Finalista al Premio Strega, il libro nel quale la scrittrice ha messo tutta la sua vita

image_pdfimage_print

Migro, dunque sono: Claudia Durastanti. Il romanzo di cui tutti parlano

Martedì 28 maggio, ore 19. Nello spazio live della Ubik di Foggia uno dei migliori libri di questo 2019. Nata a Brooklyn, di origini lucane e residente a Londra, l’autrice presenta “La straniera” (La nave di Teseo)

 

Incipit n.1: Mia madre e mio padre si sono conosciuti il giorno in cui lui ha cercato di buttarsi da ponte Sisto a Trastevere. Incipit n.2: Mio padre e mia madre si sono conosciuti il giorno in cui lui ha cercato di salvarla da un’aggressione davanti alla stazione Trastevere. Un doppio inizio e, subito, un piccolo mistero: Ognuno dei due fa partire la storia dicendo che ha salvato la vita all’altro. Bastano quattro pagine per accorgersi del talento e un’intera storia per viverlo con intensità: è La straniera (La nave di Teseo, 2019) di Claudia Durastanti, secondo la critica italiana tra i migliori romanzi di questo 2019, finalista al Premio Strega e già apprezzatissimo dai lettori. Martedì 28 maggio, alle ore 19, per la prima volta a Foggia, la scrittrice nata a Brooklyn ma di origini lucane, attualmente residente a Londra, incontra il pubblico della Ubik per presentare il romanzo di cui tutti parlano, quello nel quale ha messo tutta la sua vita. A conversare con l’autrice, il direttore artistico della libreria, Michele Trecca.

 

La straniera (La nave di Teseo, 2019; 285 pagine). “La storia di una famiglia somiglia più a una cartina topografica che a un romanzo, e una biografia è la somma di tutte le ere geologiche che hai attraversato”. Come si racconta una vita se non esplorandone i luoghi simbolici e geografici, ricostruendo una mappa di sé e del mondo vissuto? Tra la Basilicata e Brooklyn, da Roma a Londra, dall’infanzia al futuro, il nuovo libro dell’autrice di Cleopatra va in prigione è un’avventura che unisce vecchie e nuove migrazioni. Figlia di due genitori sordi che al senso di isolamento oppongono un rapporto passionale e iroso, emigrata in un paesino lucano da New York ancora bambina per farvi ritorno periodicamente, la protagonista della Straniera vive un’infanzia febbrile, fragile eppure capace, come una pianta ostinata, di generare radici ovunque. La bambina divenuta adulta non smette di disegnare ancora nuove rotte migratorie: per studio, per emancipazione, per irrimediabile amore. Per intenzione o per destino, perlustra la memoria e ne asseconda gli smottamenti e le oscurità. Non solo memoir, non solo romanzo, in questo libro dalla definizione mobile come un paesaggio e con un linguaggio così ampio da contenere la geografia e il tempo, Claudia Durastanti indaga il sentirsi sempre stranieri e ubiqui. La straniera è il racconto di un’educazione sentimentale contemporanea, disorientata da un passato magnetico e incontenibile, dalla cognizione della diversità fisica e di distinzioni sociali irriducibili, e dimostra che la storia di una famiglia, delle sue voci e delle sue traiettorie, è prima di tutto una storia del corpo e delle parole, in cui, a un certo punto, misurare la distanza da casa diventa impossibile.

 

Claudia Durastanti. Nata a Brooklyn nel 1984, è scrittrice e traduttrice. Il suo romanzo d’esordio Un giorno verrò a lanciare sassi alla tua finestra (2010) ha vinto il Premio Mondello Giovani; nel 2013 ha pubblicato A Chloe, per le ragioni sbagliate, e nel 2016 Cleopatra va in prigione, in corso di traduzione in Inghilterra e in Israele. È stata Italian Fellow in Literature all’American Academy di Roma. È tra i fondatori del Festival of Italian Literature in London. Collabora con “la Repubblica” e vive a Londra.

 

Post recenti

Leave a Comment