“La pace come cammino di speranza: dialogo, riconciliazione e conversione ecologica” .

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Gli uomini spesso entrano in conflitto tra loro per diversi motivi e, quando questi conflitti assumono grandi dimensioni e comportano violenza e atrocità disumane, si ha la guerra. La guerra è distruzione, è morte. Tutta la storia dell’uomo è stata segnata dalla violenza e dal conflitto, potremmo dire fin dal principio: Caino uccise suo  fratello, gli uomini combattono per la supremazia, altri per il territorio, altri ancora per le ricchezze,  le fonti di  energia, altri per la religione. Si potrebbe affermare che la natura dell’uomo è incline alla guerra. Dopo l’ultimo conflitto mondiale, che ha visto già i primi effetti catastrofici delle armi più moderne, la bomba atomica, c’è stato il periodo più lungo di assenza da guerre almeno da quelle tradizionalmente intese, anche se dobbiamo tener conto della guerra fredda tra le due potenze mondiali, gli Stati Uniti e l’ex Unione Sovietica, la guerra del Vietnam, la Guerra Del Golfo. Non dobbiamo dimenticare però che il Medio Oriente è sempre una polveriera pronta ad esplodere da un momento all’altro per interessi economici di grandi proporzioni fra le varie potenze mondiali odierne. Questi grandi Stati sono anche gli stessi che costruiscono le armi più pericolose, e per contraddizione armano i paesi più deboli, che loro stessi attaccano. Attualmente sono in corso molti conflitti, in Iraq, in Medio Oriente, ma anche in Africa e in Siria; la gente muore senza la speranza che qualcuno possa prestare attenzione a queste ” guerre impopolari”, di cui solo internet parla a differenza dei telegiornali, perché lo spettro della guerra e della morte che si chiama ISIS, in qualche modo viene finanziato ed addestrato dai potenti stessi che lo combattono.  La popolazione soffre, non solo perché combatte, ma anche per la fame e così, tra carestie e miseria, molti uomini, donne e bambini innocenti muoiono e interi paesi vengono rasi al suolo. Tutti odiano la guerra, anche l’ONU e tutte le associazioni umanitarie, l’Italia compresa, che nell’articolo 11 della sua Costituzione, ripudia la guerra. Papa Francesco continuamente, nelle sue omelie e nel discorso di inizio anno, ha parlato dell’importanza della Pace e della sua stretta correlazione con l’ecologia. Infatti le armi chimiche, batteriologiche e nucleari moderne sono un pericolo enorme per l’intero pianeta. Ma il suo discorso era ancora fresco che alcuni giorni dopo l’Iran ha attaccato gli USA, che hanno risposto immediatamente all’attacco, con il pericolo che pende quotidianamente, sulle nostre teste, dello scoppio di una guerra mondiale. In questo periodo quindi il desiderio di Pace è ancora più forte in tutti noi, perché per contraddizione l’uomo da una parte è sempre pronto a far guerra, dall’altra desidera sempre la Pace. Oggi però Pace e ambiente sono strettamente collegati fra loro e sono due beni da difendere.  Assistiamo a catastrofi climatiche sempre più gravi. Prendersi cura dell’ambiente è prendersi cura degli uomini stessi e della loro casa comune. Oggi purtroppo le ricchezze sono concentrate nelle mani di pochi, una piccola parte dell’umanità detiene la maggior parte delle risorse e ciò è alla base dello sfruttamento sconsiderato delle risorse del pianeta. Tutto è subordinato alla logica del progresso, ma di un progresso che asseconda gli interessi di poche persone, i paesi più potenti.  Abbiamo troppo sporcato e distrutto la nostra “casa comune”, come la chiama il papa, fatto spreco smodato di acqua e di risorse che la terra produce. Questo perché si dà molta importanza ai bisogni di ciascuno piuttosto che a quelli di tutti, ma occorre comprendere che prendersi cura dell’ambiente è come prendersi cura di sé stessi. E bisogna cominciare a sensibilizzare tutti su questo argomento, infatti spesso si organizzano marce , eventi o varie attività per attuare e per far crescere la sensibilità a questo delicato nuovo aspetto della vita, che avrà conseguenze sui cambiamenti climatici, che stravolgono i ritmi biologici delle colture e  che si ripercuotono sull’economia per tutti, dando origine a migrazioni di varie specie animali e vegetali e ciò provoca la riduzione di fonti necessarie per la vita, soprattutto nei paesi più poveri, aggravando i problemi già esistenti. La cura dell’ambiente è importante e ognuno di noi deve assumere le proprie responsabilità.  La pace oggi si difende anche recuperando alcune virtù “ecologiche”, come la cura del creato, fatta di piccoli gesti, la capacità di convivere nella casa comune, la capacità di essere ospitali con gli altri e di condividere le risorse che la terra ci offre, facendo tesoro delle parole di Papa Francesco.

CRISTIAN DE FILIPPO

III^ H   SCUOLA MEDIA “G. BOVIO” FOGGIA

PROFESSORESSA VALENTINA AQUILANO

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