35 anni dalla strage di Heysel ~ +39

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Le urla strazianti di un padre disperato che vede morire, davanti ai propri occhi e tra le sue mani, suo figlio di soli dieci anni, riecheggiano ancora nella Curva Z dello Stade du Heysel di Bruxelles.
Si diceva che doveva essere una festa. Si diceva che l’Italia, con la Juventus, doveva tornare ancora una volta sul tetto d’Europa. Si diceva tanto di quella data ma così non è stato. Quella terribile sera del 29 Maggio del 1985, lo Stadio Heysel di Bruxelles fu teatro fatiscente e inadeguato di una delle più grandi tragedie sportive della storia del calcio.
Bruno Pizzul si stava preparando per raccontare a tutti la finale della Coppa dei Campioni, ma, improvvisamente, si è ritrovato catapultato in un’altra dimensione, in un film drammatico, surreale. Si è ritrovato a stilare, ancor prima del fischio d’inizio, un bollettino di guerra.
Nella calca e nella confusione tutti provavano a fuggire dal “take an” inspiegabile degli hooligans inglesi.
Si decise, col disappunto della società torinese, di giocare ugualmente per evitare altri incidenti e nuovi decessi. Il gol dal dischetto di Michel Platini, la coppa alzata al cielo dal capitano Gaetano Scirea, ma questo non aveva più senso perché quel giorno il calcio, lo sport e i suoi valori morirono. Tutto passò in sordina e in secondo piano con la Juventus che, di finali ne ha perse tante ma, quella più dolorosa, fu proprio questa. Proprio una delle due vinte perché nessuna sconfitta, per quanto possa essere crudele, umiliante o inaspettata, non potrà mai essere triste quanto una finale dove ci sono dei morti.
39 persone, oggi ricordate come angeli ed eroi in cielo, in quel giorno persero la vita. Più di 600 feriti e, in quel momento, non importava manco più quali fossero le effettive cause: “Stadio inadeguato. Sono stati i tifosi inglesi ubriachi a caricare quelli italiani. Li divideva solo una rete da pollaio. Inspiegabile il ritardo della polizia belga. Organizzazione sbagliata”.
Ogni cosa divenne superflua, inutile pure da raccontare.
35 anni fa delle scelte scellerate furono artefici di una vera e propria mattanza.
“Quel giorno persero tutti nell’orrore e nel massacro dell’Heysel perché, la vittoria ha cento padri, ma la sconfitta è orfana. E quel giorno abbiamo perso tutti”

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