A tutti gli alunni. Divieto di diffusione filmati, foto e audio da video-lezioni

Si ricorda agli studenti che la diffusione di filmati, foto, immagini, scritti che ledono la riservatezza e la dignità delle persone può far incorrere l’autore della diffusione in sanzioni disciplinari e pecuniarie o perfino in veri e propri reati. (Comunicato del Garante per la protezione dei dati personali, 6/09/12). Secondo il Codice penale, infatti, l’uso e la diffusione di video/immagini/frasi offensive possono far incorrere i responsabili nel REATO DI DIFFAMAZIONE (Art. 595 codice penale) commesso utilizzando la rete per la diffusione di immagini o scritti lesivi, o anche solo potenzialmente tali, dell’onore o della reputazione di una o più persone (ma anche di istituzioni, enti pubblici, associazioni o imprese). Inoltre l’art. 10 del Codice Civile (Abuso dell’immagine altrui) stabilisce che l’esposizione o pubblicazione dell’immagine altrui è abusiva, non soltanto quando avvenga senza il consenso della persona interessata, o senza il concorso delle altre circostanze espressamente previste come idonee ad escludere la tutela del diritto alla riservatezza, ma anche quando, pur ricorrendo quel consenso o quelle circostanze, sia tale da arrecare pregiudizio all’onore, alla reputazione, al decoro della persona medesima. Si invitano pertanto gli studenti a non registrare/catturare immagini o audio durante video-lezioni o lezioni in streaming e a non diffonderli nel web ricordando che tutto ciò che avviene in rete è monitorato e, in caso di illeciti, la Polizia Postale di Stato è sempre in grado di risalire al responsabile. Certa di poter contare anche sulla collaborazione di genitori e docenti nel prestare la dovuta attenzione all’eventuale uso illecito dei vari dispositivi da parte degli alunni, ringrazio tutti per la condivisione di buone pratiche. Foggia, 31 marzo 2020 la Dirigente Scolastica Prof.ssa Giuliarosa Trimboli




Amiamo leggere il libro della nostra vita

“La vita fa schifo”,
“la vita porta solo delusioni”. Quante volte abbiamo sentito pronunciare dal nostro
interlocutore queste frasi? Secondo me, si tende a dare troppo valore agli
eventi negativi, mettendo in secondo piano quelli positivi. Le uscite con gli
amici, il sabato sera passato a festeggiare, i film da guardare con le amiche,
le videochiamate per decidere cosa indossare, i primi appuntamenti, il primo
bacio, il primo giorno di scuola, le farfalle nello stomaco, le nottate passate
a fantasticare, la musica a tutto volume nelle cuffie, intere giornate passate
a ridere, gli abiti prestati, i pigiama party: tutto questo va vissuto. Non
esistono esperienze brutte o esperienze belle. Esistono esperienze formative
che racchiudono sia quelle spiacevoli sia piacevoli. Ogni avvenimento ci segna,
che sia in modo positivo o negativo e serve per farci crescere, per farci
acquisire una maggiore autonomia, per accrescere la nostra maturità. Ogni
attimo è prezioso, non serve dare ascolto alle voci che girano sul nostro
conto, non è importante ciò che credono gli altri. Ricordate, pochi sapranno
leggere e interpretare il libro della vostra vita, gli altri saranno solo
curiosi. Lasciamo andare i pregiudizi, l’orgoglio, i pareri altrui, la paura,
la vergogna e buttiamoci in ogni nuova esperienza con grinta e curiosità, senza
pensare a ciò che direbbero altri. Molti diranno che sei pazzo, solo perché non
hanno il coraggio di fare ciò che fai tu, ma tu fallo lo stesso, supera le
occhiate, cammina a testa alta. La vita è una, merita di essere vissuta. È un
dono, perché sprecarlo in rimorsi o rimpianti? Abbiamo un passato da cui
imparare, un presente da vivere e un futuro da scrivere. Allora scrivilo senza
paura, sii leggero, goditi ogni attimo, perché questa vita va vissuta appieno:
è troppo breve per fermarsi a rimuginare. Stampati un sorriso sul volto e vai
avanti, nonostante tutto e tutti. Ricorda: cogli l’attimo, non sprecarlo.

