Verso il 23 maggio. Basta con pizzo, racket, omertà e mafia

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Ci sarà il giorno in cui le parole: pizzo, racket, omertà, mafia… non porteranno più sconforto?

Nessuno può far finta di niente. Ne parlano i giornali, i telegiornali: nella nostra città si assiste all’avanzare sfacciato, spavaldo della mafia e dei suoi ragazzi arruolati.

In passato ci sono state vittime ormai note come Giovanni Panunzio e Francesco Marcone, due foggiani che hanno saputo dire no alla mafia al costo della propria vita.

Senza un argine, tuttora si assiste ad atti intimidatori contro altri imprenditori che cercano di sfuggire ai tentacoli della “piovra”.

Ero piccola quando i grandi parlavano di questioni riguardanti la mafia e sembravano questioni lontane da me, dalla mia città. Tutte quelle scene tragiche che mi passavano davanti agli occhi le attribuivo alla sceneggiatura di un film.

Oggi mi ritrovo a riflettere: gli sceneggiatori non hanno fatto altro che un copia e incolla e che le questioni di ieri riguardavano e riguardano la mia città.

Da foggiana, e da cittadina del mondo, dico no alla mafia, ad ogni atto intimidatorio e dico sì alle buone prassi indicate da Falcone e Borsellino e ai percorsi di cambiamento “gridati” da don Ciotti.

Noi tutti non dobbiamo ignorare, essere complici; dobbiamo perseverare nel bene affinché in futuro possiamo avere una vita libera e una città da cui non dover scappare. Tutto ciò non sarebbe bello?

Purtroppo questi obiettivi sembrano lontani, irraggiungibili; certo, senza il  contributo di ognuno non potremo mai arrivare al traguardo.

Penso ad un futuro di bellezza e immagino il cartello informativo all’ingresso della città che recita: “Città libera dalla mafia”.

È allora sì che si sentirà “la bellezza del fresco profumo della libertà” auspicata dal magistrato Paolo Borsellino.

Federica Pia Ceglia  – I.C. “DE AMICIS-PIO XII”- FOGGIA – Classe: 3^G

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