Revenge porn: il lato oscuro dei social

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È da pochi giorni cominciato Aprile e si pensa che ormai la popolazione sia spaventata dalla presenza di questo virus, si pensa che la popolazione stia dedicando tutto questo tempo libero a qualche hobby che solitamente viene messo da parte.

Si pensa anche che le menti contorte ormai siano sedate almeno per un po’.

 Si pensa inoltre che da questo incubo che tutti stiamo vivendo potevano rinascere donne e uomini migliori ma oggi purtroppo mi rendo conto che per molti non è ancora cambiato nulla.

Era aprile 2019, esattamente un anno fa, quando la Camera dei Deputati ha approvato con 461 voti a favore e nessuno contrario un emendamento al disegno di legge “Codice rosso” che introduce il cosiddetto reato di Revenge porn, cioè la pratica di diffondere immagini e video privati senza il consenso della persona interessata.

TELEGRAM NON FORNISCE SOLO CODICI SCONTO!

Oggi a distanza di un anno eccoci qua a parlare di gruppi presenti sulla piattaforma Telegram che si scambiano foto di ragazze sconosciute, amiche, sorelle…FIGLIE, il più delle volte minorenni.

Questo accade ogni giorno, ogni minuto tra milioni di uomini, in un gruppo in particolare erano presenti ben 49000 iscritti. Ma la cosa più preoccupante è che questi uomini vanno oltre, molti utenti condividono informazioni private come città, recapiti telefonici o qualsiasi dato personale della ragazza.

Queste persone di genere maschile mettono in scena il rito dello stupro virtuale, sono di ogni età fino ad arrivare ai padri di famiglia che “vendono” il corpo delle loro figlie. Sono perlopiù account anonimi che vanno alla conquista della ragazzina più giovane. Si tratta di violazione della privacy ma anche di pedopornografia.

MA CON QUALE SCOPO NASCE QUESTO FENOMENO?

L’intenzione di coloro che sono presenti in questo gruppo è quella di “far trascorrere una vita infernale alla vittima”, passando da uno stupro virtuale a qualcosa che va oltre lo schermo, vengono messe in gioco ex compagne o fidanzate per vendetta.

E se ora qualcuno sta pensando che la colpa sia delle ragazze che postano le proprie foto, che se “non fossero state vestite in quel modo”( https://youtu.be/_dL9JDMcCkk), voglio solamente dire che non vengono presi in considerazione esclusivamente i corpi ma anche i volti e nonostante ciò se il vostro pensiero si fosse avvicinato minimante a quello, siete da porre sullo stesso piano di chi commette questi reati perché nessuna ragazza, bambina o donna merita di essere violentata fisicamente e psicologicamente.

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