Caporusso
Fabiana 3 O I.C. Foscolo-Gabelli di Foggia




La vita è bellezza

Non c’è un senso unico della vita e occorre viverla momento per momento, minuto per minuto e secondo per secondo.

Vita è quella persona che riesce a farti sorridere
costantemente, è vedere i  genitori
felici e, anche se questo è poco, deve bastare. Delle volte, proprio come nei
film, si dovrebbero poter rivedere i momenti sereni già trascorsi, con
chiarezza, quasi come se fossero in slow motion, Rivedere un sorriso, un
abbraccio, persone che non ci sono ci renderebbero sempre più felici. La vita va
vissuta al massimo, assaporando e  godendone ogni momento…

La  vita è il
sorriso del nonno, gli scherzi e anche i sensi di colpa per non averlo
abbracciato un’ultima volta, per non avergli detto quel “ ti voglio bene nonno”
che ora invece urlerei a squarciagola. Nonno era vita, con le sue “guanciotte
paffutelle” che con il gelo dell’ inverno si coloravano di un rosso tenue e il
suo profumo alla menta, per l’ uso eccessivo di “dopobarba”. E, se sono qui a
raccontarlo con grandi lacrimoni agli occhi, è perché molto probabilmente ora sono
riuscita a capire davvero come si debba vivere la vita e,  quindi,  ciò che posso dirti, caro lettore è: commetti
errori e impara da essi, sii gentile, porta a termine i tuoi obiettivi, ma, cosa
più importante, “GODITI LA VITA!”

                                                       D’Onofrio
Giorgiana

                                                       3
^ I – I.C. “Foscolo-Gabelli”




“SpesaSOSpesa”, proposta da “Il Cuore Foggia”

“SpesaSOSpesa”,
l’iniziativa solidale de Il Cuore Foggia per le famiglie bisognose
nell’emergenza

Servizio
attivato in tutti i comuni in cui è presente l’associazione. Grande adesione a
Vico del Gargano, dove i clown dottori hanno raccolto gli alimenti per l’intera
giornata. La presidente, Jole Figurella: “In dieci giorni, oltre 150 chiamate
per le attività offerte dai volontari”.

L’emergenza sanitaria ha reso ancora più fragili alcune
famiglie, in seria difficoltà economica. Per far fronte a tale situazione,
nasce l’iniziativa “SpesaSOSpesa”, proposta da Il Cuore Foggia nel capoluogo
daunio e nei comuni di Capitanata in cui sono presenti le delegazioni dell’associazione.

“Con tale iniziativa – spiega la presidente, Jole Figurella
– desideriamo promuovere la dignità delle famiglie che vivono momenti di
difficoltà, cercando di sostenerle nei beni di prima necessità. Vico del
Gargano ha dato una bella prova di solidarietà: un’enorme quantità di pasta,
alimenti in scatola, omogeneizzati, latte a lunga conservazione, olio e tanto
altro è stata raccolta dai volontari che ieri, da mattina fino a sera, hanno raccolto
da negozianti e cittadini le donazioni”.                
Un’iniziativa solidale che mira a far fronte anche all’aspetto economico
dell’emergenza, con numerosi cittadini che in questi giorni, a causa della
quarantena, sono costretti a interrompere il loro lavoro.
La delegazione di Vico del Gargano non ha mai smesso di prestare impegno per il
servizio di supporto psicologico, di pronto farmaco e pronto spesa: sono state
oltre 150 le chiamate ricevute in 10 giorni, indicate nei report
giornalieri.  Nello stesso comune, i
volontari de Il Cuore Foggia sono stati delegati dalla ASL per la consegna dei farmaci
salvavita.

“Un ringraziamento – conclude Jole Figurella – va a tutti i
cittadini che hanno dato il loro contributo e un grande plauso va ai volontari
che, per l’intera giornata di sabato, hanno indossato le pettorine e hanno
raccolto il cibo”.




