Premiato l’alunno Alessandro Nunziante della Foscolo per il concorso “Piccoli giornalisti crescono”

Piccoli giornalisti crescono. E vengono premiati. Come è avvenuto all’alunno Alessandro Nunziante della “Foscolo – Gabelli”, che si è aggiudicato la vittoria del mese di dicembre. E’ stato il secondo premiato per la seconda edizione del concorso. Il tema affrontato è stato quello del Natale e a premiare il vincitore il professore Raffaele Identi insieme al direttore di “Foggia Città aperta”, Fulvio di Giuseppe. 

IL VINCITORE. http://www.ilsottosopra.info/2020/01/13/aspettando-il-natale-articolo-vincitore-del-mese-di-dicembre/

LE NOBILI ARTI. Durante la premiazione la caporedattrice, Giada Panunzio, ha raccontato la sua esperienza nel giornale, evidenziando come la scrittura e la lettura siano due nobili arti. Infatti questo Concorso in collaborazione con l’ufficio Scolastico Provinciale (ex provveditore), la Città del Cinema e Foggia Città Aperta è finalizzato ad avvicinare i giovani al giornalismo e all’arte del raccontare i fatti quotidiani. 

I PREMI. Dato il successo anche di questo secondo
mese, la redazione de “ilSottoSopra”
e quella di “Foggia città aperta”, hanno deciso di lanciare il nuovo tema per
il mese di gennaio: “La pace come cammino di
speranza: dialogo, riconciliazione e conversione ecologica”,
 sollecitati dal recente appello di Papa
Francesco. Il Premio ha una scadenza mensile e i migliori articoli inviati alla
redazione del giornale ilSottosopra per il mese di gennaio saranno esaminati da
una giuria. Tutti gli articoli mensili vincitori parteciperanno ad una
ulteriore selezione per stabilire l’articolo migliore dell’anno scolastico
2019/2020.




Doll Therapy ed emozioni per i clown dottori, il nuovo anno di formazione si apre con Ivo Cilesi

La Presidente de Il Cuore Foggia, Jole Figurella: “Non si può improvvisare, i risultati di questa attività non farmacologica sono sorprendenti, nell’immediato”. Presto corsi di arteterapia presso Il Sorriso di Stefano e altre strutture per anziani.

Un nuovo anno di formazione per insegnare le buone emozioni,
immergersi in un ambiente accogliente, abbandonarsi alle relazioni, strumento
di cura e canale preferenziale della comunicazione sociale. È sempre grande
l’impegno dei clown dottori de Il Cuore Foggia che continuano a formarsi tra
stage, progettazione, attività formative ed esperienza sul campo.
“Questo mese – spiega la Presidente Jole Figurella – è dedicato alla formazione
per l’approccio con il paziente anziano. Si parlerà di Alzheimer, demenza
senile e terapie non farmacologiche nel corso di Doll Therapy organizzato per i
nostri volontari e svolto direttamente da Ivo Cilesi, padre della Terapia della
Bambola che è arrivato da Bergamo”.     
Lo scopo della terapia della bambola è quello di attenuare alcuni dei più
frequenti disturbi comportamentali dei malati di Alzheimer, come il wandering
(il vagare senza meta), l’aggressività, l’agitazione, la depressione, l’apatia
o i disturbi del sonno.

“Non è una cosa che si improvvisa — aggiunge Jole Figurella
– richiede una formazione specifica e i risultati di questa attività non
farmacologica sono sorprendenti, nell’immediato”.
Quelle utilizzate per la terapia si chiamano bambole empatiche e sono in grado
di risvegliare l’istinto di accudimento. “Il collo è mobile e il peso e lo
sguardo sono simili a quelli di un bambino vero. Anche il loro corpo è morbido.
Viene quasi naturale abbracciarle e cullarle. Quando le prendono tra le mani,
nel corso di sedute terapeutiche speciali, tre a settimana per la durata di
un’ora ciascuna, i pazienti affetti da Alzheimer sembrano più tranquilli e
interagiscono meglio con gli altri uscendo dall’isolamento”.
Tanti gli appuntamenti in programma per i simpatici dottori dal naso rosso che
proporranno laboratori creativi di arteterapia con Diletta Ciannarella –
in arte Clown Dottore Tavolozza – per persone di ogni fascia d’età, in
particolare nelle strutture per anziani come il Sorriso di Stefano, Fondazione
Palena, Sant’Antonio. Attività che saranno proposte non solo a Foggia ma anche
in provincia: Ascoli Satriano, Cerignola, San Marco in Lamis, San Giovanni
Rotondo, Lucera, San Severo, Vico del Gargano, Rodi Garganico, Roseto
Valfortore, Manfredonia.




