Continuiamo a ricordare

Ogni 21 marzo in tutt’Italia si ricordano le vittime
innocenti delle mafie ed è bene tenere viva la memoria anche in questo periodo in
cui siamo tutti particolarmente provati per l’attuale situazione in continua evoluzione.

Come sappiamo questo è una giornata promossa da Libera giunta
quest’anno alla XXV edizione.

Come continuare
a ricordare.

Dopo 25 anni di manifestazioni, questa sarà la prima
vissuta interamente dalle nostre case.

È importante mettere in atto queste iniziative per segnare
nella memoria le idee, i progetti, i nomi interrotti improvvisamente dalle
mafie.

Per questo è stata organizzata una campagna social in cui viene chiesto di realizzare un fiore scegliendo dall’elenco “VIVI” di Libera il nome di una vittima innocente delle mafie e farsi una foto da postare sui social

https://vivi.libera.it/it-ricerca_nomi




È il momento di attingere dalle riserve librarie: aspettiamoci a vicenda “Diamo fondo alle scorte”

Piccola lettera per grandi lettori

“Qualsiasi libro ordinato online, tramite magazzini, sarà un
piccolo colpo inferto alla libreria di città”

Staff Ubik, lettori e gruppi sono al lavoro: su Facebook,
Instagram e Twitter, consigli e video-letture

In
Se una notte d’inverno un viaggiatore,
metaromanzo capolavoro di Italo Calvino,
il protagonista è il Lettore. Il grande scrittore si rivolge direttamente a Lui
e ai libri che potrebbe leggere, elencandoli secondo una singolare e
personalissima tipologia: dai Libri Che
Puoi Fare A Meno Di Leggere
ai Libri
Già Letti Senza Nemmeno Bisogno D’Aprirli
, passando per i Libri Che Hai Intenzione Di Leggere Ma
Prima Ne Dovresti Leggere Degli Altri
, scavando in tantissime
sottocategorie. Tra queste, una è quella più attuale e urgente: i Libri Che Da Tanto Tempo Hai in Programma
Di Leggere.
Ecco, in questo momento in cui la libreria è chiusa, il
suggerimento che lo staff Ubik vuole rivolgere ai lettori consapevoli è quello
di prendere in mano quei libri comprati e un po’ dimenticati, attingendo dalle scorte
domestiche e mettendosi “in pari” – ogni lettore vive questa piccola ossessione
con i propri scaffali. Presto, si spera già il 26 marzo, come da decreto, la libreria riaprirà i battenti e sarà
un piacere riassortire le novità e non solo quelle. Presto, Ubik Foggia tornerà
a essere quel piccolo punto di riferimento della città.Prima di allora, qualsiasi
libro ordinato online
, tramite magazzini che non sono librerie e che da
sempre dimostrano di non avere grande rispetto per i lavoratori, sarà un
piccolo colpo inferto alla libreria di città. Bisogna chiedersi se è realmente necessario e se non sarebbe meglio tirare
fuori quel libro comprato e dimenticato, quello che da tanto tempo era lì in
attesa, quello che forse, finalmente, è arrivato il suo momento. Proprio come
dice Italo Calvino – mica uno così.
Ubik c’è, lo staff è al lavoro ogni giorno, anche a distanza.Diamo fondo alle scorte.  Aspettiamoci
a vicenda.

Chiusi per il virus,
aperti per i lettori:

è questo, invece, il leitmotiv
pensato per colmare questo periodo di “distanza” tra libreria e lettori. Alla
città manca lo spazio live, gli incontri, le letture e le condivisioni dal
vivo. Ma i social network sono un
piccolo, grande aiuto in sostituzione della fisicità: l’unico modo per
mantenere vivo il rapporto con chi ha sempre seguito le attività della
libreria. Ogni giorno, pertanto, i
librai Ubik leggono e consigliano un libro
, pescando tra romanzi nuovi e
meno nuovi, senza paletti, a totale piacere di libraio. Ma non solo: anche i
lettori stanno dando una mano, dal gruppo di lettura PagineMie a quello degli appassionati di polizieschi di A qualcuno piace… Giallo, passando per la
Scuola di Fumetto Inkiostro che ogni
lunedì ha il proprio ritrovo in libreria, e concludendo con le letture per
bambini a cura dell’esperta di letteratura per l’infanzia Chiara Gentile. È importante restare a casa. Ma è
altrettanto importante “uscire” di casa, evadere da questo momento così
difficile. E un libro, oggi, è la risposta. Su Facebook, Instagram e Twitter, consigli e video-letture, ogni
giorno più volte al giorno. E sul blog “Ubik Foggia” è riportata la traccia
dell’operato di lettori e librai.

Distanti,
ma insieme.