Valutazione formativa delle attività svolte dagli alunni in modalità didattica a distanza.

Il DPCM del 9 marzo 2020 affida la valutazione alla competenza e alla libertà di insegnamento del docente, ferma restando la coerenza con gli obiettivi fissati in sede di progettazione disciplinare. All’interno della didattica a distanza sono stati configurati, nell’ottica di una misurazione complessiva del rendimento, dell’impegno, della partecipazione al dialogo educativo, i seguenti momenti valutativi:

• colloqui e verifiche orali in videoconferenza, alla presenza di due o più studenti;
• test a tempo;
• verifiche e prove scritte, consegnate tramite classe virtuale, mail e simili;
• rilevazione della presenza e della fattiva partecipazione alle lezioni online;
• puntualità nel rispetto delle scadenze;
• cura nello svolgimento e nella consegna degli elaborati.

Pertanto, si procederà ad attività di valutazione costanti, secondo i principi di tempestività e trasparenza ai sensi della normativa vigente. Inoltre, nella valutazione sommativa di fine anno, confluiranno le valutazioni formative raccolte durante il periodo della didattica a distanza, la effettiva partecipazione dello studente a quanto proposto nel suddetto periodo, il rispetto delle consegne e la valutazione del primo quadrimestre.

La Dirigente Scolastica
Prof.ssa Giuliarosa Trimboli




«Venuta la sera». Meditazione del Santo Padre

«Venuta la sera» (Mc 4,35). Così inizia il Vangelo che abbiamo ascoltato. Da settimane sembra che sia scesa la sera. Fitte tenebre si sono addensate sulle nostre piazze, strade e città; si sono impadronite delle nostre vite riempiendo tutto di un silenzio assordante e di un vuoto desolante, che paralizza ogni cosa al suo passaggio: si sente nell’aria, si avverte nei gesti, lo dicono gli sguardi. Ci siamo trovati impauriti e smarriti. Come i discepoli del Vangelo siamo stati presi alla sprovvista da una tempesta inaspettata e furiosa. Ci siamo resi conto di trovarci sulla stessa barca, tutti fragili e disorientati, ma nello stesso tempo importanti e necessari, tutti chiamati a remare insieme, tutti bisognosi di confortarci a vicenda. Su questa barca… ci siamo tutti. Come quei discepoli, che parlano a una sola voce e nell’angoscia dicono: «Siamo perduti» (v. 38), così anche noi ci siamo accorti che non possiamo andare avanti ciascuno per conto suo, ma solo insieme.

È facile ritrovarci in questo racconto. Quello che risulta difficile è capire l’atteggiamento di Gesù. Mentre i discepoli sono naturalmente allarmati e disperati, Egli sta a poppa, proprio nella parte della barca che per prima va a fondo. E che cosa fa? Nonostante il trambusto, dorme sereno, fiducioso nel Padre – è l’unica volta in cui nel Vangelo vediamo Gesù che dorme –. Quando poi viene svegliato, dopo aver calmato il vento e le acque, si rivolge ai discepoli in tono di rimprovero: «Perché avete paura? Non avete ancora fede?» (v.40).

Cerchiamo di comprendere. In che cosa consiste la mancanza di fede dei discepoli, che si contrappone alla fiducia di Gesù? Essi non avevano smesso di credere in Lui, infatti lo invocano. Ma vediamo come lo invocano: «Maestro, non t’importa che siamo perduti?» (v. 38). Non t’importa: pensano che Gesù si disinteressi di loro, che non si curi di loro. Tra di noi, nelle nostre famiglie, una delle cose che fa più male è quando ci sentiamo dire: “Non t’importa di me?”. È una frase che ferisce e scatena tempeste nel cuore. Avrà scosso anche Gesù. Perché a nessuno più che a Lui importa di noi. Infatti, una volta invocato, salva i suoi discepoli sfiduciati.