Calcio Foggia Femminile, porta a casa un’altra vittoria

Il Calcio Foggia Femminile porta a casa un’altra vittoria. La partita si è svolta preso il campo della FIGC contro l’Apulia Trani.

In campo erano schierate De Luca, Stango ( 1’st Giannini, 10’tt Carlone ), Santamaria ( 12’st Lisi, 15’tt Rinaldi ), Bonfitto, Cannarile ( 5’tt Bevere ), Mazzini ( 1’st Mendolicchio, 15′ tt Macchia ), Mammolino ( 5’tt Cilenti), Cardone, La Donna. A disposizione Giovene. Allenatori Domenico Cataneo, Rosanna Garruto e Vincenzo Inneo.

Mentre, per l’Apulia Trani c’erano Di Bari, Cosmo, Valente, Di Michele, Di Palma, De Caro, Turco, Vitobello, Bezzato. A disposizione Vergine, Porcaro, Salvagno. Allenatore Luca Masotti.

Arbitro: Laura Di Nunzio.

La partita entra subito nel vivo grazie alla doppietta di Karol Mammolino e ai goal di La Donna, Cannarile, Cardone e di nuovo La Donna. Con questa partita le ragazze rossonere portano a casa altri 3 punti. La partita è finita così: Foggia – Trani 6 – 1.




Come si fa a sconfiggere la mafia? Cercando una via più semplice, che parli alla gente comune!

Per cercare di dare una risposta a questa domanda si dovrebbero analizzare una serie di situazioni e circostanze che renderebbero l’argomento così complesso e ostico da risultare noioso, sterile e lontano. Così lontano da far pensare che alla fine la risposta sia semplice, più di quanto ci si aspettasse: no, la mafia è un fenomeno criminale così radicato nella cultura, nelle istituzioni, nella politica, negli uffici del potere, nelle forze armate, da essere impossibile da sconfiggere.
Forse il problema è cercare di rispondere al quesito con una dialettica di scontro, di violenza, di sconfitta e vittoria, che priva la cittadinanza di qualsiasi azione risolutiva. Non si può di certo pretendere che un cittadino possa piegare con la forza i mafiosi a costituirsi né che un buon samaritano riesca a cambiare il loro cuore.  Non si può né essere cattivi né essere buoni: non serve o non basta. Allora cosa sono chiamati a fare i cittadini? Delegare tutto alle istituzioni competenti? Certo, a loro spetta una grande parte del lavoro, ma è sufficiente? Se tutti i mafiosi fossero arrestati, tutti i corrotti messi in carcere, se ci facesse una “pulizia” generale, davvero la mafia sparirebbe? Forse un figlio, un nipote, un amico o semplicemente qualcun altro non ci metterebbe poi molto a prendere il posto dei predecessori, magari agendo in modo diverso, attuando una politica differente ma si arriverebbe di nuovo punto e a capo.

Quindi torna la questione: come si fa a sconfiggere la mafia?

La risposta andrebbe cercata, forse, eliminando tutti i ragionamenti e le riflessioni, che comunque rimangono giusti e utili, e cercando una via più semplice, che parli alla gente comune, quella di tutti i giorni. Parlare di come sconfiggere la mafia alla fine è come parlare di amore: ci sta sempre bene, in tutti i discorsi; se ne può parlare per ore senza calarsi mai nella realtà; si possono scrivere trattati e poi alla fine ritrovarsi senza un nulla di fatto. Alla fine l’amore più che parlarne, più che rifletterci su, più che pensarci troppo, si fa. Bene, allora per sconfiggere la mafia, oltre a parlare: facciamo. Sì, bellissimo, ma cosa?                              

