A cosa serve la mascherina?

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Quando è iniziata la quarantena Marchiori ha deciso di provare a misurare la distanza sociale reale, ovvero come cambia il nostro comportamento rispetto agli altri se indossiamo o no una mascherina. Così ha attaccato un sensore alla cinta dei pantaloni e ha cominciato a girare per Venezia; con i suoi collaboratori ha mappato circa 12 mila incontri, soprattutto sui marciapiedi. E ha scoperto che la mascherina serve, forse non a fermare le goccioline che portano il virus, ma a mantenere le giuste distanze. Infatti se incontriamo qualcuno con la mascherina, istintivamente gli stiamo alla larga, se non la indossa la nostra natura sociale prevale e ci avviciniamo. È un comportamento controintuitivo, perché proprio la mascherina dovrebbe proteggerci in sé e quindi consentirci di stare più vicini agli altri: ma evidentemente lo stimolo visivo ci ricorda che il pericolo non è passato. Meglio stare distanti. “Il virus sfrutta il nostro essere umani, la socialità. Per batterlo dobbiamo averne un po’ di meno per un po’”, dice Marchiori. Morale: il distanziamento sociale senza mascherine non funziona; imporlo per legge da solo non ha l’efficacia sperata (lo dicono i numeri); con una mascherina la nostra natura sociale si mette momentaneamente da parte.

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