È stata siglata questo pomeriggio l’intesa tra il Ministero dell’Istruzione e le Organizzazioni sindacali per garantire lo svolgimento degli Esami di Stato in condizioni di sicurezza.

Il Protocollo siglato prevede, oltre alle regole sanitarie prodotte dagli esperti, apposite misure di accompagnamento per le scuole. “Nessuno sarà lasciato solo”, spiega la Ministra Lucia Azzolina, che aveva già garantito la massima vicinanza a dirigenti scolastici, personale e studenti in vista dell’Esame. “Lavoreremo in stretto raccordo con gli Uffici scolastici regionali e con i Sindacati. Faremo sistema nell’interesse della scuola e degli studenti. Ringrazio le parti sociali per la proficua collaborazione di questi giorni e voglio rassicurare i dirigenti scolastici, da parte del Ministero ci sarà pieno supporto in ogni fase di avvicinamento agli Esami”.

In particolare, “il Ministero dell’Istruzione avvierà un servizio di help desk per le istituzioni scolastiche attraverso l’attivazione, dal prossimo 28 maggio, di un numero verde che servirà a raccogliere quesiti e segnalazioni sull’applicazione delle misure di sicurezza e a fornire assistenza e supporto operativo anche di carattere amministrativo”. Previsto un Tavolo nazionale, composto da rappresentanti del Ministero e Organizzazioni sindacali che verificherà che gli esami di Stato si svolgano in osservanza delle misure di sicurezza previste. In qualunque momento potrà essere chiesto al Comitato tecnico-scientifico l’adozione di eventuali e ulteriori misure proporzionate all’evolversi della situazione epidemiologica, con lo scopo di assicurare la piena ed effettiva tutela della salute degli studenti e di tutto il personale scolastico coinvolto.

Ci saranno infine tavoli di lavoro anche in ogni Ufficio Scolastico Regionale per monitorare la situazione territoriale con la collaborazione, oltre che dei Sindacati, anche degli Enti locali, dei Servizi di igiene epidemiologica, della Croce Rossa e della Protezione Civile operanti sul territorio. I Tavoli regionali si raccorderanno con il Tavolo nazionale permanente e le istituzioni scolastiche, fornendo soluzioni concrete ai tavoli locali istituiti presso gli Ambiti territoriali.

Il Ministero garantirà l’erogazione delle risorse necessarie per l’attuazione delle indicazioni contenute nel Documento tecnico scientifico. Fornirà poi supporto per la formazione, anche in modalità online, sull’uso dei dispositivi di protezione individuale e sui contenuti del Documento tecnico scientifico, come previsto dalla Convenzione con la Croce Rossa e dai piani d’intervento regionali.




#ScuolaFutura, premiati i progetti vincitori della maratona online dedicata alle idee dei ragazzi

Un’app per individuare e prenotare spazi cittadini in cui poter fare lezione in modo alternativo. Magari in un museo o in una biblioteca. Una piattaforma di counseling emotivo e psicologico per consentire a studentesse e studenti di dialogare tra loro o con docenti ed esperti. Una radio e una piattaforma live streaming per mettere in contatto tutti gli studenti italiani, in una grande rete nazionale. Un progetto per trasformare in aree verdi e più vivibili gli spazi di ‘passaggio’ delle scuole, dai corridoi ai cortili. Un gioco interattivo che favorisca il dialogo tra tutte le componenti del mondo della scuola, migliorando la collaborazione reciproca. Un progetto di ridefinizione della routine scolastica e degli spazi di studio degli studenti, che tenga conto delle caratteristiche e delle inclinazioni personali di ciascun ragazzo, per una scuola sempre più attrattiva e capace di valorizzare le qualità di ciascuno studente.

Sono le sei proposte vincitrici di #ScuolaFutura, la maratona online della scuola italiana che si è conclusa ieri pomeriggio con una premiazione in diretta web.

“I ragazzi che hanno partecipato alla maratona online hanno lavorato con entusiasmo per rispondere alle sfide proposte – commenta la Ministra Lucia Azzolina -. Li ringrazio tutti per aver aderito a questa iniziativa e per averci positivamente travolti con le loro idee e la loro voglia di innovare quella che sentono come una casa, la scuola. Appena possibile incontrerò i vincitori, per ascoltare dalla loro voce come realizzerebbero i progetti che hanno presentato. Proposte che ci raccontano una cosa importante: gli studenti amano la loro scuola, vogliono viverla di più e meglio e hanno le idee chiare su come migliorarla. Dobbiamo coinvolgerli sempre di più, soprattutto i più grandi, nel miglioramento della nostra scuola”.