A tutte le donne…

Sono giorni difficili
per tutti noi ma oggi non può mancare un pensiero a tutte le donne, soprattutto
a tutte coloro che si stanno impegnando negli ospedali, nei laboratori, nelle
zone rosse per contrastare la diffusione del virus Covid-19. Stanno lavorando
in condizioni difficili e si stanno assumendo incarichi molto rischiosi.

Anche il
Presidente della Repubblica sottolinea l’importanza del ruolo femminile nella
nostra società affermando che “Fare gli auguri alle donne, in realtà, vuol dire
rivolgerli all’intera comunità, per questo l’8 Marzo si celebrano valori di
fondo della nostra vita in comune, valori che recano il segno delle conquiste
realizzate con fatica dalle donne stesse”.

Purtroppo nonostante
le donne siano state protagoniste di importanti progressi e in vari aspetti
motori di cambiamento vengono penalizzate da disparità immotivate. Il problema
è anche quello di abbattere stereotipi sul ruolo della donna che continuano ad
essere presenti nonostante gli sforzi sull’emancipazione. Si tratta di una battaglia
che deve essere combattuta in primis sul piano culturale per rimuovere antichi
pregiudizi.

Un pensiero
è rivolto anche a tutte le donne che quotidianamente sono soggette a violenze
sia fisiche che psicologiche, alle donne che portano i segni di questo dramma,
alle donne (spesso minorenni) che finiscono nelle reti di crudeli trafficanti. Lo
sfruttamento sessuale è una condizione che come afferma il Presidente deve essere
chiamato con il nome appropriato: schiavitù. Continua “davanti questo fenomeno
non esistono compromessi, intolleranze, nulla può essere mascherato da
opportunismo” quindi tutti devono fare la propria parte e non restare fermi,
immobili, indifferenti ma bisogna agire con responsabilità e senso morale.

E se
finalmente si potrà parlare di un effettivo e concreto sostegno, rispetto e
soprattutto ascolto verso donne noi tutti vivremo una società migliore fondata
sulla solidarietà, umanità e fratellanza.




Marzo è Impegno Donna, ecco il salotto letterario con Francesco Camerino

Appuntamento il 6 marzo in Fondazione dei Monti Uniti. Il volume racconta tre profili di donne che si muovono in un contesto storico culturale fortemente condizionato da modelli culturali maschilisti.

Venerdì 6
marzo 2020, a partire dalle ore 17.00, presso la sala “Rosa del
vento” della Fondazione dei Monti Uniti di Foggia (Via Arpi, 152) si terrà
un salotto letterario con lo scrittore foggiano Francesco Camerino. 

La
presentazione del volume “Di guerra in guerra (un gioco di Parole)” è
organizzata dall’Ass. Impegno Donna, in collaborazione con Fondazione dei Monti
Uniti di Foggia, Fondazione U. Veronesi e con il patrocinio del Comune di
Foggia. 

Interverranno,
dopo i saluti di Aldo Ligustro, Presidente della Fondazione dei Monti Uniti e
la presentazione di Franca Dente, Presidente di Impegno Donna, Anna Paola
Giuliani, Assessora Comunale alla Cultura e Anna Maria Ressa, delegata della
Fondazione U. Veronesi. 

Le
letture del volume, che racconta tre profili di donne che si muovono in un
contesto storico culturale fortemente condizionato da modelli culturali
maschilisti, saranno a cura di Lucia Palmieri, psicoterapeuta di Impegno Donna;
dialogherà con l’autore Antonella Cagnolati, docente dell’Unifg.

“Il
romanzo – spiegano le organizzatrici – racconta la città di Foggia, quella
distrutta dai bombardamenti e quella rinata dalle macerie della guerra con la
sua storia (le lotte contadine), le sue tradizioni popolari (la processione
della Madonna dei Sette Veli) , i suoi luoghi caratteristici (la cattedrale, la
Villa, Via Arpi, il Conservatorio, palazzo Dogana  ecc.). Nella terza parte, che si apre con la
rievocazione del delitto Moro e che ha come protagonista Lucera con la sua
storia millenaria (Federico 2°, gli Svevi) e i suoi monumenti (la Cattedrale,
il Castello), la storia assume le caratteristiche del thriller con gli
ingredienti classici del genere”.

La
recensione di Giacomo Bonagiuso, professore di filosofia dell’Università di
Palermo, riportata sulla quarta di copertina, segnala “un doppio tipo di
scrittura: quella storica, che si apre a grandi sceneggiature, a orizzonti di
descrizione e di ambientazione e quella intimistica che si dischiude alle
profondità della coscienza ed ai suoi moti. Altra bella intuizione è il ruolo
materno, che pur interfaccia tra il protagonista Adelmo ed il mondo, tra pericolo
e salvezza, non riesce a renderlo impermeabile alla storia ed al suo vulnus.
Per questo Adelmo è un vero protagonista e non un eroe; un protagonista che ha
virtù e vizi, che ha forza e debolezza, che ha coraggio e dolore. Un uomo,
insomma, complesso come solo un uomo può esserlo”.

