Focus: quello che non sapevi sul mondo delle start-up

Da alcuni anni si è registrata una crescita imponente di attività riferite al tema delle start-up.

Tra le caratteristiche principali di questo tipo di imprese c’è l’aspetto innovativo che le contraddistingue dalle tradizionali attività aziendali ed il percorso di crescita che intraprendono per affermarsi sul mercato e divenire aziende di successo.

Oggi c’è un gran fermento intorno al mondo delle start-up, tanto che alcuni affermano che siamo già dentro alla Terza Rivoluzione Industriale, poiché anche i processi produttivi stanno cambiando e si stanno allineando al processo di innovazione intrapreso dalla società moderna, con una comunicazione in tempo reale e l’utilizzo di nuove tecnologie, limitando i costi rispetto al passato.

Potremmo parlare senz’altro di “rivoluzione digitale” in quanto molte di queste aziende emergenti si inseriscono soprattutto nel settore informatico.

Basta pensare alle migliaia di applicazioni – o più brevemente app – che in poco tempo sono state create ed ai social network che hanno migliorato la comunicazione a distanza.

Al tema delle start-up è collegato ampiamente quello dell’imprenditoria giovanile.

Molte di queste imprese emergenti ed innovative nascono delle idee brillanti dei ragazzi che, finiti gli studi, decidono di aprire una propria attività .

Molte imprese start-up nascono da semplici idee che, con una buona pianificazione, si possono tramutare in grandi imprese.

Per far questo, però, è necessario trovare anche finanziamenti, investitori che credono nell’idea.

In Europa le start-up trovano terreno fertile per crescere grazie ai numerosi bandi che il Parlamento Europeo mette a disposizione attraverso fondi destinati proprio ad aiutare le nuove imprese.

Anche in Italia il Governo si sta impegnando duramente attraverso incentivi, agevolazioni, creazione di nuove forme di accesso al credito.

In tal modo intende dare uno stimolo allo sviluppo ed alla crescita ed essere al passo delle grandi economie del mondo.




Niall Horan torna con un concerto in livestream

Niall Horan, membro degli One Direction, torna con un concerto livestream per i suoi fan. Le fan di Niall e le Directioners aspettavano con ansia questo evento, perchè Niall a causa del Covid-19 ha rinunciato al Nice To Meet Ya Tour.

In questo periodo si parla molto di lui e dei sui amici Harry Styles, Louis Tomlinson, Zayn Malik e Liam Payne per il 10° anniversario del band. I fan dei One Direction sono cosi strabilianti e forti perche li sostengono sempre anche da solisti.

Niall ha deciso di organizzare questo concerto per aiutare i lavoratori del settore dello spettacolo. I soldi saranno devoluti a loro. Niall ha detto: “Sto realizzando questo show per cercare di informare le persone dell’immenso valore che tutti loro portano a quest’industria e per fare qualcosa per aiutare loro e le loro famiglie. Vi chiedo di supportarli e di comprare un biglietto se potete, e incoraggio tutti gli artisti a fare lo stesso“, ha scritto il cantante in riferimento all’evento.

Lui ha deciso di svolgere il concerto nel teatro Royal Albert All. I biglietti del concerto li trovate sul suo sito https://www.niallhoran.com/. Il concerto sarà il 7 novembre alle 21:00 italiane.

Buona Fortuna Niall!




La Grande Barriera Corallina ha perso metà dei suoi coralli

Negli ultimi 30 anni la Grande barriera corallina australiana ha perso metà dei suoi coralli a causa dell’aumento delle temperature dovute ai cambiamenti climatici, che stanno creando gravissimi problemi agli ecosistemi, in particolare quelli marini.

Il tutto è stato riportato sulla rivista Proceedings of the Royal Society B coordinata da Andy Dietzel, dell’australiano ARC Center of Excellence for Coral Reef Studies (CoralCoE)

“Abbiamo misurato i cambiamenti nelle dimensioni delle colonie perché sono importanti per comprendere la demografia e la capacità dei coralli di riprodursi”, ha detto Dietzel.

Infatti tra il 1995 e il 2017 i ricercatori hanno definito le comunità di coralli e le dimensioni delle loro colonie lungo la Grande barriera corallina.