Le sfide

I progetti presentati dovevano rispondere a una delle tre sfide proposte:
 

  • Spazi, progettare e riprogettare gli spazi scolastici per rafforzare il senso di comunità;
  • Relazioni, trovare soluzioni innovative, partendo anche dall’uso consapevole del digitale, per incoraggiare e rafforzare le relazioni umane nella comunità scolastica e per alimentare lo spirito di collaborazione e migliorare i processi di apprendimento;
  • Didattica, partendo dall’analisi dei metodi e degli strumenti attuali, anche alla luce delle opportunità offerte dal digitale, sviluppare idee per una didattica innovativa con l’obiettivo di accrescere la motivazione degli studenti e migliorare il processo di apprendimento.

I numeri della gara

Nel corso delle 72 ore di maratona, i 250 studenti partecipanti, appartenenti a 60 scuole di 41 città italiane e suddivisi in 27 squadre, si sono confrontati sul tema scelto e hanno elaborato le loro proposte per la scuola del futuro, così come vorrebbero che fosse, anche in vista della prossima riapertura di settembre, all’indomani della pandemia di coronavirus.

Quattro i criteri in base ai quali i quattro giurati hanno valutato i progetti e stilato la classifica dei vincitori: coerenza con gli obiettivi, innovazione, fattibilità, presentazione.




Tutti a scuola con la bici … e viaggiamo sicuri! Lo stato contribuisce all’acquisto fino 500euro

Pochi giorni fa il governo ha approvato il Decreto Rilancio, che serve appunto per rilanciare l’economia, la mobilità e in generale rilanciarci come umanità durante la convivenza con il Coronavirus. Perché bisogna ricominciare, muoverci, possibilmente restando a distanza di sicurezza e smettendo di inquinare.

Proprio per questo il “Programma sperimentale buono mobilità” approvato dal Consiglio dei Ministri il 13 maggio 2020, contiene serie incentivi alla mobilità sostenibile: un tema che già ci stava molto a cuore e per il quale probabilmente hai marciato con i Fridays For Future, che torna prepotentemente alla ribalta sotto forma di un bonus per comprarti una bici nuova, o un monopattino elettrico o un monowheel, se ti senti particolarmente avventurosa e hai un ottimo senso dell’equilibrio.

Il risultato è che, anche grazie a questo bonis, entro quest’anno milioni di persone andranno al lavoro, a scuola, a trovare gli amici e i parenti, in centro, a prendere l’aperitivo (per ora da asporto) a piedi, in bici o in monopattino. Se già lo facevi, zigzagando tra le auto che sgasano, puoi tirare finalmente un sospiro di sollievo, dentro la mascherina d’ordinanza: finalmente sarà sicuro e regolamentato, perché ci saranno corsie dedicate. E, si spera, anche molte meno auto in giro.

Per incoraggiarti a contribuire a questa nuova normalità, arriva il bonus biciclette da 500 euro. Ecco come funziona esattamente.

Come faccio ad avere il buono?

Per ottenere il buono non è sufficiente lo scontrino: dovrai conservare la fattura. Nei prossimi giorni sarà istituita un’app dal Ministero dell’Ambiente dove dovrai inserire le tue credenziali SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) e ritirare il tuo buono spesa digitale. Se invece non hai ancora acquistato il mezzo, dovrai seguire la stessa identica procedura per ritirare il buono spesa elettronico. Nel primo caso dovrai pagare l’intera cifra e poi richiedere il buono sconto, nel secondo pagherai solo la differenza.

È vero che mi regalano 500 euro?

Tecnicamente no. Di fatto è uno sconto del 60% sul prezzo dello scontrino, fino a un massimo di 500 euro. Quindi non significa che lo Stato ti regala 500 euro per comprare una bici (o un monopattino, o un segway), ma che puoi comprarne uno solo, a tua scelta, nuovo di zecca, scontato del 60%. Mettiamo che tu voglia prendere una bicicletta. Se vuoi spendere il minimo indispensabile, l’ideale è comprare una bici più economica possibile perché il rimborso è proporzionale: se trovi una bella bici da 200 euro, la pagherai solo 80 euro. Se la trovi a 100 (nuova, ovviamente) ne pagherai 40. Per sfruttare i 500 euro di bonus dovresti comprare una bici che costa 833 euro e che quindi pagherai 333 euro. Ci sono bici pieghevoli e monopattini elettrici di qualità, hi-tech e stilosi che si avvicinano a quelle cifre e faresti sicuramente un affarone.




