IL CALCIO E L’INTEGRAZIONE
La pratica dello sport è diventata parte integrante della vita di milioni di cittadini e rappresenta oggi una dimensione importante della qualità della vita individuale e collettiva. Lo sport si fonda su valori sociali, educativi e culturali essenziali e rappresenta la formazione e lo sviluppo della persona in ogni età ma è anche lo strumento appropriato per promuovere l’integrazione dell’individuo e lo aiuta a rispettare le regole. Prendendo come esempio il calcio, possiamo dire che questa integrazione sociale non sempre avviene: si assiste a fenomeni di razzismo, soprattutto a danno dei giocatori di colore, che diventano oggetto di striscioni cori, dispregiativi e fischi ogni volta che toccano la palla. Questo fenomeno, presente in alcuni Paesi d’Europa fin dagli anni ‘80, in questo ultimo periodo riguarda soprattutto l’Italia, dove si stanno prendendo seri provvedimenti, sino alla sospensione della partita con la sconfitta della squadra a cui appartengono questi “tifosi” per 0 a 2. Il principio di questo provvedimento è giusto, perché il calcio è una alta forma di aggregazione sociale. Con ciò però, si da troppa importanza a persone becere e incivili che possono così influire sul risultato di una partita. Secondo me, bisognerebbe piuttosto isolare questi gruppi di falsi tifosi che ostentano, col loro razzismo una falsa superiorità rispetto a chi ha un colore diverso della pelle. Bisogna inoltre saper distinguere gli sfottò contro giocatori avversari da voci e cori di natura chiaramente razzistica: conto questi bisogna intervenire.








