La fine del covid

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La nostra abitudine e fare colazione guardando la TV. Quella mattina facevano vedere al telegiornale come era apparso in Cina un’influenza molto potente con sintomi molto diversi dai soldi, una notizia tutto ha sommato piccola. Col passare dei giorni si capiva che non era più una semplice influenza ma si trattava di un virus, che aveva colpito la popolazione cinese. Sembrava un fenomeno isolato ma un giorno di fine febbraio arrivarono in Italia i primi casi . La parte più colpita dell’Italia fu la Lombardia. Gli ospedali della Lombardia si riempirono. L’Italia diventò nuova epicentro del virus che, come una fiamma, si sposta da una regione all’altra, bloccando il movimento di persone e l’economia come non era mai successo. Non si sapeva che soluzioni si potevano trovare perché era un virus che faceva ammalare tante persone, troppe in una volta. Non si conoscevano le medicine giuste, L’unica cosa che si dicevano era che dovevamo lavarci spesso le mani e usare fazzoletti usa e getta e le mascherine. Le scuole vengono chiuse, sembrava l’area delle vacanze, ma guardando dalla finestra era tutto strano le poche persone che passavano indossavano la mascherina, luoghi divertenti dove andavo con i miei amici erano tutti chiusi. Ci avevano proibito di uscire. Vedendo il peggioramento della situazione ci hanno fatto stare a casa, quasi 2 mesi di lockdown. Quei due mesi mi sembravano un’eternità. Mamma poteva uscire perché doveva lavorare, io la consideravo fortunata perché lei poteva uscire e io no. Stando a casa non sapevo come  passare il tempo . Io le altre volte per passare il tempo uscivo con i miei compagni. Da una parte pure bello stare a casa almeno potevo stare più tempo con mamma e mio fratello. Quando mamma non lavorava e stava a casa giocavamo a dei giochi di Quando lei era piccola. Dopo aver passato tutto questo tempo in casa, hanno detto che potevamo uscire ma con delle regole da seguire: dovevamo tenere le mascherine quando stavamo fuori e dovevamo stare a un metro di distanza, e di non fare assembramenti. Ogni giorno volevo che passasse tutto perché mi ero scocciata  , volevo che tutto questo doveva sparire e che non doveva mai esistere punto tutti quanti noi abbiamo iniziato la scuola ma in un modo diverso dal solito, facevamo le ore on-line, in una videochiamata. All’inizio avevamo avuto un po’ di problemi perché era la prima volta per noi, alcuni non avevano connessione e alcuni non riuscivano ad entrare . Dopo un po’ di video lezione mi sono scocciata perché non volevo tornare a scuola, può essere molto strano detto da me perché prima ero la prima a dire che non voleva andare. Meno male dopo poco tempo siamo ritornati tutti a scuola . Appena sono arrivata di fronte al cancello della scuola ero più felice di quanto sembra. Vedere tutti noi insieme mi faceva stare bene. Dall’altra parte il virus sì stava sempre allargando sempre di più, fino ad arrivare nel mio paese All’inizio c’era solo un caso però poi dopo aver fatto i tamponi sono risultati asintomatici al Virus, alcuni sono guariti alcuni no specialmente una persona che dopo abbiamo perso. Molte persone sono stati male per questa perdita. Però noi non ci siamo mai Arresi ci siamo sempre rialzati in momenti peggiori. Dopo qualche mese abbiamo avuto la splendida notizia che avevano trovato il vaccino per questo virus. Tutte le persone erano felici. I primi test di questo vaccino alcuni dottori si sono offerti volontari per provare. Però non aveva funzionato. Gli scienziati non ci sono mai Arresi e quindi hanno continuato a capire perché non aveva funzionato. Dopo tanti tentativi licenziati ce l’avevano fatta, avevano trovato il vaccino . Io mi ero offerta volontaria per provare il vacino. Tutte le persone aspettavano solo la mia risposta se ha funzionato o no avevo un po’ di paura perché non sapevo le conseguenze di questo vaccino dopo due mesi mi hanno detto gli scienziati che ha funzionato questo vaccino ed ero io a dire a tutto il mondo che aveva funzionato. Mi hanno chiamato in TV in diretta con tutto il mondo, da una parte ero felice ma dall’altra ero preoccupata perché non sapevo la reazione delle persone. Era arrivato il momento ho detto a tutto il mondo il vaccino ha funzionato che si affacciavano al balcone e che urlavano “Evviva evviva ha funzionato il vaccino”.Quindi dopo tutto questo alle persone correvano subito dagli scienziati per farsi questo vaccino. E da quel giorno  tutto questo è solo un ricordo.

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