Stressati dal calore delle acque i coralli rilasciano le alghe che danno loro il colore causando un danno inestimabile a questo Patrimonio dell’Umanità riconosciuto dal 1981 per la sua “enorme importanza scientifica”. Gli studi hanno dimostrato che una popolazione di coralli vivace è composta da milioni di coralli piccoli e da molti grandi, mentre la Grande Barriera Corallina ha meno piccoli e anche meno adulti di grandi dimensioni compromettendo la resilienza di questa barriera.




L’incubo è alle spalle: Bentornato, Josip!

“Un male invisibile agli occhi degli altri, la malattia di chi urla silenziosamente e invano”.
Dopo due anni l’incubo era tornato, si era ripresentato senza alcun preavviso.
Sono stati mesi di paura.
Paura di non farcela, paura di alzarsi dal letto e di vedere la luce, paura di morire.
Paura della malattia che man mano lo stava distruggendo sia fisicamente che mentalmente.
A momenti gli è mancata la forza di volontà per andare avanti, gli sono mancati gli stimoli necessari per affrontare questo nuovo, lungo e quasi interminabile tunnel.
Un tunnel che, però, alla fine lasciava trasparire una fievole luce diventata man mano sempre più forte e accecante, diventata traguardo raggiunto, libertà, in questi giorni.
L’incubo sembra essersi messo da parte, la paura è stata superata, adesso è alle spalle, tutto ormai è solo un brutto e vecchio ricordo.
Josip Ilicic è riuscito a sconfiggere per l’ennesima volta un nemico che a volte ti dà la sensazione di essere invincibile: la depressione.
Ha letteralmente lottato come un guerriero strappando a morsi la vita che voleva.
Adesso l’attaccante è pronto per tornare alle emozioni del campo, è pronto per tornare nel rettangolo di gioco carico dell’amore dei propri tifosi e parenti che l’hanno sempre sostenuto, che non l’hanno mai lasciato solo in questa battaglia.
Oggi è arrivata l’ufficialità della sua convocazione in vista del match contro il Napoli e Josip ha voglia e fame di riprendersi la sua Atalanta e continuare a scrivere pezzi unici di una favola cominciata anni fa: quella dello slovacco e della sua Dea.
Bentornato, Josip!




“La nostra scuola è sicura, la mia porta sempre aperta per il dialogo”. La replica della dirigente del Marconi

Ecco la risposta della preside del Liceo Marconi di Foggia, Piera Fattibene, alle mamme di alcuni studenti del suo Istituto scolastico.

“In relazione alla notizia apparsa in data 14 ottobre, sul quotidiano di informazione on line ‘l’Immediato’, dal titolo ‘Docenti assenti e classi scoperte almeno per un’ora, monta la preoccupazione tra i genitori foggiani’, la dirigente scolastica del liceo scientifico ‘G.Marconi’ Piera Fattibene precisa quanto segue.

Non risponde a verità il fatto che gli studenti del liceo Marconi restino senza docente e senza alcuna vigilanza durante l’orario scolastico. Le assenze dei docenti vengono regolarmente gestite con sostituzioni programmate e tempestivamente comunicate agli studenti e ai genitori per il tramite del Registro Elettronico. Anche nei casi in cui, la dotazione organica risulta ancora incompleta, si provvede tempestivamente a garantire la presenza di un docente supplente nelle ore cosiddette “scoperte”. Inoltre i collaboratori scolastici hanno ricevuto precise indicazioni per la sorveglianza delle classi, e sono dislocati nei vari punti dell’istituto proprio per garantire la vigilanza al momento dell’ingresso, dell’uscita, e al cambio dell’ora. Pertanto è un’assoluta falsità che i ragazzi vengano lasciati da soli.

