Un foggiano sopravvissuto ai campi di concentramento

Giovanni Battista Roselli

Il foggiano Giovanni Battista Roselli dal settembre del 1943 al maggio del 1945, rimase prigioniero a Dachau, campo di concentramento nazista. Appena catturato fu costretto a spogliarsi dei suoi vestiti come tutti i prigionieri e a indossare il famoso pigiama a righe contrassegnato con un numero sulla giacca, e gli fu consegnato un braccialetto di latta e portato nelle baracche dove vivevano come animali.

 Successivamente fu portato in altri campi di concentramento, dove si ammalò per il duro e la scarsità di cibo. Il suo calvario prosegui di campo in campo. Nel 1945 fu portato in un campo di assistenza a Modena, poi a Bologna e successivamente in un altro campo di raccolta, grazie all’intervento degli Americani. Finalmente a luglio del 1945 tornò a Foggia, pesava 48 kg e pote’ riabbracciare la sua famiglia. Ma siccome era troppo debole e malato il distretto militare di Foggia lo fece ricoverare all’ospedale militare di Gioia del Colle per tre anni.

 I figli raccontano che il loro papà ha inteso scrivere il Memoriale perché era suo desiderio far conoscere a tutti la propria esperienza di sopravvissuto, per porre l’accento sulle ingiustificate brutalità degli uomini contro i propri simili, in nome di una presunta e folle “purezza” della razza ariana. La prigionia non è cessata con la sua liberazione perché quelle esperienze hanno lasciato un segno indelebile nella sua esistenza, che erano sempre presenti nel suo quotidiano.

Tuttavia la visione della vita di Giovanni Battista Roselli era sempre ottimistica, dicono i figli, e cercava di dare loro questi insegnamenti, ma senza usare mai toni cruenti o immagini forti come quelle, che in realtà aveva vissuto, ma sempre mitigando nella forma, per far capire solo il significato, sempre presente in lui, del rispetto della vita e della dignità. Sottolineando il valore del pane, così come ricorda uno dei figli, che non va mai sprecato, raccoglierne anche le briciole, in rispetto a chi ha sofferto e soffre la fame.

L’associazione Nazionale Mutilati di guerra gli ha conferito la croce di merito di guerra e la medaglia d’oro con il titolo ufficiale di Cavaliere. Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano gli ha conferito la medaglia d’onore. Il 27 gennaio del 2012 il sindaco di Foggia Gianni Mongelli con una cerimonia ufficiale gli ha dedicato una strada della città: via Cavalier Giovanni Battista Roselli.

@Cristian de Filippo




Papà Uccidi il mostro

Dal 21 al 30 gennaio a Trieste è in corso il Cinefestival dei film europei, che quest’anno propongono tutti contenuti sociali molto forti.

Tra i film in concorso spicca un cortometraggio di un giovane regista e attore pugliese, che porta alla luce il tema dell’Ilva di Taranto e il dramma delle famiglie dei lavoratori, che continuano a morire di cancro.

Il cortometraggio di Fabio Vasco, racconta il grande dolore di un uomo per la malattia di suo figlio, che rappresentano intere generazioni di operai delusi da quelle acciaierie che sembravano frutto di un miracolo. Il corto è breve, come tutti i corti, ma arriva al cuore e colpisce con grandissima intensità. Un uomo distrutto è nella sua casa vuota e prova a comunicare col figlio malato e perso in ospedale. Sul letto c’è una valigia per una probabile partenza.

Federico sapeva contro chi stava combattendo e aveva lasciato un disegno in cui chiedeva al padre di affrontare il mostro. Quel disegno fu inviato dall’uomo a una delle attiviste che lo ha pubblicato sui social, con un invito a lottare per cercare di ricordare Federico e tutti i bambini come lui. Da quel disegno, il regista ha tratto ispirazione per il suo lavoro, perché lo ha colpito emotivamente. Il bimbo morì nel 2014 per un neuroblastoma. 