I
proventi del libro sono destinati a finanziare una delle borse di studio che la
Fondazione Veronesi assegna, ogni anno, per sostenere la ricerca scientifica di
eccellenza.

L’appuntamento
rientra tra gli eventi organizzati dall’Ass. Impegno Donna per il mese di
marzo. Da ricordare anche la circolazione della mostra “Stereotipando”
nelle scuole di secondo grado di Foggia e Sannicandro e la presentazione del
volume “La mia parola contro la tua” della magistrata del Tribunale
Roma Paola Di Nicola, in programma sabato 14 marzo, alle ore 17.00, presso la
sala “Fedora” del Teatro “Giordano”.




Torna l’autore della Trilogia del Male, Aba Abate, la nuova eroina di Roberto Costantini

Martedì 3 marzo,
ore 19, libreria Ubik Foggia. Lo scrittore romano presenta
“Una donna normale”
(Longanesi)

Mercoledì 4
marzo, ore 11, l’autore incontra gli studenti del Liceo V. Lanza, ospite dei
Ritorni Extravaganti

Con
il commissario Balistreri ha creato un personaggio di culto, sgarbato, scorretto,
tormentato e meravigliosamente ostile. Adesso, con Aba, cerca gloria nella zona
grigia dell’inganno, muovendosi in un campo letterario tradizionalmente minato:
quello della spy story. Roberto Costantini torna e volta
pagina, stavolta alle prese con un’eroina dalla doppia, irrinunciabile e
complicatissima vita: martedì 3 marzo,
alle ore 19, l’autore della formidabile Trilogia
del Male
tradotta negli Usa e
pluripremiata
– ritrova il pubblico della libreria Ubik di Foggia con il suo nuovo romanzo, Una donna normale (Longanesi, 2020). L’indomani, mercoledì 4 marzo, ore 11, lo scrittore
romano incontra anche gli alunni del Liceo
V. Lanza
, ospite dei Ritorni
Extravaganti
a cura della docente Mariolina
Cicerale
. La “due-giorni” con Roberto Costantini, autore di levatura extra
nazionale, conferma le intenzioni del gruppo di lavoro Ubik di voler ribadire
la propria presenza sul territorio nonostante la delicata situazione sanitaria
nazionale, confermando tutti gli eventi già programmati e riservandosi eventuali
annullamenti soltanto in casi di comprovata pericolosità segnalata dalle
istituzioni (anche con uno scarto minimo di ore rispetto all’incontro).

Una donna normale (Longanesi, 2020; pagine: 480). Aba
Abate è una donna normale. Suo marito Paolo, pubblicitario aspirante scrittore,
è un uomo colto ma con scarso senso pratico. I suoi figli, Francesco e
Cristina, sono adolescenti e, come tutti i ragazzi a quell’età, problematici e
conflittuali. La sua unica vera amica sin dai tempi della scuola, Tiziana, ha
una libreria e da single continua a cercare il grande amore. Aba si rivolge a
lei in cerca di un aiuto per le aspirazioni di romanziere del marito. Aba fa di
tutto per tenere unita la sua famiglia e i suoi affetti, ma non è sempre facile
per via del suo vero lavoro. Perché Aba
Abate in realtà è anche «Ice».
Non una semplice impiegata ministeriale come
credono i suoi familiari, ma una funzionaria dei Servizi segreti con un compito delicatissimo: reclutare e gestire
gli infiltrati nelle moschee. È proprio da un suo informatore che Aba apprende
una notizia potenzialmente catastrofica: in
Italia sta arrivando via mare dalle coste libiche un terrorista pronto a farsi
esplodere
. La scadenza: una settimana. Aba si trova costretta a intervenire
in prima persona anche sul campo, in Libia e in Niger. E per avere una pur
minima speranza di successo deve avvalersi della collaborazione di un agente
del posto, il professor Johnny Jazir, un uomo che la trascina gradualmente in
una spirale in cui tutti i suoi valori sono messi in dubbio. Le missioni si
moltiplicano, le emergenze familiari e lavorative si sovrappongono nel giro di
pochi, frenetici giorni, e quando niente va come dovrebbe il mondo di Aba –
quello professionale, ma anche quello degli affetti e dell’amore per il quale
ha sempre così tenacemente lottato – comincia inesorabilmente a crollarle
addosso. Possono davvero coesistere Aba e Ice?