Ecco 3 semplici cose da fare per sconfiggere la mafia:

  1. Fare rete. La mafia è un organizzazione
    criminale fatta di tante persone che in quello che fanno ci credono e sono
    disposti a perdere tutto per lei. Lo Stato è composto da tutti noi cittadini. Ci
    crediamo nel potere che spetta al “popolo”? Siamo disposti a dare tutto pur di
    vivere in uno Stato Civile? Se questo lo dovrebbe fare una persona sola,
    sarebbe impossibile. Se però lo facessimo tutti allora cambierebbe molto perché
    dove l’io si ferma il noi inizia. Ci si renderebbe poi conto di una cosa che
    spesso dimentichiamo: la mafia è la minoranza. Rispetto a tutta la gente
    onesta, loro sono pochi e se facessimo davvero rete forse sarebbero loro a
    sentirsi fuori dal mondo.                                                                                                                  
    In pratica: hanno messo una bomba ad una attività commerciale? Il girono
    dopo tutti vanno a comprare qualcosa lì.
  2. Combattere la povertà educativa. La mafia è
    prima di tutto cultura, o meglio anti-cultura. La criminalità prende piede dove
    c’è ignoranza e povertà. Prendiamoci cura di entrambe, così non combatteremo
    semplicemente, ma avvieremo la prevenzione al fenomeno mafioso. La cultura
    toglie la terra sotto i piedi della mafia perché le impedisce di crescere,
    diffondersi. La cultura è il vaccino più potente.                                                                      
                                                                                                                                 In
    pratica: nella nostra città esistono già molte realtà che si occupano di
    questo. Aiutiamole. Diamo una mano secondo le nostre capacità.
  3. Riscopriamo la bellezza. Una delle cose peggiori
    che fa la mafia è quella di togliere la bellezza nel luogo in cui attecchisce. O
    meglio: non toglie la bellezza, cerca di soffocarla, cerca di distogliere lo
    sguardo. Noi non facciamolo. Ricordiamoci e ricordiamo a tutti che questo è un
    territorio bellissimo, meraviglioso, tanto per i suoi paesaggi quanto per la
    sua storia.                                                                                                                     
    In pratica: si organizzino manifestazioni,  marce, feste, qualsiasi altra cosa. Abbiamo
    bisogno di sentire anche notizie positive, abbiamo bisogno di ottimismo e
    speranza.

Come si distrugge la mafia?
Eliminando ciò che più le dà forza: il silenzio, l’inerzia e l’apatia. Se ne
parli, se ne parli sempre: “la mafia esiste”, “la mafia fa paura”, “la mafia
uccide”, “la mafia mette le bombe”, “la mafia ci toglie il lavoro”, “la mafia è
la rovina di un territorio”, “la mafia fa schifo”. Per quanto banali, sentite e
risentite, non si smetta mai di dirle; non si finisca mai di ripeterle
soprattutto ai giovani; dopotutto, perché ritenere noioso e inutile ripetere la
verità? Ma non si utilizzi la parole per giustificare la mancanza di azione.
Non si parli di ciò che poi non si mette in pratica, non si pronuncino parole
per alleviare coscienze. La parola è l’invenzione umana più importante. Ha nella
sua stessa natura l’azione, o meglio, la reazione. Si agisca. In base alle
peculiarità di ciascuno, si faccia. Secondo le proprie attitudini, passioni e
vocazioni si realizzi qualcosa. Cosa? Qualsiasi cosa che permetta di “trarre l’umanità
tanto nella propria persona quanto nella persona di ogni altro” (Kant).
Appassioniamoci a questa città perché lei ci ha dato i natali. Perché ovunque andiamo
alla domanda: “Da dove vieni?” che ci piaccia o meno, lei sarà sempre presente.
Innamoriamoci di queste strade e di queste vie, perché questo è il luogo che
chiamiamo Casa e Casa è un luogo in cui mai ci sentiremo stranieri e per cui
varrà sempre la pena lottare.
Alla fine sconfiggere la mafia e amare non sono poi così distanti. 




Foggia, bomba contro centro anziani

Libera: ” Davanti all’ennesimo atto dinamitardo nessun passo indietro nessun passo indietro. Proseguiamo insieme sulla strada tracciata la sera del 10 gennaio.

