Buon Compleanno Robby Krieger!

Robert Alan “Robby” Krieger è un chitarrista statunitense, noto per esser stato il chitarrista del gruppo rock The Doors, nato l’8 gennaio del 1946, esattamente 75 anni fa.

Krieger fu educato sin da subito alla musica classica, anche se poi scoprirà nuovi artisti, tra cui i Fats Domino, Elvis Presley, i Platters. Iniziò a suonare la tromba e il pianoforte. A sedici anni, ebbe la sua prima esperienza con chitarra classica spagnola e flamenco prendendo delle lezioni e nel 1963, in una vacanza di Natale a Puerto Vallarta, Messico, il padre gli regalò una autentica Ramirez (un modello di chitarra classica) le cui sonorità ispaniche furono anni dopo riesumate in Spanish Caravan ed in altre sue composizioni da solista.

Cominciò a suonare in qualche band liceale di Menlo, per proseguire con altre band all’Università di Santa Barbara. Collaborò alla formazione di una jug band chiamata The Back Bay Chamberpot Terriers with Bill Wolff (poi chiamata The Peanut Butter Conspiracy). Nel 1964, dopo aver assistito ad un concerto di Chuck Berry, decise di dedicarsi al “Rock’n’roll” e “Rhythm and Blues”, scambiando una delle sue chitarre da flamenco con una Gibson SG special color ciliegio (usata nei primi due album dei Doors e dal vivo dal 1966 al 1969). In seguito, grazie ai suoi studi di musica indiana all’università, iniziò a sperimentare nuovi sound con altre piccole band di amici e con un batterista jazz conosciuto alcuni mesi prima, John Densmore. I due iniziarono a fare qualche “Jam”, anche se l’interesse di Krieger per la musica indiana lo portò a studiare il sitar presso la Kinnara School. Si appassionò al jazz e alla musica modale, citando per tutta la vita John Coltrane come prima influenza. Durante alcune lezioni di meditazione conobbe Ray Manzarek. Questi, insieme a Densmore, lo convinsero a provare con Jim Morrison, nel 1965. Krieger ha sempre detto che aveva iniziato a suonare la chitarra elettrica solo otto mesi prima di entrare nei Doors (tardo autunno 1965) ma continuò ad usare il pizzicato con dita ed unghie “finger-style” tipico dell’impostazione classica spagnola. La sua carriera con l’omonima band gli fruttò successo. Dopo la morte di Morrison, frontman dei Doors, scelse di non terminare la sua carriera musicale. Entrò in altre band, tra cui The Butts Band, The Doors of the 21st Century, Riders on The Storm.

La rivista “Rolling Stone” lo ha inserito al 76º posto nella classifica dei 100 migliori chitarristi di tutti i tempi.




Zayn Malik ha pubblicato il suo nuovo videoclip: Vibez

L’attesa è terminata.

Dopo i successi ottenuti con i primi due dischi, Zayn si prepara a conquistare nuovamente le classifiche in ogni angolo del pianeta. Oggi, ha pubblicato il suo nuovo singolo, Vibez.

Zayn Malik ha annunciato il suo nuovo album, Nobody is Listenig. Uscirà il 15 gennaio, ma si può già preordinare.

Questo è il suo primo album da quando è diventato papà dalla sua compagna Gigi Hadid, nota modella americana. Lui ha fatto parte anche di una famosa band, gli One Direction. La sua carriera è stata piena di successi dalla band alla sua carriera da solista.

Ma ritornando al suo singolo, possiamo vedere che il videoclip è ambientato in noto teatro, il St. George Theatre. Cambia a ogni strofa, un fondale dalla stanza da letto alla macchina oppure dal lago al divano.

Oltre al nuovo album, ha aggiornato il suo merch. Lo trovate sul sito https://zayn.shop.musictoday.com/store

Vibez, videoclip: https://www.youtube.com/watch?v=VSpgaN3wuag

Forza Zayn!




Harry Styles sorprende i suoi fan con Treat People With Kindness

I suoi fan sono impazziti con il videoclip di Treat People With Kindness.

Harry Styles ha augurato Buon Anno a tutti i suoi fan con il suo nuovo video.

Parlando del videoclip possiamo notare che è in bianco e nero. Oltre ad Harry, abbiamo la presenza di Phoebe Waller-Bridge, attrice, sceneggiatrice e commediografa britannica.

Treat People With Kindness lancia un messaggio davvero importante, quello di ribaltare gli stereotipi di genere. Questo messaggio lo si può vedere negli abiti che indossano entrambi, sono sia maschili che femminili. Dal casquè, dove è Phebe a tenere Harry. In questo videoclip, Harry ha fatto capire ai suoi fan che ha accettato la parte femminile che è in lui.

Ha fatto capire che ora, lui è felice e libero con se stesso.

Il video ha raggiunto 12.461.963 visualizzazioni.

Treat People With Kindness è nel suo ultimo album, Fine Line.

Treat People With Kindness: https://www.youtube.com/watch?v=L0X03zR0rQk




Liam Payne torna con il suo ultimo LP4 Show

Liam Payne ha annunciato che torna con il suo ultimo LP4 show il 9 gennaio. Il concerto si svolgerà, come sempre, in streaming alle 21, ora italiana.

Liam Payne, come tutti sappiamo, è un membro degli One Direction, insieme a Louis Tomlinson, Harry Styles, Niall Horan e Zayn Malik.