La tempesta smaschera la nostra vulnerabilità e lascia scoperte quelle false e superflue sicurezze con cui abbiamo costruito le nostre agende, i nostri progetti, le nostre abitudini e priorità. Ci dimostra come abbiamo lasciato addormentato e abbandonato ciò che alimenta, sostiene e dà forza alla nostra vita e alla nostra comunità. La tempesta pone allo scoperto tutti i propositi di “imballare” e dimenticare ciò che ha nutrito l’anima dei nostri popoli; tutti quei tentativi di anestetizzare con abitudini apparentemente “salvatrici”, incapaci di fare appello alle nostre radici e di evocare la memoria dei nostri anziani, privandoci così dell’immunità necessaria per far fronte all’avversità.

Con la tempesta, è caduto il trucco di quegli stereotipi con cui mascheravamo i nostri “ego” sempre preoccupati della propria immagine; ed è rimasta scoperta, ancora una volta, quella (benedetta) appartenenza comune alla quale non possiamo sottrarci: l’appartenenza come fratelli.

«Perché avete paura? Non avete ancora fede?». Signore, la tua Parola stasera ci colpisce e ci riguarda, tutti. In questo nostro mondo, che Tu ami più di noi, siamo andati avanti a tutta velocità, sentendoci forti e capaci in tutto. Avidi di guadagno, ci siamo lasciati assorbire dalle cose e frastornare dalla fretta. Non ci siamo fermati davanti ai tuoi richiami, non ci siamo ridestati di fronte a guerre e ingiustizie planetarie, non abbiamo ascoltato il grido dei poveri, e del nostro pianeta gravemente malato. Abbiamo proseguito imperterriti, pensando di rimanere sempre sani in un mondo malato. Ora, mentre stiamo in mare agitato, ti imploriamo: “Svegliati Signore!”.

«Perché avete paura? Non avete ancora fede?». Signore, ci rivolgi un appello, un appello alla fede. Che non è tanto credere che Tu esista, ma venire a Te e fidarsi di Te. In questa Quaresima risuona il tuo appello urgente: “Convertitevi”, «ritornate a me con tutto il cuore» (Gl 2,12). Ci chiami a cogliere questo tempo di prova come un tempo di scelta. Non è il tempo del tuo giudizio, ma del nostro giudizio: il tempo di scegliere che cosa conta e che cosa passa, di separare ciò che è necessario da ciò che non lo è. È il tempo di reimpostare la rotta della vita verso di Te, Signore, e verso gli altri. E possiamo guardare a tanti compagni di viaggio esemplari, che, nella paura, hanno reagito donando la propria vita. È la forza operante dello Spirito riversata e plasmata in coraggiose e generose dedizioni. È la vita dello Spirito capace di riscattare, di valorizzare e di mostrare come le nostre vite sono tessute e sostenute da persone comuni – solitamente dimenticate – che non compaiono nei titoli dei giornali e delle riviste né nelle grandi passerelle dell’ultimo show ma, senza dubbio, stanno scrivendo oggi gli avvenimenti decisivi della nostra storia: medici, infermiere e infermieri, addetti dei supermercati, addetti alle pulizie, badanti, trasportatori, forze dell’ordine, volontari, sacerdoti, religiose e tanti ma tanti altri che hanno compreso che nessuno si salva da solo. Davanti alla sofferenza, dove si misura il vero sviluppo dei nostri popoli, scopriamo e sperimentiamo la preghiera sacerdotale di Gesù: «che tutti siano una cosa sola» (Gv 17,21). Quanta gente esercita ogni giorno pazienza e infonde speranza, avendo cura di non seminare panico ma corresponsabilità. Quanti padri, madri, nonni e nonne, insegnanti mostrano ai nostri bambini, con gesti piccoli e quotidiani, come affrontare e attraversare una crisi riadattando abitudini, alzando gli sguardi e stimolando la preghiera. Quante persone pregano, offrono e intercedono per il bene di tutti. La preghiera e il servizio silenzioso: sono le nostre armi vincenti.