“Davanti all’ennesimo atto dinamitardo  nessun passo indietro. Andremo avanti ancora con piu’ forza per  disinnescare la miccia della paura e della rassegnazione. Esprimiamo tutta la nostra solidale vicinanza  agli imprenditori vittime dell’ attentato. Non possiamo e non dobbiamo lasciare soli quei commercianti ed imprenditori che decidono di rompere il muro del silenzio. Proseguiamo sulla strada tracciata la sera del 10 gennaio, una mobilitazione a cui hanno partecipato in tanti, nata dal bisogno di affermare un’urgenza: quella di ricostruire insieme le fondamenta del nostro modo di essere cittadini e di abitare le città. Di dire basta alla rassegnazione, al silenzio complice, al vano parlare. Ridiventando insomma comunità, una comunità chiamata Italia. Alla luce dell’ultima bomba gridiamo forte : non sono ammesse diserzioni ma bisogna esserci, essere presenti per riappropriarci dei nostri spazi e dei nostri territori, mostrare fisicamente da quale parte si sta.” In una nota Libera commenta  l’ ennesimo atto dinamitardo a Foggia.




“Lontano dagli occhi”, trovando se stessi Paolo Di Paolo: tre storie, una vita

Uno
dei migliori scrittori del nostro tempo, giovane e già così affermato

Mercoledì 22 gennaio, ore 18.30, Ubik. L’autore
romano presenta il suo nuovo romanzo

Il libro, edito da Feltrinelli, è una delle uscite
editoriali più luminose degli ultimi mesi

Inseguire
qualcuno come se fosse appena sceso dall’autobus, andargli dietro. “Trovare” i
personaggi cercando se stessi:
colmare con una storia ciò che non c’è. Raccontare, a noi stessi, qualcosa che
manca e che, appunto, è lontano dagli occhi. È il viaggio intrapreso da uno dei migliori scrittori del nostro tempo
in occasione del suo ultimo romanzo, protagonista della presentazione di mercoledì 22 gennaio, alle ore 18.30,
nello spazio live della Ubik di
Foggia. Paolo Di Paolo, intellettuale
e scrittore ancora giovane e già affermatissimo nel panorama letterario
italiano, ritrova il pubblico della libreria con il suo nuovo libro, Lontano dagli occhi (Feltrinelli, 2019),
tra le uscite editoriali più luminose degli ultimi mesi. A conversare con
l’autore romanzo, il giornalista Felice
Sblendorio.

Lontano dagli occhi (Feltrinelli, ottobre 2019; pagine:
192). Tre storie diverse, la stessa città – Roma, all’inizio degli anni ottanta
– e lo stesso destino: smettere di
essere soltanto figli, diventare genitori.
Eppure Luciana, Valentina,
Cecilia non sono certe di volerlo, si sentono fragili, insofferenti. Così come
sono confusi, distanti, presi dai loro sogni i padri. Si può tornare indietro,
fare finta di niente, rinunciare a un evento che si impone con prepotenza
assoluta? Luciana lavora in un giornale che sta per chiudere. Corre, è sempre
in ritardo, l’uomo che ama è lontano, lei lo chiama l’Irlandese per via dei capelli
rossi. Valentina ha diciassette anni, va alle superiori ed è convinta che da
grande farà la psicologa. Appena si è accorta di essere incinta, ha smesso di
parlare con Ermes, il ragazzo con cui è stata per qualche mese e che adesso fa
l’indifferente, ma forse è solo una maschera. Cecilia vive fra una casa
occupata e la strada, porta un caschetto rosa e tiene al guinzaglio un cane.
Una sera torna da Gaetano, alla tavola calda in cui lavora: non vuole nulla da
lui, se non un ultimo favore. A
osservarli c’è lo sguardo partecipe di un io che li segue nel tempo cruciale
della trasformazione
. Un giro di pochi mesi, una primavera che diventa
estate. Tra bandiere che sventolano festose, manifesti elettorali che
sbiadiscono al sole e volantini che parlano di una ragazza scomparsa, le
speranze italiane somigliano a inganni. Poi ecco che una nuova vita arriva e
qualcosa si svela. Lontano dagli occhi
è una dichiarazione d’amore al potere
della letteratura
, alla sua capacità di avvicinare verità altrimenti
inaccessibili. Ricostruendo con la forza immaginifica della narrazione
l’incognita di una nascita, le ragioni di una lontananza, Paolo Di Paolo arriva
a rovesciare la distanza dal cuore suggerita dal titolo. Una storia sul peso
delle radici, su come diventiamo noi stessi.