@Cristian de Filippo




Complotti e complottisti

Per ogni evento importante nella storia, c’è almeno una teoria del complotto: dallo sbarco sulla luna, all’omicidio del presidente Kennedy, dall’assalto alle Torri Gemelle, alle scie chimiche, dalle società segrete all’assassinio di M.L. King. Più recentemente, abbiamo aggiunto alla raccolta alcune storie strane su 5G e Coronavirus.

La teoria del complotto può essere definita come un’ipotesi non dimostrata e non realistica su una cospirazione, ideata da persone potenti, che ha immediatamente un grande effetto sulle masse, o su una buona parte di esse e, genera pregiudizi e false credenze.

Ad esempio, un individuo che fa proprie alcune teorie complottiste, può concludere che il Coronavirus è un prodotto artificiale, sfuggito alle mani di uno scienziato disattento in un centro di ricerca e, non importa se l’analisi del genoma conferma l’origine naturale del virus, perché l’unica prova che l’individuo terrà in considerazione saranno le prove che confermano la sua ipotesi.

I ricercatori notano anche che le teorie della cospirazione tendono a proliferare con l’aumentare della portata degli eventi. Questo fenomeno è spiegato da una teoria psicologica, che porta a credere, che eventi molto importanti, come un disastro naturale o un attacco, possano essere spiegati solo dalle cause a cui si vuole credere. Una pandemia come il Coronavirus può essere “semplicemente” come il risultato di un grande schema messo in scena da gruppi di potere, non come un virus che ha causato più di 1 milione di morti e infetta più di 36 milioni di persone in tutto il mondo.

Conseguenza diretta di tali fenomeni oggi sono la diffusione di fake news, anche attraverso giornali credibili o peggio, celebrità pubbliche, che minano le fondamenta della nostra società, infiltrandosi in questioni serie come le elezioni presidenziali americane o il rifiuto a farsi vaccinare contro il virus.

E se ignorare l’esistenza dei teorici della cospirazione non è il modo giusto, anche diffamarli non può essere d’aiuto. In effetti, questo potrebbe solo aiutare a polarizzare ulteriormente le loro posizioni e rafforzare la convinzione, che fa tutto parte di un grande schema. Bisogna quindi leggere, informarsi, confrontare le teorie, e soprattutto pensare con la propria testa, per sconfiggere e non cedere ai pregiudizi e alle teorie complottiste.

Non possiamo aspettarci che tutti siano perfettamente informati su tutte le questioni che richiedono giudizio nella vita pubblica, come le centrali nucleari, l’aborto, il Coronavirus, le Torri gemelle. Tuttavia, dobbiamo assicurarci che le persone possano scegliere completamente la fonte giusta per esplorare queste informazioni e accettare fatti scientifici che sfidano i propri pregiudizi e intuizioni, molto spesso sbagliate.

@Cristian de Filippo




Una speranza per la Ricerca italiana!

Verso la Fase 2 della sperimentazione il vaccino anti Covid italiano sviluppato da Reithera e presentato oggi allo Spallanzani.
«Abbiamo arruolato 100 persone e 45 sono state vaccinate con dosi diverse e tutti sono arrivati alla fine per la valutazione di sicurezza: il vaccino non ha avuto alcun avvento avverso grave nei primi 28 giorni dalle vaccinazioni, un risultato migliore rispetto a Moderna e Pfizer che hanno avuto effetti indesiderati. Il picco di produzione di anticorpi a 4 settimane resta costante ed il vaccino è ad una sola dose». Lo ha detto il direttore scientifico dello Spallanzani Giuseppe Ippolito alla presentazione dei risultati della Fase 1 della sperimentazione del Vaccino GRAd-CoV2, il vaccino sviluppato da ReiThera. «Il 92,5% dei vaccinati ha sviluppato anticorpi rilevabili. Comparando i dati di questo studio con Moderna e Pfizer siamo in linea e ci aspettiamo la capacita del vaccino di prevenire la malattia sostanzialmente come gli altri vaccini. Il protocollo lo sottometteremo alle agenzie regolatorie in tempi brevi e ipotesi è di chiudere fase 3 entro l’estate». Lo ha detto il direttore scientifico dello Spallanzani Giuseppe Ippolito alla presentazione dei dati di fase 1 del vaccino italiano ReiThera. «L’Italia è in grado in maniera assolutamente competitiva di giocare partite importanti sulla capacita di generare tecnologia biomedica sofisticata», ha dichiarato il presidente del Css Franco Locatelli alla presentazione all’Istituto Spallanzani dei risultati della Fase 1 della sperimentazione del vaccino italiano anti-Covid ReiThera GRAd-CoV2.

