Chiara Ferragni e l’impresa digitale

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Una storia di successo quella di Chiara Ferragni, nota imprenditrice digitale che ha creduto nel proprio progetto e nella potenza di Internet e dei social.

Dieci anni fa, a soli 22 anni, ha creato “The Bolnde Salad” il blog nel quale racconta la sua passione per la moda. L’influencer divide ma è un interessantissimo caso di marketing: collaborazioni giuste, impegno, determinazione e un po’ di fortuna è stata la combinazione esplosiva che ha portato una studentessa di giurisprudenza dell’Università Bocconi di Milano (a un passo dalla laurea) a creare il suo sito blog con l’ex fidanzato Riccardo Pozzoli (studente di marketing di Chicago).

Oggi la trentenne è a capo di un’azienda che conta oltre venti collaboratori, fattura milioni di dollari e si sta espandendo in tutto il mondo, anche nel mercato cinese.

Si calcola che il suo arrivo alla mostra del cinema di Venezia per presentare un documentario sulla sua vita abbia prodotto un incremento di 811 mila dollari di Impact Value per le aziende presenti all’evento in soli sei giorni, tra cui 777 mila dollari soltanto il brand Dior che ha vestito la ragazza.

Del fenomeno Ferragni ha parlato anche l’università di Harvard e la sua storia imprenditoriale è diventata un Case Study a livello di marketing digitale.

 Insomma è riduttivo chiamarla influencer, la sua “azienda” si occupa principalmente di lancio di nuovi talenti, progetti legati all’imprenditoria, commercio online, produzione di contenuti. Quest’anno è riuscita a creare una sua linea di make-up in collaborazione con la famosa Lancộme. La fashion blogger viene scelta come testimonial di importanti aziende come Pomellato, Swarovski, Amazon moda e Dior e si è guadagnata la copertina di riviste che la considerano una delle donne più influenti del pianeta.

Il Financial Times l’ha messa tra i tre grandi nomi femminili del mercato del lusso digitale e Forbes l’ha inserita nella cerchia dei migliori “30 under 30”. In pratica è stata lungimirante nel percepire le potenzialità di questi mezzi di comunicazione sviluppando così una nuova figura imprenditoriale.

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