Da Conegliano al tetto del mondo: Buon Compleanno, Alex Del Piero!

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C’era una volta un bambino che sognava, tra le vie di Conegliano, di poter emulare in un futuro più prossimo che lontano, le grandi gesta dei suoi idoli, dei suoi eroi, di campioni come Platini e Boniperti.
Quel ragazzino passava le ore nel cortile che l’ha visto crescere, a dare quattro carezze ad un pallone.
“Mamma, resto ancora un po’ in cortile. Dillo tu alla maestra, io da grande farò il calciatore”.
Quel volto pulito e sognatore diventerà esempio per le generazioni future.
Alex, Alessandro, si chiama così, ci ha dimostrato come resistere per poi riprendersi dopo la morte di un padre, in quel gol al Bari che sa tanto di liberazione.
Ci ha insegnato che ci sarà un giorno in tutta la nostra vita dove ci prenderemo la nostra rivincita facendoci 70 metri di campo, tutti d’un fiato, per andarci a prendere quella palla tanto desiderata e l’andremo ad insaccare sotto al sette, proprio come ha fatto lui in quell’Italia-Germania del 2006.
Dopo quel mondiale decise di vestire, ancora una volta, i panni d’eroe scegliendo di restare in bianconero anche in Serie B, dopo lo scandalo Calciopoli, con la voglia di risalire nel calcio che conta insieme, più forti e uniti di prima: “Un Cavaliere non lascia mai la sua Signora”.
Alex è il nostro poster in cameretta, la nostra torta del decimo compleanno, la prima maglietta regalataci dal nostro papà e custodita come una reliquia, la figurina panini che non andava mai scambiata perché almeno una andava riposta nel cassetto, è la nostra linguaccia come esultanza dopo ogni nostro gol in cortile ed il nome che riecheggia dopo ogni traiettoria a giro sotto al sette.
Alex Del Piero ha rappresentato più di un capitano, più del puro numero 10, più di ogni trofeo alzato al cielo, più di ogni record, più del nostro idolo e simbolo, più del bianconero per eccellenza, più della nostra infinita storia d’amore.
Più di tutto, “Pinturicchio”: Buon Compleanno, Alex!

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