«Perché avete paura? Non avete ancora fede?». L’inizio della fede è saperci bisognosi di salvezza. Non siamo autosufficienti, da soli; da soli affondiamo: abbiamo bisogno del Signore come gli antichi naviganti delle stelle. Invitiamo Gesù nelle barche delle nostre vite. Consegniamogli le nostre paure, perché Lui le vinca. Come i discepoli sperimenteremo che, con Lui a bordo, non si fa naufragio. Perché questa è la forza di Dio: volgere al bene tutto quello che ci capita, anche le cose brutte. Egli porta il sereno nelle nostre tempeste, perché con Dio la vita non muore mai.

Il Signore ci interpella e, in mezzo alla nostra tempesta, ci invita a risvegliare e attivare la solidarietà e la speranza capaci di dare solidità, sostegno e significato a queste ore in cui tutto sembra naufragare. Il Signore si risveglia per risvegliare e ravvivare la nostra fede pasquale. Abbiamo un’ancora: nella sua croce siamo stati salvati. Abbiamo un timone: nella sua croce siamo stati riscattati. Abbiamo una speranza: nella sua croce siamo stati risanati e abbracciati affinché niente e nessuno ci separi dal suo amore redentore. In mezzo all’isolamento nel quale stiamo patendo la mancanza degli affetti e degli incontri, sperimentando la mancanza di tante cose, ascoltiamo ancora una volta l’annuncio che ci salva: è risorto e vive accanto a noi. Il Signore ci interpella dalla sua croce a ritrovare la vita che ci attende, a guardare verso coloro che ci reclamano, a rafforzare, riconoscere e incentivare la grazia che ci abita. Non spegniamo la fiammella smorta (cfr Is 42,3), che mai si ammala, e lasciamo che riaccenda la speranza.

Abbracciare la sua croce significa trovare il coraggio di abbracciare tutte le contrarietà del tempo presente, abbandonando per un momento il nostro affanno di onnipotenza e di possesso per dare spazio alla creatività che solo lo Spirito è capace di suscitare. Significa trovare il coraggio di aprire spazi dove tutti possano sentirsi chiamati e permettere nuove forme di ospitalità, di fraternità, di solidarietà. Nella sua croce siamo stati salvati per accogliere la speranza e lasciare che sia essa a rafforzare e sostenere tutte le misure e le strade possibili che ci possono aiutare a custodirci e custodire. Abbracciare il Signore per abbracciare la speranza: ecco la forza della fede, che libera dalla paura e dà speranza.

«Perché avete paura? Non avete ancora fede?». Cari fratelli e sorelle, da questo luogo, che racconta la fede rocciosa di Pietro, stasera vorrei affidarvi tutti al Signore, per l’intercessione della Madonna, salute del suo popolo, stella del mare in tempesta. Da questo colonnato che abbraccia Roma e il mondo scenda su di voi, come un abbraccio consolante, la benedizione di Dio. Signore, benedici il mondo, dona salute ai corpi e conforto ai cuori. Ci chiedi di non avere paura. Ma la nostra fede è debole e siamo timorosi. Però Tu, Signore, non lasciarci in balia della tempesta. Ripeti ancora: «Voi non abbiate paura» (Mt 28,5). E noi, insieme a Pietro, “gettiamo in Te ogni preoccupazione, perché Tu hai cura di noi” (cfr 1 Pt 5,7).




Video messaggi per lasciarsi contagiare dalla gentilezza, on line il primo spot del CSV Foggia

Testimonial, i volontari di Capitanata. Gli operatori del Centro di Servizi al Volontariato: “Il bene va raccontato anche nei periodi più bui, con semplicità. In un momento così difficile è importante diffondere piccole, buone notizie”.        

Una serie di filmati per
raccontare che il #volontariatononsiferma. Una narrazione per immagini della
solidarietà di Capitanata, tra le mura domestiche, con l’appello a restare a
casa. Ma non solo. Perché c’è anche chi in strada ci va per missione, come i
volontari della Protezione Civile che stanno garantendo il servizio di consegna
a domicilio di spesa e farmaci per le persone in condizioni di fragilità.