Roberto Costantini. Nato a Tripoli, romano d’adozione, ingegnere,
Master in Management Science all’università di Stanford (California), è dirigente della Luiss Guido Carli di Roma
dove insegna Negoziazione e Leadership. Consulente aziendale, ha lavorato per
società italiane e internazionali. È autore di una serie di romanzi che hanno
come protagonista il commissario Michele Balistreri, bestseller tradotti negli
Stati Uniti e nei principali paesi europei. Con la Trilogia del male ha vinto il Premio
speciale Giorgio Scerbanenco 2014
come «migliore opera noir degli anni
2000». Con La moglie perfetta è stato
finalista al premio Bancarella 2016.




Roberto Costantini a Foggia presenta “Una donna normale”

Mercoledì 4 marzo 2020 , h. 11.00 . Aula Magna ‘L. Scillitani’ Liceo classico ‘V. Lanza’ di  Foggia

Un thriller che nasce dall’attualità degli attentati, dalle cronache
degli sbarchi, dalle paure di chi parte e di chi accoglie. Una materia delicata
e “calda” gestita con sicurezza
.

Una spy – story ad altissimo ritmo. Fabrizio D’Esposito, Il Fatto Quotidiano

«Lo sguardo di Costantini è
lucido. Le sue parole restano impresse nella memoria, come la sua galleria di
personaggi imperfetti e dolenti in cerca di un senso alla comune sopravvivenza
quotidiana.»
Marco Imarisio, Corriere della Sera

«Uno spirito dickensiano naturale
che, coniugato a una capacità affabulatoria a tavoletta, lo rendono davvero
unico.»
Sergio Pent, TuttoLibri, La Stampa

 Che
prezzo ha essere donne normali? Donne che si barcamenano tra lavoro, vita
privata e impegni? E’ questo l’argomento del libro appena pubblicato di Roberto
Costantini . Tutte noi ogni giorno compiamo il nostro piccolo grande gesto
eroico quotidiano e proprio  in omaggio
alle donne, nella settimana di marzo in cui ricorre la Festa della donna , il
Liceo classico ‘Lanza’ ospiterà il ‘Ritorno extravagante’  Roberto Costantini
.

  Il notissimo scrittore, già creatore del commissario Balistreri,
protagonista di romanzi bestseller internazionali, tiene  nel romanzo ‘Una donna normale’a battesimo un
nuovo personaggio, un’eroina un po’ Mata Hari un po’ Lara Croft e dà vita con
Aba Abate a una nuova figura , vera e credibile,
forte e fragile insieme: una donna che affronta il suo lavoro con fatica, con dubbi ma
con determinazione, sa riconoscere le priorità, seppure con il dolore di dover
mettere i suoi valori e i suoi affetti al secondo posto, mentendo quando
necessario.
Perché il suo ruolo di madre e di moglie
è soprattutto quello della protezione e dell’accudimento, a qualunque costo,
anche rischiando di perdere un poco di sé, anche mettendo davanti l’altra,
quella “di ghiaccio” con i modi duri. Tutto quell’orrore non
ha a che fare con lei.

MI
CHIAMO ABA ABATE. QUELLI CHE MI AMANO SANNO CHI SONO, MA NON SANNO COSA SONO
DAVVERO. QUELLI CHE LAVORANO CON ME SANNO COSA SONO, NON CHI SONO. SONO CAPACE
DI INGANNARE CHIUNQUE. TRANNE ME STESSA.

Roberto Costantini , Una donna normale

  Roberto
Costantini con ‘Una donna normale’ sarà il protagonista di un importante
‘RITORNO EXTRAVAGANTE’, Rassegna giunta alla XII edizione,  organizzata 
con il patrocinio morale  del
Comune di Foggia ,   dell’Università
degli Studi di Foggia,    della Fondazione
dei Monti Uniti di Foggia  e della Libreria
Ubik:

Roberto Costantini, UNA DONNA NORMALE,
Feltrinelli  2019

Mercoledì 4 marzo 2020 , h. 11.00

Aula Magna ‘L. Scillitani’ Liceo
classico ‘V. Lanza’ di  Foggia

L’incontro con Roberto Costantini
avrà una prima tappa Martedì 3 marzo 2020 h. 19.00 presso la Libreria Ubik

   Ecco qualche anticipazione della trama molto
avvincente
:

IL
LIBRO

Aba Abate è una donna normale. Suo marito Paolo,
pubblicitario aspirante scrittore, è un uomo colto ma con scarso senso pratico.
I suoi figli, Francesco e Cristina, sono adolescenti e, come tutti i ragazzi a
quell’età, problematici e conflittuali. La sua unica vera amica sin dai tempi
della scuola, Tiziana, ha una libreria e da single continua a cercare il grande
amore. Aba si rivolge a lei in cerca di un aiuto per le aspirazioni di
romanziere del marito. Aba fa di tutto per tenere unita la sua famiglia e i
suoi affetti, ma non è sempre facile per via del suo vero lavoro. Perché Aba
Abate in realtà è anche «Ice».
Non una semplice impiegata ministeriale come credono i suoi familiari, ma una
funzionaria dei Servizi segreti con un compito delicatissimo: reclutare e
gestire gli infiltrati nelle moschee. È proprio da un suo informatore che Aba
apprende una notizia potenzialmente catastrofica: in Italia sta arrivando via mare
dalle coste libiche un terrorista pronto a farsi esplodere. La scadenza: una
settimana. Aba si trova costretta a intervenire in prima persona anche sul
campo, in Libia e in Niger. E per avere una pur minima speranza di successo
deve avvalersi della collaborazione di un agente del posto, il
professor Johnny Jazir, un uomo che la trascina gradualmente in una spirale in
cui tutti i suoi valori sono messi in dubbio.
Le missioni si moltiplicano, le emergenze familiari e lavorative si
sovrappongono nel giro di pochi, frenetici giorni, e quando niente va come
dovrebbe il mondo di Aba – quello professionale, ma anche quello degli affetti
e dell’amore per il quale ha sempre così tenacemente lottato – comincia
inesorabilmente a crollarle addosso.
Possono davvero coesistere Aba e Ice?

L’AUTORE:

Ingegnere,
consulente aziendale, ha lavorato per società italiane e internazionali nel
campo impiantistico e ha conseguito il Master in Management Science a Stanford
(California). È oggi dirigente della Luiss Guido Carli di Roma dove insegna
Business Administration. È autore per Marsilio della Trilogia del Male con
protagonista il commissario Michele Balistreri, già pubblicata negli Stati
Uniti e nei maggiori paesi europei, premio speciale Giorgio Scerbanenco 2014 quale
«migliore opera noir degli anni 2000». Con La moglie perfetta è stato finalista
al premio Bancarella 2016. In precedenza aveva pubblicato con Franco Angeli
saggi destinati ai professionisti e alle università come Gestire le riunioni
con Maurizio Castagna nel 1996 .

Nel romanzo la sicurezza nazionale e la tranquillità familiare implicheranno
ciascuna scelte dolorose, necessarie, obbligate: purtroppo ottenere le
condizioni migliori in un accordo, scoprirà Aba e il lettore con lei, può voler
dire scegliere non il bene ma solo il male minore.

Un gran bel libro, molto contemporaneo, che vi
consiglio di leggere

Questo il programma dell’evento:

Martedì 3 marzo 2020

h.19.00  Libreria
Ubik

ROBERTO COSTANTINI presenta ‘UNA DONNA NORMALE’

Mercoledì 4 marzo 2020

Aula Magna ‘L. Scillitani’ Liceo classico ‘V. Lanza’ di  Foggia

 
h. 11.00: Saluti:        

 Dott.ssa Anna Paola
Giuliani
 (Assessore
alla Cultura Comune di   Foggia)

 Avv.ssa Claudia Lioia (Assessore alla Pubblica
Istruzione Comune di Foggia) 

 Prof. Aldo Ligustro (Presidente Fondazione dei
MONTI UNITI di Foggia )    

Prof. Pierpaolo Limone ( Rettore Università degli Studi di Foggia)                       

Prof. Giuseppe Trecca (Dirigente Scolastico Liceo
Classico “V.Lanza”- Liceo

Artistico” Perugini”) 

                                ROBERTO COSTANTINI

                                
presenta la sua opera

 Conduce : Mariolina Cicerale(Docente Liceo classico ‘V.
Lanza’’
)

                    P.S. : gli ‘Incontri extravaganti’ non sono
dedicati solo ai lettori,

                                  ma a quanti
sono  appassionati di vita 

                        (’Per saper leggere
bisogna saper vivere’ – Guy Debord )

                            
L’iniziativa è una proposta culturale per la città

                                                  Mariolina
Cicerale

                      
(Responsabile Iniziative culturali del Liceo classico Lanza)




Incontro con Claudio Fava

Oggi, 21 febbraio alcune classi dell’ITET Blaise
Pascal, del Liceo Scientifico Marconi e del Liceo Classico Giordani hanno
incontrato il secondo ospite di Leggo Quindi Sono: Claudio Fava.

L’ospite della giornata è un giornalista e scrittore che da
sempre ha associato all’attività professionale l’impegno politico all’insegna
dell’antimafia.

Nel suo ultimo libro “Il Giuramento”, viene messa alla prova
la coscienza del protagonista, il professore universitario Mario Carrara, uno
dei dodici su 1238 che si rifiutarono di prestare giuramento al duce, perciò
furono puniti perché i NO sono troppo potenti.

