Delocalizzazione e impatto ambientale

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Nel ultimo periodo il tema ambiente è sempre più in discussione infatti quasi tutti gli stati sono favorevoli a protocolli di diminuzione delle emissioni di CO2.

Non tutti però rispettano tali accordi, come si può ben notare dalla delocalizzazione dell’inquinamento, un fenomeno in crescita ma poco conosciuto.

Un accordo che limita le emissioni di CO2 è l’accordo di Parigi che impone agli stati firmatari, di raggiungere determinati obiettivi all’intero dei propri confini, portando così le attività presenti sul proprio territorio a trasferirsi in paesi senza limitazioni. Infatti per mantenere i propri standard produttivi e non rovinare l’economia del proprio paese gli stati che hanno sottoscritto a tale accordo necessitano di acquistare le materie prima da altri paesi, lasciando nelle loro mani la totale gestione dell’inquinamento prodotto dai vari processi di lavorazione.

Oltre a lasciare senza impiego i vari lavoratori delle aziende che, dislocano sempre più fasi produttive in altri paesi, c’è anche il problema dell’abbandono di tutte le fabbriche che rimangono inutilizzate, con gravi conseguenze verso il territorio. Tale problema va avanti già da molti anni e sempre più aziende stanno spostando le loro produzioni verso l’est Europa che, rimane ancora senza concrete limitazioni sull’impatto ambientale prodotto dalle varie società.

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