@Cristian de Filippo




Epifania: tutte le feste porta via!

storia

L’Epifania non è un giorno di festa solo per i più piccoli, che dal giorno successivo torneranno tra i banchi di scuola, il 6 gennaio in Italia è un giorno festivo, una festa religiosa cristiana, che celebra il giorno in cui Dio rivelò agli uomini la nascita di suo Figlio, rivelazione che venne fatta ai Re Magi richiamati da lontano a Betlemme dopo aver visto sorgere la stella annunciata dall’Antico Testamento. Il termine Epifania viene dal greco antico epìphaneia che significa «apparizione».
La celebrazione della festa è inoltre antichissima, e sembra sin dal II secolo d.C., si possano ritrovare delle tracce di queste celebrazioni. In un primo momento le persone però festeggiavano il 6 gennaio il battesimo di Gesù.
Successivamente, intorno al IV secolo, la Chiesa riuscì a epurare la festa di queste credenze gnostiche e inserirla nei festeggiamenti religiosi dell’Occidente cristiano.  L’adorazione di Gesù da parte dei re Magi, provenienti da paesi lontani   rappresenta infatti la manifestazione del Bambino Gesù come Dio a tutti i popoli.

l doni
I doni portati dai Re Magi a Gesù nell’episodio narrato nel vangelo di Matteo non sono casuali. L’oro è un dono degno di un re e serve a simboleggiare la regalità di Gesù. L’incenso è una resina aromatica che sprigiona profumo quando bruciata ed è usato nelle chiese anche oggi nelle funzioni religiose. Quando bruciato l’incenso emana un fumo profumato che dalla terra può diffondersi nell’aria fino ad arrivare a Dio.  La mirra è una resina che si utilizzava sui morti per profumarli e per imbalsamare i cadaveri. Il dono simboleggia l’umanità di Gesù.

L’Epifania e la Befana: leggende

La figura della Befana è giunta invece in un secondo momento. Le leggende che ruotano intorno a questa figura sono moltissime, ma senza dubbio la più interessante è la personificazione di Madre Natura. La leggenda più conosciuta è quella che lega sacro e profano, mettendo insieme le figure dei Magi e quella della Befana. Secondo questa favola popolare infatti la Befana altri non era che una vecchina, che decise di vedere il passaggio dei Re Magi al loro rientro. I Magi però al ritorno fecero una strada diversa , così la Befana ogni 6 gennaio aspetta ancora di vederli passare. 
Le storie su questa vecchia donna sono moltissime: per alcuni la Befana è addirittura la moglie di Babbo Natale e con lui vive al Polo Nord tutto l’anno

Perché la Befana porta carbone e dolci?

Il giorno dell’Epifania tutti i bambini in Italia si svegliano e trovano in casa una calza piena di dolci, ma solo se si è stati buoni. I bambini che si sono comportati male infatti nella calza troveranno solo carbone. Il carbone si lega ad una delle tante leggende che ruotano intorno alla figura della Befana e della sua percezione. Secondo una credenza popolare infatti la Befana incarnerebbe l’anno vecchio che va via e proprio per questo sarebbe una donna anziana.
Per tutti coloro che durante l’anno precedente hanno fatto del loro meglio la Befana porta dolci e leccornie per premiarli, diversamente chi non ha messo impegno riceve carbone, segno della sterilità delle proprie azioni.

@Cristian de Filippo




“Chiara Lubich, l’amore vince tutto”

In onda su Rai Uno oggi 3 gennaio un film molto attuale che piace, che presenta la fratellanza universale portata da Chiara Lubich come antidoto al male di questo tempo. 