Paolo Di Paolo. Nato nel 1983 a Roma. Ha pubblicato i
romanzi Raccontami la notte in cui sono
nato
(2008), Dove eravate tutti
(2011; Premio Mondello e Super Premio
Vittorini
), Mandami tanta vita
(2013; finalista Premio Strega), Una storia quasi solo d’amore (2016),
Lontano dagli occhi (2019), tutti per Feltrinelli e tradotti in diverse lingue. Molti suoi libri sono nati da dialoghi:
con Antonio Debenedetti, Dacia Maraini, Raffaele La Capria, Antonio Tabucchi, di cui ha curato Viaggi e altri viaggi (Feltrinelli,
2010), e Nanni Moretti. È autore di
testi per bambini e per il teatro. Scrive per “la Repubblica” e per
“L’Espresso”.




Il foggiano Davide Cicchetti convocato per i Giochi del Mediterraneo 2020

Lo sciabolatore del Circolo Schermistico Dauno in pedana a Tunisi per le gare delle categorie Cadetti e Giovani. Il Foggiano Davide Cicchetti del Circolo Schermistico Dauno è stato convocato per i Campionati del Mediterraneo 2020, importante manifestazione giovanile che si svolgerà a Tunisi dal 24 al 26 gennaio. Alla competizione prenderanno parte i rappresentanti di tutti i paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Lo sciabolatore Cicchetti salirà in pedana il 24 per partecipare alla gara della categoria Cadetti e il 25 per la gara categoria Giovani. Il programma della manifestazione si chiuderà giorno 26 con le gare a squadre miste per armi.




Gare di informatica Bebras: il Liceo Volta primo in Italia

Ancora un successo per gli studenti dello scientifico
foggiano

Vittorio Gabriele, Damiano
Ragni, Antonio Trisciuoglio e Giuseppe Siena. Sono gli studenti, della classe
3F Scienze Applicate del Liceo Scientifico “A. Volta” di Foggia, classificatisi
primi a livello nazionale al concorso Bebras dell’Informatica.

Un risultato straordinario
visto che i giovani alunni foggiani sono arrivati primi su ben 1481 squadre,
provenienti dalle scuole italiane.

Il Bebras italiano
dell’Informatica è organizzato da ALaDDIn, Laboratorio di Didattica e
Divulgazione dell’Informatica del Dipartimento di Informatica dell’Università
degli Studi di Milano, ed ha lo scopo di
promuovere l’informatica nelle scuole.

Il Bebras Italia rientra
tra le iniziative realizzate dalla Comunità Bebras,  un’organizzazione
internazionale che ha lo scopo di promuovere nelle scuole gli
aspetti scientifici dell’informatica. “I giochi Bebras – fanno sapere gli
organizzatori – sono accessibili agli studenti delle scuole primarie e
secondarie anche senza nessuna specifica conoscenza pregressa. I problemi
proposti, però, presentano reali situazioni informatiche, che richiedono di
interpretare informazioni, manipolare strutture discrete, elaborare dati e
ragionare algoritmicamente”.

La comunità Bebras è presente in tutto il mondo e dal 2016 hanno
partecipato alle gare oltre un milione e mezzo di studenti di 34 nazionalità.

“La squadra formata dai nostri alunni – ha commentato il Dirigente
scolastico, Gabriella Grilli – ha fatto registrare per il nostro istituto un
ulteriore successo a livello nazionale. Gli allievi della 3F s.a., accompagnati
dal docente referente di Informatica Matrio Strippoli, hanno raggiunto la vetta
delle classifiche nazionali, posizionandosi al primo posto. L’impegno, la
dedizione, lo studio, la passione portano sempre a risultati positivi ed il
successo è sempre il frutto di una comunione di intenti. Attraverso la
condivisione delle competenze ognuno si sente valorizzato, perché gli obiettivi
si raggiungono quando il singolo è parte indispensabile della squadra e quando
la squadra diventa il luogo in cui ciascuno può realizzare i propri talenti. Il
successo, in questa ottica, non è mai di uno solo, ma di tutti”.