Un libro che parla del fascismo e che nei suoi contenuti
risulta simile all’attuale fenomeno della mafia. Infatti è scaturito dalle
domande a lui rivolte che noi conviviamo con la mafia come lo stesso sindaco di
Foggia Franco Landella ha confermato.

“Fascismo e mafia hanno in comune la menzogna, e per sopprimere
la libertà si usano le menzogne. Alle volte basta un solo NO per mostrare la
faccia scura del potere.”




Torna dopo pochi mesi una delle personalità della cultura più importanti d’Italia. Concita De Gregorio, “In tempo di guerra”

Tra atto d’accusa e manifesto, un po’ di futuro

Sabato 22 febbraio,
ore 17, nella Sala Rosa-Palazzetto dell’Arte “Andrea Pazienza” di Foggia (Via
Galliani, 1)

L’autrice e
giornalista presenta il suo nuovissimo libro. Incontro a cura del Centro
“Antonio Cederna” e di Ubik

“Io
sono nato in un tempo di guerra mascherato da tempo di pace”. Chi lo dice? Marco,
lo dice. A chi, lo dice? A Concita. Alla scrittrice e giornalista,
intellettuale di riferimento, ma anche madre e donna versata nelle cose del
mondo. Come? Scrivendole, ponendo quesiti, raccontando. Ed è da qui che ha
inizio tutto: romanzo di formazione,
cronaca famigliare, manifesto politico
, In
tempo di guerra
(Einaudi, 2019) è tutto questo ma è soprattutto un atto d’accusa contro le generazioni che
ci hanno lasciato in eredità un universo saturo e ostile. Sabato 22 febbraio, alle ore 17, Concita De Gregorio presenta il suo nuovissimo libro nella Sala Rosa-Palazzetto dell’Arte “Andrea
Pazienza”
di Foggia (Via Galliani, 1), ospite del Centro Studi e Ricerche
Diritto dell’Ambiente “Antonio Cederna” in sinergia con la libreria Ubik. Dopo la splendida serata dello
scorso 19 settembre, quando è intervenuta a Questioni
Meridionali
, l’autrice, tra le personalità culturali più influenti in
Italia, ritrova a distanza di pochi mesi il pubblico di Capitanata.

In tempo di guerra (Einaudi, 2019; pagine 176). «Ho trent’anni,
sono il soldato di una guerra invisibile».

A
volte basta fare un passo, dire una parola, spostare appena lo sguardo per
vedere il mondo, come una sorpresa, con occhi diversi. È quello che accade a un ragazzo di trent’anni quando inizia a
ripensare alla propria vita
: Marco è alla ricerca di una strada e si è
sempre sentito estraneo a una famiglia, la sua, che riassume le contraddizioni
del secolo scorso. Una famiglia in cui ognuno crede in qualcosa, sia un’idea,
un partito, una chiesa. Lui, invece, si sente in lotta contro tutto: il soldato
di un esercito invisibile. Ed è nel pieno di un’età cruciale, di cui nessuno
parla – la guerra dei trent’anni, tempo
di primi bilanci e culla di molti congedi
. Qui comincia una storia dalle
tante anime, piena di slanci di dolori di dubbi, e di ironia. Il racconto di un
ragazzo che, cucendo insieme i pezzi del proprio passato, prova a capire chi è
davvero. Marco ama la musica e i numeri. Fa tornare i suoi conti, sa ascoltare.
La cosa fondamentale è stare a tempo. Anche nel dialogo con la sorella
amatissima, con l’amico, con una fidanzata che come tutte le donne «gli mette
ansia», coi nonni. Cerca un vero padre, scopre di non essere, come credeva, un
alieno in questo mondo. Una storia che è
la nostra, quella dei nostri figli
che provano a darsi un futuro. Lo
faranno. Nel gioco del mondo, si perde solo quando si rinuncia a giocare. Marco
– le tasche piene di tutto quello che manca – va e ci porta con sé. È magnifico
tirare il sasso e saltare con lui.

Concita De Gregorio. giornalista e scrittrice, firma storica de «la Repubblica» dove
attualmente lavora, è stata per tre anni direttore
de «l’Unità»
. Ha quattro figli. Nel 2001 ha pubblicato Non lavate questo sangue (Laterza). Per Mondadori sono usciti Una madre lo sa. Tutte le ombre dell’amore
perfetto
(2006) e Malamore. Esercizi
di resistenza al dolore
(2008). Nel 2010 è uscito Un paese senza tempo. Fatti e figure in vent’anni di cronache italiane
(il Saggiatore). Nel 2011 ha pubblicato per Einaudi Stile libero Così è la vita (ulitma edizione Super
ET, 2016), nel 2013 Io vi maledico
(ultima edizione Super ET, 2017), nel 2014
Un giorno sull’isola
(scritto con il figlio Lorenzo. Ultima edizione Super
ET, 2017), nel 2016 Cosa pensano le
ragazze
(Super ET, 2017).