È on line la prima puntata di
#andratuttobene, la serie di spot ideata dal CSV Foggia, con i contributi video
delle associazioni locali. Con il sorriso e il messaggio di speranza delle
ragazze e dei ragazzi di iFun, l’appello a restare a casa del Presidente dei
Microcitemici di Capitanata, la riflessione di Noi Manfredonia e gli scatti
delle operazioni realizzate nell’ambito dell’emergenza sanitaria dai volontari
di GEPA.

“Con questa iniziativa – spiegano
dal Centro di Servizi di Capitanata – desideriamo far sentire la vicinanza del
mondo del volontariato a chi è in casa, a chi vive un periodo di particolare
fragilità, a chi è travolto da un mare di emozioni, difficile da gestire. Lo
facciamo con testimonial speciali, compagni di viaggio da sempre in prima fila
sul fronte dell’assistenza e dell’accompagnamento in favore di famiglie,
bambini, anziani, persone con disabilità, migranti, soggetti in difficoltà.
Nella vita ‘normale’ sono spesso invisibili, ma in questi momenti di grande
difficoltà, il loro impegno e la loro forza diventano determinanti. Pensiamo
che il bene vada raccontato anche nei periodi più bui, con semplicità e che sia
importante diffondere le piccole, buone notizie. Conoscere i volti e le storie
di persone positive fa bene anche agli altri. L’emergenza sanitaria che stiamo
vivendo è molto grave, deve essere affrontata con serietà ma noi sappiamo che
anche la gentilezza e lo slancio solidale possono diventare contagiosi”.

L’invito del CSV Foggia a inviare
video è sempre valido per le associazioni. “Speriamo di poter regalare un
appuntamento a settimana, proprio come accade con le serie tv. Anche e
soprattutto in questi momenti, è importante educare all’attenzione nei
confronti di se stessi e degli altri, di coloro che sentiamo simili e vicini e,
in particolare, di chi ci appare distante”.

Il primo
video: https://www.youtube.com/watch?v=_1owGpO5AZg&t=3s




La vita, la nostra più grande opportunità!

I nostri pensieri si soffermano più volte su una frase: “il senso della vita”. La vita e il suo mistero. Ma cos’è la vita? È una domanda importante, che tutti ci poniamo spesso. Questa domanda può essere formulata in attimi di sconforto, di delusione e di speranza. Per trovare la risposta spesso ci vuole una vita intera, vissuta intensamente. Ma a volte la risposta al dubbio del vivere non si rivela. La risposta insomma…non è semplice.

La
vita è uno spettacolo!
Può essere
felice o triste, la vita ci vede inizialmente spettatori e poi,
successivamente, protagonisti. Se vogliamo vivere la nostra vita davvero
dobbiamo vivere dinamicamente, essendo noi forza trainante della nostra realtà.
Noi protagonisti perché lo “spettatore” può solo applaudire se gradisce lo
spettacolo o andar via, qualora non fosse di suo gradimento, ma nulla può fare
per renderlo migliore. Il “protagonista” lotta, soffre, gioisce, rischia
in prima persona, ma vive, vive ogni attimo, ogni emozione di quello
spettacolo.

Per
comprendere il senso della nostra vita dobbiamo entrare in contatto intimo con
la nostra anima e ascoltarla.Spesso anch’io ho provato a dare una
risposta a questa domanda e ho scoperto che  “l’ingrediente segreto” è la felicità. Tutti
desideriamo essere felici nella nostra vita. La vita felice viene dal
superamento dei problemi, dal risolvere le difficoltà. Bisogna affrontare le
sfide, fare del proprio meglio.

È
come
la passeggiata mattutina verso la
scuola
che segue la direzione indicata dall’inizio fino alla fine. Beh,
almeno la nostra passeggiata mattutina sa quando parte e sa già la sua
destinazione; noi, forse, non la conosciamo. Non sappiamo il come andranno
avanti i secondi ed i minuti della giornata. In un battito di ciglia, ci può
essere il ricordo che vale la vita. Durante la nostra passeggiata ci fermiamo
spesso ed incontriamo i nostri compagni di scuola, ammiriamo la natura,
parliamo, discutiamo… La
nostra passeggiata mattutina verso la scuola è la metafora del trascorrere, ci
conduce a nuovi orizzonti e sogni; ci dirigiamo tutti in qualche luogo poiché il
bello della vita è il viaggio.