L’UOMO E L’AMBIENTE

Viviamo in un epoca affascinante ma allo stesso tempo terribile. Affascinante perché mai come adesso il futuro del nostro pianeta è nelle nostre mani , ciò che avrà luogo domani dipenderà in buona parte da ciò che faremo o non faremo oggi. Terribile perché la nostra generazione è la prima ad avere il potere di distruggere in poco tempo tutto ciò che abbiamo, compromettendo così quello che potranno vedere nel futuro i nostri figli o le generazioni che verranno dopo. Con le nostre nuove attività distruggiamo ambienti naturali fondamentali per gli equilibri del nostro pianeta; agendo in questo modo provochiamo una costante diminuzione delle capacità naturale del globo terrestre.

Oggi è sempre più evidente che non può esistere nessun tipo di sviluppo umano, sociale ed economico, dove la stressa base dello sviluppo umano, e la natura vengono irrazionalmente dilapidate. Come non si può negare di assistere ad un incremento della consapevolezza del grave danno che stiamo procurando all’ambiente, perché sì, l’uomo ad oggi sta incrementando il processo di inquinamento sempre di più.

Come facciamo a capire del danno che stiamo producendo? L’avanzamento dei deserti,l’innalzamento delle temperature, le fiamme che si alzano nelle foreste, sono degli esempi di quello che sta succedendo in questi mesi. Per attuare il cambiamento è indispensabile partire dal cambiamento delle nostre mentalità, favorendo in qualche modo la risoluzione di questi problemi. Possiamo quindi nel nostro piccolo contribuire alla conservazione del nostro pianeta non solo per noi stessi ma per tutti…FACCIAMOLO PER IL NOSTRO FUTURO!




L’evoluzione estetica della Yamaha M1

Novità per la Yamaha M1 per quanto riguarda l’aereodinamica, lo scarico, il forcellone e la copertura in carbonio. Il Team Monster Energy Yamaha di Valentino Rossi e Maverick Vinales è chiamato a fare un grande lavoro per i test in Malesia, a Sepang. Già nella stagione 2019 ci sono sati dei cambiamenti per la YZR-M1. Parliamo di areodinamica e scarico. Anche nella stagione 2019 i tecnici Yamaha hanno testato un nuovo Areo-Pack, sia con i piloti ufficiali che con Morbidelli e Quartararo. Le ali sono state doppiate, con un design simile alle edizioni precedenti. Il pacchetto è passato nelle mani ufficiali dei piloti a Le Mans, ma hanno fatto dei passi indietro per mancanza di nuovi step per la stabilità e impennata all’anteriore. Le principali novità tecniche esterne sono arrivate dopo la pausa estivà. Yamaha ha svelato un nuovo scarico simile alla versione standard. Contemporaneamente ha fatto il suo ingresso il forcellone in carbonio richiesto da Valentino Rossi. Mentre Vinales ha preferito mettere da parte le due novità. Il Dottore con il forcellone in carbonio percepiva una guida più precisa al posteriore, ma forse i tempi erano ancora prematuri per intrudurre questa nuova componenete. Da qui il ritorno al classico forcellone in alluminio con cui Quartararo e Vianles stavano facendo grandi risultati. Passiamo alla seduta e alla copertura. Durante i test di Brno, i piloti hanno assaggiato una nuova seduta. Il prototipo 2020 inaugurato ad agosto aveva anche un telaio saldato in punti differenti, per ottenere maggiore flessibilità. Anche la carena è apparsa più angolare. Qualche settimana dopo, a Misano, è apparsa anche la copertura in carbonio sulla ruota simile alla Desmosedici. Infine un altro cambiamento è la presa d’aria. Mantenendo la tradizionale forma a V, è molto più stretta e più alta. Si pensa che sia stata sviluppata per i nuovi airbox. Ogni minimo dettaglio studiato serve per vincere il nuovo campionato.