Il secondo di cinque titoli selezionati, incontro con i lettori e gli studenti Leggo QuIndi Sono, tocca a Claudio Fava

Storia di chi rifiutò “il
giuramento” al Duce 

A
“Le giovani parole” lo scrittore siciliano, figlio del giornalista antimafia
Pippo Fava Venerdì 21 febbraio, ore 11, incontro con le scuole al Teatro
Giordano. Ore 19, Ubik

“Tutti i docenti universitari del regno dovranno
consegnare nelle mani del magnifico rettore un giuramento di solenne fedeltà al
Re, ai suoi Reali successori e al Duce, e di esercitare l’ufficio di insegnante
col proposito di formare cittadini operosi, probi, devoti alla Patria e al
Regime Fascista”. Se l’Italia accademica è riuscita a salvare la faccia, lo
deve a una dozzina di docenti che rifiutarono il giuramento del 1931, uno dei più vili atti della parabola
fascista. Tra questi, ci fu Mario
Carrara
: alla sua figura è ispirato il romanzo di Claudio Fava, secondo autore su cinque della V edizione di Leggo QuIndi Sono, premio-concorso Le giovani parole 2020, rivolto a
studenti e lettori di Capitanata. Venerdì
21 febbraio
, ore 11, lo scrittore e giornalista siciliano – figlio di Pippo
Fava, intellettuale ucciso da Cosa Nostra nel 1984, nonché sceneggiatore del
film I cento passi – incontra gli
allievi di ben tre istituti scolastici al Teatro
U. Giordano
di Foggia: le scuole foggiane B. Pascal e G. Marconi, e
il Giordani di Monte Sant’Angelo. Al
centro della mattinata, la presentazione del suo romanzo dal titolo Il giuramento (Add editore, 2019) il
quale, dopo il consueto incontro pomeridiano a cura del CSV di Foggia presso la
Casa Circondariale, alle ore 19 sarà
presentato anche nello spazio live della libreria Ubik. L’indomani, infine, sabato
22 febbraio
, ore 11, a conclusione di questo secondo giro di appuntamenti
nelle scuole aderenti a LQS, Claudio Fava presenterà il suo libro anche all’Istituto P. Giannone di San Marco
in Lamis. 

Il giuramento (Add editore, 2019). «Le
teste si possono tagliare o contare. Nel 1931 il regime fascista scelse
entrambe le soluzioni e impose a tutti i professori universitari un giuramento
di fedeltà al duce. Giurarono in 1238. Solo in dodici si rifiutarono. Questo è
il racconto di uno di quei dodici, ed è liberamente ispirato alla figura di
Mario Carrara, medico legale, uno dei primi a rifiutare il freddo censimento
con cui Lombroso aveva insegnato a catalogare gli uomini e le anime. Mentre
l’università celebra il concetto della razza, le carriere si fanno con la
tessera del partito, gli studenti indossano le camicie nere anche a lezione, Carrara intuisce l’agonia scellerata del
Paese
e quando il rettore gli comunica data e prescrizioni del giuramento,
ossia fedeltà al re e a Mussolini, capisce di non poterlo fare. Non per
puntiglio ideologico ma per sentimento di decenza. Perché quel giuramento è
anzitutto ridicolo, grottesco, fasullo. In una parola: indecente. La storia di
Mario Carrara è metafora involontaria eppure inevitabile su questo nostro
tempo, pervaso da nuovi conformismi e da antiche rassegnazioni».

Claudio Fava. 55 anni, giornalista, scrittore, politico. Ha
raccontato, per i giornali e per le televisioni, molti luoghi e molte guerre, dalla Sicilia che lotta contro Cosa Nostra
ai difficili processi di pace in America Latina. Scrive anche per il cinema e
il teatro. È sua la sceneggiatura del film I
cento passi
.