Mattia Fusillo

I.C. Foscolo- Gabelli – 3^O




#Intervallo è il progetto lanciato da Combo Studios Srl e CIA’T Studio Srl per raccontare il momento che stiamo vivendo

Intervallo è uno short film collettivo in cui narrare i nostri qui e ora. Com’era lo sappiamo, forse ci piaceva, ma come sarà no. Chi eravamo prima del virus? Ma, soprattutto, chi saremo? Siamo nel bel mezzo di una “selva oscura”, volendo scomodare il Poeta. Ma è, appunto, questo “Intervallo virale”, che colpisce in modo diverso ognuno di noi, che dobbiamo riuscire a narrare. Come? Sollecitando i creativi, che non sono mai davvero in quarantena, a mettersi in gioco per partecipare alla produzione di una testimonianza, diffusa, collettiva, autentica. Due i binari su cui potranno correre parallele le nostre impressioni, suggestioni: l’audio ed il video. Si potrà girare l’istantanea dell’Intervallo, di ora, di quel che si vede e di quello che non c’è, liberamente, con una foto, un disegno, un filmato, anche con un video reading. Pochi secondi di vita perché, sì, siamo vivi. I musici potranno impugnare le chitarre, le arpe, i bassi, battere i tamburi e i piatti, soffiare nelle trombe, nei sax, nelle armoniche, nei flauti, sfiorare il piano, dare vita alla musica, inedita, che si agita e monta dentro. I musici potranno anche filmare la loro esecuzione. È così che costruiremo, insieme, l’antologia delle immagini e dei suoni dell’intervallo. 15” max. per le immagini, 60” max. per le musiche per realizzare un Intervallo collettivo di 200”. È un esperimento, un esperimento sociale e creativo. Combo Studios sarà solo il tramite, l’hub produttivo, di questo progetto collettivo. L’intervallo sarà pubblicato sui canali social e potrà essere condiviso liberamente da tutti gli autori e gli attori. Il contributo all’opera collettiva deve essere inviato alla e-mail: intervallo@combostudios.it entro il 10 aprile. La pubblicazione di #Intervallo è prevista per sabato 25 aprile ed il nome di tutti i partecipanti sarà nei titoli di coda. Brevi info tecniche Contributi video Durata: max. 15”, posizione orizzontale, se si usa lo smartphone, risoluzione alta; Contributi audio Durata: max. 60”, tonalità SOL + (MI-), BPM 110, massima risoluzione. Questo il link per ulteriori dettagli: http://www.combostudios.it/intervallo/




Raccomandazioni della Dirigente del Pascal ai Docenti agli Studenti

Valutazione formativa delle attività svolte dagli alunni in modalità didattica a distanza.

Il DPCM del 9 marzo 2020 affida la valutazione alla competenza e alla libertà di insegnamento del docente, ferma restando la coerenza con gli obiettivi fissati in sede di progettazione disciplinare. All’interno della didattica a distanza sono stati configurati, nell’ottica di una misurazione complessiva del rendimento, dell’impegno, della partecipazione al dialogo educativo, i seguenti momenti valutativi:• colloqui e verifiche orali in videoconferenza, alla presenza di due o più studenti;
• test a tempo;
• verifiche e prove scritte, consegnate tramite classe virtuale, mail e simili;
• rilevazione della presenza e della fattiva partecipazione alle lezioni online;
• puntualità nel rispetto delle scadenze;
• cura nello svolgimento e nella consegna degli elaborati.Pertanto, si procederà ad attività di valutazione costanti, secondo i principi di tempestività e trasparenza ai sensi della normativa vigente. Inoltre, nella valutazione sommativa di fine anno, confluiranno le valutazioni formative raccolte durante il periodo della didattica a distanza, la effettiva partecipazione dello studente a quanto proposto nel suddetto periodo, il rispetto delle consegne e la valutazione del primo quadrimestre.La Dirigente Scolastica
Prof.ssa Giuliarosa Trimboli