Premio Nobel per la Pace 2020

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9 Ottobre 2020. Il World Food Programme (WFP), conosciuto anche come Programma Alimentare Mondiale (PAM), ha vinto il premio Nobel per la pace combattendo la fame in molti Paesi poveri.

Questa ONG italiana, con sede a Roma, è stata fondata nel 1961 e sin dall’inizio si è posta l’obbiettivo di raggiungere la sicurezza alimentare migliorando la nutrizione entro il 2030; eppure, nel mondo, una persona su nove non ha ancora cibo a sufficienza.
Nel 2019 si è registrato il più grande numero di persone afflitte da fame acuta da molti anni a questa parte: 135 milioni di povera gente è costretta a lottare con le unghie e con i denti per sopravvivere e vincere questo enorme ostacolo.

Il WFP ha sostenuto 100 milioni di persone in 88 Paesi perseguitati dalla denutrizione e dalla debolezza.

La stessa organizzazione ritiene che combattendo la fame, motivo principale delle contese e delle guerre in quei territori, si ridurrebbe il numero dei conflitti armati e, quindi, dei morti.

Come sappiamo, nel 2020, si è diffusa la pandemia da Covid. Il PAM ha sfidato questi due antagonisti per far rispettare anche dove risulta difficile il diritto al cibo per tutti.
Berit Reiss-Andersen, presidente del Comitato per il Nobel Norvegese, sostiene che il mondo rischia di affrontare una crisi alimentare di proporzioni inimmaginabili se il World Food Programme e le altre organizzazioni che si occupano di sicurezza alimentare non ricevono il sostegno finanziario di cui hanno bisogno. «Assicurare che le persone non muoiano di fame è un obbligo per tutti gli stati del mondo – ha detto ancora nella conferenza stampa da Oslo – il coronavirus e gli altri problemi suscitati dalla pandemia hanno definitivamente rafforzato le ragioni del premio».

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