La ricerca di un lavoro per i giovani si è trasformata in un “percorso ad ostacoli”.

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Come rimuovere le principali barriere che intralciano il raggiungimento di questo traguardo?

Più liberalizzazioni. Gli ordini professionali spesso rappresentano il primo ostacolo all’ingresso di giovani leve nel mondo delle professioni: non stupisce che, tra gli oltre 2 milioni di iscritti agli ordini, appena il 9,4% abbia meno di 30 anni (un notaio su due ha più di 50 anni, quasi tre medici su quattro sono over 45!).

Meno burocrazia. Occorre “sburocratizzare” le procedure per avviare un’impresa o un’attività commerciale, creando una rete di sostegno alle nuove imprese.

Più sgravi fiscali. Serve favorire l’assunzione dei giovani nel mercato del lavoro, abbattendo quel cuneo fiscale che rende alle imprese diseconomico assumere e ai lavoratori troppo leggera la busta paga.

Crediti agevolati. Necessita sostenere i giovani che vogliano intraprendere un’attività d’ingegno o d’impresa, in quanto i più penalizzati dal sistema bancario: secondo le stime della Banca Mondiale, il tasso di esclusione dal credito in Italia è del 25%, uno dei più elevati dell’Unione Europea.

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