In sintesi, questo è il messaggio che è uscito  alla conferenza stampa di presentazione del Tv Movie . Un racconto sulle avventure spirituali e umane di una giovane maestra del trentino che, negli anni della seconda guerra mondiale, si sente chiamata a costruire un mondo migliore e sostenere la fratellanza universale come presupposto per il dialogo e la pace tra gli uomini.

Un personaggio carismatico, quello di Chiara, che ha scelto l’amore come filo conduttore della vita e delle persone, con il messaggio di accogliere gli altri, indipendentemente dalla razza, dalla cultura e dal credo religioso,  e che ha contribuito a valorizzare il ruolo di donne nella Chiesa e nella società tracciando un cammino ispirato all’unità e al Vangelo.

@Cristian de Filippo




I ristoratori dauni in protesta

L’altalena delle ordinanze del governatore Emiliano a distanza di 24 h suscita l’ira dei ristoratori di Foggia. In serata, un buon numero di proprietari di ristoranti e pub hanno dato sfogo davanti alla prefettura di Foggia, bloccando la strada con cassonetti della spazzatura e con sacchetti di cibo collocati in un water per protesta. Motivo della protesta, il perdurare delle difficoltà che stanno vivendo a causa  delle restrizioni per le norme anti-Covid. L’ordinanza del 7 dicembre, infatti  riporta gran parte della Puglia e della Capitanata nella fascia di rischio ‘arancione’, e  molte attività si ritroveranno a dover fare i conti con una chiusura coatta, ma non preventivata, con personale riassunto e con ordini di merci già effettuati, che vanno ad aggravare la già precaria condizione della categoria.




Rabbia, odio e ignoranza verso la campionessa Danielle Frederique Madam

“Tu non diventerai mai italiana”. Queste sono le parole denigratorie di un uomo, che  entrando nel bar dove la ragazza lavora, a Pavia, ha proferito con rabbia, odio e ignoranza verso la campionessa. 

Danielle Frederique Madam, 23 anni, in Italia da 16.

Atleta del lancio del peso della Bracco di Milano, cinque volte campionessa d’Italia, studentessa all’università di Pavia, in attesa della cittadinanza questioni imputabili alla lunghezza burocratica italiana.

Danielle, colpevole solo per  aver commentato il caso Suarez e  l’esame farsa per ottenere la cittadinanza italiana.

“Ci sono extracomunitari di serie A e di serie B. Io sono un fantasma” aveva detto.

Questo è il razzismo!! E’ ignoranza, cattiveria e disprezzo, che fortunatamente la gente civile, colta e intelligente aborrisce, e si schiera in difesa di chi subisce ogni forma di discriminazione e violenza.

L’Italia che vogliamo è altra cosa: aperta, accogliente, solidale, civile. Rispettosa delle persone. 

Ed è l’Italia per cui intendiamo lottare.




Sara Gama

È la capitana della nazionale italiana. È stata eletta, ieri, vice presidente dell’associazione Calciatori .

Per la prima volta questa carica è ricoperta da una donna. Suo papà è congolese, la mamma triestina. Ha cominciato a sette anni a giocare a pallone, a diciassette ha debuttato in serie A, a diciannove in Nazionale. Laureata in Lingue e Letterature Straniere all’Università di Udine, parla quattro lingue. Hanno fatto anche una Barbie a sua immagine e lo slogan con questo slogan: “Una grinta in grado di ispirare ogni bambina a perseguire sempre i propri sogni”. Quella di Sara Gama è una bella storia da raccontare,  grazie Sara, non solo dal mondo dello sport!




Diego Armando Maradona è morto.

La notizia scioccante arriva dall’Argentina, dal quotidiano Clarin. Nelle ultime settimane aveva subito una delicata operazione al cervello; oggi viene annunciata la sua morte per arresto cardiopolmonare. Dopo i festeggiamenti del 30 ottobre scorso, il mondo del calcio e – in particolare l’Argentina – cadono nella disperazione e nella tristezza, costretti a salutare uno dei più grandi giocatori della storia del calcio con Pelé ma quasi certamente la figura più leggendaria nella storia del gioco.