Spiace apprendere dalla stampa la preoccupazione dei genitori, legittima in questo momento così delicato, ma non giustificata in quanto il liceo Marconi ha messo in atto con scrupolosità ogni misura atta a contrastare il contagio da Covid-19: ingressi scaglionati, postazioni per la disinfezione delle mani in ogni aula; e, dove è stato necessario, il dimezzamento delle classi metà in presenza, metà in didattica a distanza. Preoccupazione non giustificata perché la dirigenza di questo liceo è sempre stata aperta e disponibile al dialogo e al confronto, tanto con i genitori quanto con gli organi di stampa. Non ci risulta infatti alcuna richiesta di colloquio da parte della testata giornalistica (la segnalazione è giunta a metà mattinata; l’Immediato – compatibilmente con i tempi del lavoro giornalistico – ha provato a contattare gli uffici della dirigenza al numero 0881.636571, poco dopo le 14.00, come risulta dai tabulati, ndr). Il patto di corresponsabilità che condividiamo con le famiglie non è un atto formale ma una presa in carico, da entrambe le parti, delle necessità dei nostri studenti e delle strategie da mettere in campo per il loro benessere e la loro crescita. Le mamme che si sono rivolte alla stampa avrebbero potuto dialogare con questa istituzione scolastica in maniera costruttiva, invece di innescare preoccupazioni infondate tra i genitori”.




Virus e degenerazione

Il COVID è un’esperienza. Questo è il pensiero di coloro che guardano il bicchiere mezzo pieno, mentre coloro che lo guardano mezzo vuoto impiegano buona parte del loro tempo in uno sforzo cognitivo tanto eccessivo quanto inutile per capire i motivi e le cause del loro contagio.

Comunque lo si voglia guardare, il COVID è un dato di fatto, e come tale non può astenersi dal produrre effetti, tuttavia quest’ultimi sono meno considerati dall’opinione pubblica di quanto si possa immaginare.

Sicuramente è giusto far riferimento alla portata pratica del contagio con tutte le implicazioni economiche e soprattutto mediche. Questo però non basta, un’analisi attenta dovrebbe considerate anche il sostrato sociale e analizzare gli aspetti di una popolazione che viene considerata educata a fronteggiare un’emergenza, ma che, in realtà, ha un’educazione pari a quella di un neonato nella sua culla.

Ignorare il virus per non contagiarsi?
Volendo analizzare il complesso iter che intercorre dalle normali attività quotidiane alla scoperta del virus nel proprio organismo ci si imbatte in un clima raccapricciante, dominato da relazioni sociali tanto sbagliate quanto pericolose. Un clima in cui vige una degenerazione della solidarietà nella forma malata e contorta dell’omertà. Volendolo descrivere in termini più materiali, è così diffusa la pratica della menzogna da essere all’ordine del giorno. Titolari di attività commerciali che, oltre ad operare palesemente in violazione delle più attuali disposizioni di carattere normativo, pregano i loro utenti di non denunciare l’avvenuto contatto in caso di infezione. Circoli sportivi, quelli ancora aperti, che pur di accaparrarsi qualche spicciolo non misurano la temperatura ai loro utenti, perché il termometro è per aristocratici, e, in caso di infezione, chiedono loro di non denunciare “il buon nome dell’attività”. Sembra che vogliano indurre sé stessi ad una forma di ignoranza che possa salvaguardarli, come se ignorare il virus fosse la garanzia di non contrarlo mai.
Certamente le ragioni di natura economica non possono e non devono essere ignorate, ma sovraordinarle alla tutela della salute è chiaramente un atto riprovevole e dalla dubbia legittimità sul piano giuridico.

Il problema è radicato anche più in alto, all’interno dell’organizzazione amministrativa italiana. Le Asl che risparmiano sui tamponi sono la prova di un’Italia che cerca affannosamente di uscire da una situazione tragica, probabilmente con un’insufficienza di risorse per farlo. Interi nuclei familiari vengono condotti in una forma di “quarantena fiduciaria” all’interno dello stesso immobile, ma è loro vietato l’utilizzo della stessa automobile per recarsi in un punto di presidio al fine di sottoporsi al test. Ed è solo una delle contraddizioni che si susseguono nel clima del Coronavirus e che portano intere famiglie all’esasperazione, tra chiamate degli organi competenti promesse e mai ricevute, orari ridottissimi di ricevimento, code interminabili per i test ed inutili suddivisioni degli esami dei singoli componenti del nucleo familiare che portano alla diffusione del virus in quel nucleo, prolungando i periodi di quarantena con tutti i disagi correlati.

In una situazione di apparente e mediatico controllo ma di pratico declino appare quasi logico che la popolazione sia sempre più indotta a violare le norme poste, favorendo un clima di sfiducia verso le istituzioni e traslando il discorso sul piano meramente politico, teatro di inutili giochi di forza dove il COVID diventa solo il trampolino di lancio di campagne elettorali e propaganda partitica.