Il presepe! Non ci fermerà il Covid…

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La parola presepe deriva dal latino “praesaepe” che significa «mangiatoia». Ne troviamo testimonianza nei Vangeli di Luca e Matteo dove si racconta la nascita di Gesù, avvenuta ai tempi di re Erode a Betlemme, dove Maria e Giuseppe giunsero per il censimento indetto da Roma e, non riuscendo a trovare alloggio in nessuna locanda, si ripararono in una stalla. Durante la notte Maria ebbe le doglie e il Bambino nacque dentro la stalla e fu coperto alla buona. Si pensò, infatti, che per riparare il Bambino dal freddo, i genitori lo avessero coperto dalla paglia e che fosse stato messo vicino i musi degli animali presenti dentro la stalla.
La scena della natività fu ricostruita per la prima volta nel 1223 da San Francesco d’Assisi, ritenuto il «fondatore» del presepe. Il primo presepe con tutti i personaggi risale al 1283, per opera di Arnolfo di Cambio, scultore di otto statuine in legno che rappresentavano la natività e i Magi. Questo presepio è conservato nella Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma. Inizialmente questa attività prese piede al Nord , ma subito si diffuse nel Regno di Napoli, dove ancora si detiene il primato italiano in termini di tradizione e curiosità. Questa tradizione è ancora molto viva, come dimostrano le popolari bancarelle piene di personaggi lungo la via San Gregorio Armeno. Sempre agli artisti napoletani si deve l’aver dotato i personaggi di arti in fil di ferro e l’averli abbigliati di abiti delle più preziose stoffe e soprattutto di aver realizzato le statuette di vip, politici e personalità note. Nella simbologia del presepe il bue e l’asinello sono i simboli del popolo ebreo e dei pagani. I pastori rappresentano l’umanità da redimere e l’atteggiamento adorante di Maria e Giuseppe serve a sottolineare la regalità del Nascituro. La tradizione del presepe affonda le sue radici nel cattolicesimo, e per questo motivo nei Paesi europei luterani come la Svezia e la Finlandia fu vietato e contrastato per secoli, contrariamente all’usanza dell’albero di Natale che non fece fatica ad affermarsi. Questo divieto venne superato negli anni ’20 e da allora il presepe è diventato una tradizione anche in Svezia dove possiamo trovarlo in ospedali e chiese, e in Finlandia, dove è comune usanza far interpretare la scena della Natività ai bambini nelle scuole. La tradizione del presepe è molto variegata e la scena della Natività viene reinterpretata e caricata di usanze diverse a seconda del luogo in cui viene preparato. I più famosi sono i presepi napoletani, i peruviani e catalani.

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