conflitto, poca attenzione si è rivolta alle donne che hanno avuto un ruolo importante in quegli anni. Durante il primo conflitto mondiale,infatti, mogli, madri e figlie per necessità hanno intrapreso lavori convenzionalmente maschili ed inaccessibili in tempi di pace. Il lavoro delle donne è stato fondamentale per consentire ai soldati di ricevere armi, approvvigionamenti e per mantenere in vita i civili.

La donna, dunque, ha dimostrato capacità di adattamento e competenze tali da affrontare anche le situazioni più complesse.

Terminata la guerra, le lavoratrici furono sostituite dagli uomini per dimenticare l’orrore vissuto in trincea. Con spirito di abnegazione e per amore della famiglia, nel primo dopoguerra la donna ha  accettato questa condizione, ritornando ad essere “l’angelo del focolaio”.

Ma questo stereotipo quanto condiziona ancora oggi la società?

Cento anni dopo,la donna è presente in tutti i settori lavorativi, anche se talvolta donne laureate e non,ricevono retribuzioni più bassi rispetto agli uomini.

E’ per loro molto difficile sfondare la lastra di cristallo che il maschilismo odierno si preoccupa di rafforzare ogni giorno. Infatti, affidandole la cura dei figli,le si negano implicitamente occasioni per avere una carriera di successo. È dunque d’obbligo ricordare il coraggio delle donne durante la Grande Guerra , seguire le loro orme per rivendicare il ruolo che compete nella società odierna.

 

 

 

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