USA: assalto al Congresso

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Episodio grave e dai toni grotteschi quello che è accaduto durante la sessione del 6 gennaio, per confermare la vittoria di Joe Biden. In cui Capitol Hill è stato assaltato dai sostenitori di Trump. Le forze dell’ordine sono subito intervenute con lacrimogeni e armi da fuoco contro alcuni sostenitori che si erano recati lì con delle pistole. Nel conflitto a fuoco è morta una donna di 35 anni: era una veterana dell’Air Force che aveva servito in Iraq e Afghanistan ed era una decisa sostenitrice di Trump e delle teorie cospirative di QAnon. Tredici delle persone che hanno partecipato all’assalto sono state arrestate. Durante un comizio prima della seduta di ratifica era stato proprio Trump a incoraggiare la protesta, così come faceva dallo scorso novembre per rimanere attaccato al potere.

L’assalto al Congresso rappresenta un gravissimo fallimento sia per le forze di polizia che dovrebbero proteggere il Parlamento statunitense, ma anche per il parlamento stesso che si è visto contro centinaia di persone. È stato già annunciato l’avvio di un’indagine e il vice consigliere della Sicurezza nazionale si è dimesso. Secondo quanto riportato dall’agenzia Reuters, che cita fonti di alto livello tenute all’anonimato, la sessione unificata di ratifica del risultato elettorale era stata preceduta da una scarsissima preparazione in termini di sicurezza, al contrario di quanto accade per altri eventi come l’inaugurazione di una nuova presidenza.

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