Verso il 23 maggio. Come una rosa piena di spine

In Italia si iniziò a sentir parlare di manifestazioni riconducibili ad organizzazioni di natura mafiosa sin dal 1837, ad unità non ancora realizzata. Tuttavia, anche ben più in là con gli anni, ancora per tutto l’Ottocento e la prima metà del Novecento, tale fenomeno è stato sottovalutato come le sue conseguenze, che oggi sono palesi agli
occhi di tutti. Il mondo è composto dal bene e dal male, e ci deve essere un equilibrio
fra queste due forze; entrambe fanno parte di noi, ma se non riusciamo a controllare il
nostro lato negativo, quello che ci conduce verso l’avidità e l’egocentrismo, esso finirà
per prendere il sopravvento definitivo sul bene. Immaginiamo ora la società come un
campo di rose: noi cittadini onesti siamo le rose, cioè il bene, mentre le spine
rappresentano la mafia, cioè il male. Le spine sono pungenti, lacerano la pelle e
provocano dolore: non bisogna mai toccarle, altrimenti ce ne potremmo pentire
amaramente per il resto della vita, proprio come accade quando si viene a contatto con
la mafia! Alcune persone hanno deciso di impegnarsi a fondo per recidere le spine dalle
rose che crescono nel loro paese, e hanno dato la vita per questo: Giovanni Falcone,
morto nel 1992 nella strage di Capaci, e Paolo Borsellino, morto 57 giorni dopo di
Falcone condividendone il medesimo destino nella strage di via D’Amelio. Anche nel
nostro territorio pugliese ci sono stati e ci sono ancora dei casi rilevanti di mafia. A
Foggia, la nostra città, lo scorso gennaio c’è stato un enorme corteo antimafia guidato
da Don Ciotti, fondatore dell’associazione Libera, al quale hanno preso parte ben
20mila persone tra cui tantissime scuole, la nostra compresa: una manifestazione di
coraggio e solidarietà civile senza precedenti, che ha risollevato il morale e la dignità
della nostra città in un momento molto difficile.
Secondo noi, l’indifferenza e l’omertà sono le cose peggiori. Purtroppo, in molti paesi
del sud tanta gente è “controllata” dalla mafia, molte attività commerciali sono
sottoposte al loro illegale ricatto e hanno paura di parlare. Ma eventi come il grande
corteo promosso da Libera ci fanno sperare che qualcosa si stia muovendo nelle
coscienze e che, passo dopo passo, riusciremo un giorno a sconfiggerla. E soprattutto
è il caso di tenere a mente ciò che diceva Borsellino: «Se la gioventù le negherà il
consenso, anche l’onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo.».
Maria Rita Sisto e Giorgia Pintomarro
Classe: III B (Scuola secondaria di 1°grado)
Insegnante: Prof. Filomena Caddeo
Istituto di Cultura e di Lingue Marcelline




Ecco l’articolo vincitore di Martina Piccirilli della seconda edizione del premio “Piccoli giornalisti crescono”

La vita è un’opportunità, coglila. La vita è bellezza, ammirala. La vita è beatitudine, assaporala. La vita è un sogno, fanne una realtà”. (Madre Teresa di Calcutta)

Prendendo spunto dall’Inno alla vita di Madre Teresa, prova a descrivere cosa è la vita, quali sono le bellezze, le opportunità e i momenti che la rendono speciale.

Non penso che si possa descrivere la vita con poche parole: essa è contemporaneamente tutto e niente, felicità e delusione, gioia e dolore. Per renderla straordinaria credo che si debba viverla appieno, come spesso mi ripetono i miei genitori in ogni momento di difficoltà: “Cogli l’attimo, come andrà, andrà ma almeno ci hai provato!”. Io ho sempre cercato di seguire questo insegnamento ed è proprio grazie a questo che sono riuscita a vivere delle esperienze memorabili e sono diventata la ragazza che sono adesso. Purtroppo, non tutti i ricordi sono felici. Sono nata due mesi prima del tempo e ho rischiato di non farcela, ma la terapia intensiva e una cicatrice sulla fronte mi hanno salvato la vita, lasciandomi un segno indelebile. Da piccola non mi ero mai accorta di averla poiché mi guardavo poco allo specchio. Fu solo alle elementari che qualcuno me la fece notare e mi accorsi della sua esistenza: la odiavo! Tutti i miei compagni mi chiedevano che cosa avessi in testa e all’inizio neanch’io sapevo bene cosa rispondere. Allora chiesi alla mia mamma e lei mi rispose raccontandomi la storia e consigliandomi che al posto di odiarla avrei dovuto considerarla un mio punto di forza. Ora non ho più paura di mostrarla agli altri o di guardarmi allo specchio in quanto è diventata il simbolo della mia resistenza e della mia unicità. Ho sempre cercato di esprimere in ogni modo la mia personalità, il mio carattere anche quando, a causa della mia timidezza, le parole non mi aiutavano. Il mio unico strumento per esprimermi silenziosamente era il mio modo di vestire. Sebbene possa sembrare una cosa superficiale, credo che la scelta degli abiti rifletta l’interiorità delle persone. Se dovessi paragonare la vita, la rappresenterei come un armadio immenso che ogni giorno ci obbliga a decidere, a fare delle scelte. Nonostante la parola scelta possa far paura perché ci obbliga a prendere una decisione ben precisa, ritengo che anche le scelte sbagliate possano insegnarci a valutare meglio e ad avere più consapevolezza delle conseguenze. Questo aspetto della vita ci consente di apprezzarla in ogni sua sfumatura e ci permette di saper vedere la sua bellezza anche in un giorno di pioggia.

Martina Piccirilli, classe 3^ sez. DIstituto Comprensivo De Amicis-Pio XII, Foggia