Lukosfilìa: la crasi dell’amicizia. Gli alunni del “Santa Chiara – Pascoli – Altamura” vincono il mese di dicembre

Con grande piacere che pubblichiamo l’articolo vincitore del mese di dicembre del concorso “Piccoli giornalisti crescono”. I vincitori sono gli alunni della classe III B dell’I. C. “Santa Chiara – Pascoli – Altamura” di Foggia: Cognetti Barbara, Forchignone Giosuè, Imperiale Vittorio, Morese Francesco, Viggiano Francesco Paolo, Wu Rongjie………

Quid dulcius quam habere, quicum omnia audeas sic loqui ut tecum?, così scriveva già nel 44 a. C. l’oratore latino Cicerone nel Laeluis de amicitia. Pare che, a distanza di secoli, si possa essere ancora d’accordo con lui se, nel delineare un identikit di un amico, si pensa ad una persona con cui confidarsi liberamente, a cui affidare ogni cosa, sicuri che custodirà le nostre confidenze più intime e i nostri segreti, senza mai giudicarci. Questo rapporto deve essere basato sulla sincerità, sulla fiducia e sul rispetto reciproco, da coltivare nel tempo. L’amico è un porto sicuro, dove potersi ancorare nei momenti più bui e trovare conforto e protezione come nel grembo materno. In che modo costruire questo legame lo spiega la Volpe al Piccolo Principe nel celebre racconto di Antoine de Saint-Exupéry, quando decide di farsi “addomesticare” siglando un rapporto di unicità reciproca. Eureka: chi trova un amico trova un tesoro!

Ma è così naturale trovare un amico? Sui social sembrerebbe proprio di sì, anche se quello stesso click viene usato indifferentemente per “accettare” o “eliminare” gli amici virtuali: Bauman la definisce “amicizia liquida”. E anche Hobbes avrebbe qualche dubbio sulla genesi del sentimento, se la nostra interpretazione del suo Homo homini lupus è corretta. I recenti fatti di cronaca ne danno conto: i diffusi attacchi terroristici sono il segnale evidente di chiusura e rifiuto nei confronti dell’altro, inteso come diverso. L’accoglienza, in una società multietnica come la nostra, va disciplinata e regolamentata. Eppure, nella società filantropica del Settecento, il desiderio di guardare all’altro come ad un fratello è stato talmente urgente da essere sancito con il sangue della Rivoluzione francese, che segna una tappa fondamentale nella nostra Storia e pone i suoi ideali (liberté, fraternité, egalité)  alla base delle costituzioni degli Stati moderni.

 

 

 

Post recenti

Leave a Comment