Oltre al B. Pascal, scuola fondatrice, e agli ormai
consolidati istituti “Giordani” di
Monte Sant’Angelo, “Giannone” di San
Marco in Lamis e “Notarangelo-Rosati”
di Foggia, da quest’anno rientrano nel concorso-progetto LQS anche gli studenti
del liceo “Bonghi-Rosmini” di
Lucera, dell’istituto “Einaudi-Grieco”
e del liceo scientifico “G. Marconi”
di Foggia. Ogni scrittore della cinquina selezionata, come sempre, da gennaio a
maggio incontrerà gli studenti di tutte le scuole aderenti, presentando inoltre
la propria opera negli spazi della Biblioteca
“La Magna Capitana”
(che proverà a coinvolgere anche i propri lettori al
momento della votazione finale). Fanno parte del sodalizio LQS anche per questo
2020: la libreria Ubik, la Fondazione Monti Uniti (che premia il
vincitore con un contributo economico, sostenendo concretamente LQS e gli
studenti più meritevoli), gli Assessorati alla Cultura e alla Pubblica
Istruzione del Comune di Foggia (a
sostegno della premiazione che ogni anno si tiene al Teatro U. Giordano), l’Ufficio Scolastico Provinciale e il CSV di Foggia.




L’identità di un uomo, se la memoria sfuma. Nel “Labirinto” di Burhan Sönmez

L’ospite internazionale del
mese, autore tradotto in più di trenta lingue

Martedì 18 febbraio,
ore 19, libreria Ubik di Foggia. Due anni dopo, torna l’autore turco di
“Istanbul, Istanbul”

Lo
scrittore, tra le voci più importanti e dissidenti della Turchia di oggi,
presenta il suo nuovo romanzo

“Per
sfortuna ti sei salvato, ma per fortuna hai perso la memoria”. Forse è questa
la condizione giusta per Boratin Bey, musicista
turco che si risveglia privo
di ricordi dopo aver tentato il suicidio dal
Ponte del Bosforo. È bello, suona e canta la chitarra meglio di chiunque, è
amato dalla gente, eppure… Eppure non
ricorda
, non conosce il motivo di quel tuffo, di quel “muovere le braccia
come se avesse le ali”. Dopo Istanbul,
Istanbul
(Nottetempo, 2017), libro di successo presentato all’interno
dell’edizione 2017 della rassegna estiva Libri
& Dialoghi
(spin-off di Questioni
Meridionali
), martedì 18 febbraio,
alle ore 19, Burhan Sönmez, uno
degli autori più importanti e dissidenti della Turchia di oggi, ritrova il
pubblico della libreria Ubik di
Foggia. Al centro dell’incontro c’è il suo nuovo romanzo, Labirinto (Nottetempo, 2019), ancora una volta ambientato nella
magica città turca che, questa volta, fa da sfondo ad un interrogativo
universale: realmente la memoria è anche
la nostra identità più pura?
A conversare con lo scrittore di Ankara, tradotto in più di trenta lingue e
vincitore di numerosi premi, sarà il direttore artistico della libreria, Michele Trecca. Si ringrazia per la
disponibilità e la competenza il docente Emanuele
Iorio
, chiamato a interpretare dall’inglese le parole dell’ospite della
serata.

Labirinto (Nottetempo, 2019). Un giorno
Boratin, un musicista blues che vive a Istanbul, si risveglia in ospedale
avendo completamente perso la memoria: non
sa più chi è, da dove viene, qual è il suo passato e quale la direzione del suo
present
e, non ricorda gli affetti più cari né le amicizie più prossime, e
soprattutto si arrovella attorno a un interrogativo ossessivo e senza risposta:
perché ha tentato il suicidio gettandosi già dal Ponte sul Bosforo? Attorno a
questa costellazione di domande cerca di riprendere a vivere, riconquistando
dimestichezza con volti, voci, spazi, storie, specchi, e in primo luogo con se
stesso… Flâneur dei labirinti della mente e della città, percorre pensieri e strade alla disperata ricerca di una consistenza,
a tu per tu con la tabula rasa della memoria, dalla quale emergono scomposti
dettagli che non sa collocare nel tempo: davanti a una statuina della Pietà, si
chiede se Gesú e Maria siano vissuti anni prima o millenni addietro, e scambia
l’immagine del capo dello Stato con quella di un sultano vissuto un secolo
prima. Con ritmo incalzante e analisi cristallina, il romanzo di Burhan Sönmez
ci restituisce le peregrinazioni di
Boratin nei misteri dell’identità
, fino alla domanda estrema: è più
liberatorio per un uomo – e per una società – conoscere il proprio passato o
dimenticarlo?

Burhan Sönmez. Nato ad Ankara nel 1965, dov’è
cresciuto parlando turco e curdo. Avvocato
specializzato in diritti umani, espatriato per motivi politici in Gran Bretagna
,
dove ha vissuto per circa dieci anni, oggi vive a Istanbul. I suoi romanzi sono tradotti in più di
trenta lingue
. Docente all’Università metu di Ankara ed editore, è membro
di pen International e vincitore
dell’ebrd (European Bank for Reconstruction and Developmen
t) Literature Prize per il suo romanzo Istanbul Istanbul, pubblicato da
nottetempo nel 2016.