Liam ha detto che: ” Voglio concludere il 2020 e iniziare il 2021 con i miei più cari fan e amici, portandovi il passato, il presente e il futuro per LP. Suonerò una set list di 8 canzoni delle tue canzoni preferite, selezionate dai fan, One D che vengono viste meno spesso dal vivo! Eseguirò anche un set dal mio attuale album, e per di più ti darò un assaggio di ciò che verrà in futuro. Come sempre, questo spettacolo aiuterà a supportare tutta la mia troupe. Grazie a voi ragazzi hanno avuto un intero anno di lavoro e non vi ringrazieranno mai abbastanza. Sosterremo anche Trussell Trust e l’UNICEF! Ho fatto del mio meglio quest’anno per farti divertire e intrattenere e spero di poter concludere questa serie di live streaming con stile. Questa sarà la mia ultima esibizione di queste canzoni fino a quando non tornerò con la mia nuova musica per te entro la fine dell’anno, quindi unisciti alla festa! Aspettati di cantare, ridere e magari versare una lacrima.”

Ha annunciato che ci saranno molti Special Guests, però non ha chi saranno.

Il suo concerto sarò visibile su Veeps. I biglietti per il concerto di Liam sono attualmente in vendita sul sito, il costo è di $ 15.00.

Buona Fortuna Liam!




Gli Stereofunk, un scrigno prezioso aperto nella musica della Capitanata

Parliamo del singolo “The dance” l’ultimo singolo della formazione prettamente funk non a caso chiamata Stereofunk. Essa è composta dal nucleo duro e creativo nell’ artista Luciano Ferrucci stimato paroliere e agitatore culturale nella scena musicale, filmica e letteraria di Lesina, e del polistrumentista Antonio Miucci, ispirato da mondi di luoghi e non luoghi sonori che spingono dagli Iron Maiden fino al jazz passando attraverso la psichedelia dei Floyd fino ai compositori lounge come Umiliani.

Interessante è da sottolineare che questo duo però, assume diverse vesti artistiche. Da menzionare è quella di “Iron&Gang”. Per la precisione, in questo prezzo “ Summer Maiden”, la tessitura è chill-easy e funk microtonale. C’è un un’assolo poderoso e lo scorrimento di foto din cui campeggia una stupenda poesia di Luciano, dedicata ai loro amati compagni di viaggio scomparsi: leoncino e Francesco Giagnorio. Gli Stereofunk  tirano fuori “the dance”, un’anomalia del loro suono tipico suddetto, che nasce come canzone costola di un Adamo caleidoscopico e summa femmina pregna di alterazioni e visioni che vanno dal velluto blu di Lynch fino al videodrome di Cronenberg. Il pezzo ha un sitar campionato alla chitarra che fa tornare alla mente gli esperimenti in bolla di un certo progressive dei Porcupine Tree. Nel laboratorio a scoppio, di sostanze alogene e gas floydiani, si perde il controllo del flusso di in-coscienza e, le contorsioni della serpe di campagna, sembrano gli spasmi della macchina morbida e della scimmia di un tossico cut up burroughsiano. Misto di miti videosonori in cui i Tool tornano dai padri detentori di una certa pachidermia lisergica all’indirizzo Cream di Disraeli gears. Il brano di cui parliamo, è stato scritto e girato da Luciano Ferrucci che alle parole in-crociate questa volta trova e suggerisce sensazioni al limite di certi mondi disturbanti di Lars von Trier, Gaspar Noè, e Lucio Fulci (vedi alla voce mondo movies). Antonio Miucci coglie il lavoro di cesellatore che da anni fa sul portfolio degli Iron Maiden. Mette su una base, un certo numero contrappuntativo di miniassoli nascondendone il senno primo e imbastendo un arrangiamento ricercato e pruriginoso. Un arrangiamento dove i nostri due trovano amplesso chimico-elettrico con l’aiuto una mano lontana alla chitarra ritmica di un altro artigiano lesinese poliedrico e iperinvasato agitatore Delle 7 corde: Matteo Torchiani.

Potremmo fermarci a questa intossicazione mentale?

No di certo!.

Perché l’importante di questi malvagi Stereofunk, é di essere una coppia solida ma anche una famiglia allargata. Il merito è di aver attratto a sé un gran numero di artisti lesinesi, creando di fatto una scena. Purtroppo nascosta fino ad ora, che ha radici di anni ed anni di incursioni in questo è quell’ altro genere senza limiti pregiudiziali di sorta.

Ci sono da 15 anni. Ma questo ragazzo-suono è diventato già un uomo, come si vede nella foto dei due noti amici dalla cinematica immortalità.

Quindi hanno trasceso anche l’età del mortale e nella loro avventura “eterna” ci terranno ancora compagnia tra uno scherzo da bar e un palco nascosto, la loro solita monicelliana malinconica risata e il ghigno Zanardiano, sarà un bel “cielo in una stanza”.

Intanto in attesa del prossimo pezzo vi posto un pó di link dove trovate il loro prezioso lavoro e le loro collaborazioni in questi anni di “sotterranea attività”.

L’uomo stereofunk è un punk innamorato di un paio di tette e di un culo di latex di una sbarbina follemente e perennemente in eptadone. E qualcuno capirà perché.

A presto.




Il nuovo singolo de IL CREMLINO di Franco Franchi, una band della capitanata

Esce Franco Franchi, il nuovo singolo de IL CREMLINO, una band della capitanata che unisce un nonsense visionario nei testi, a suoni eighties nei synth.

1.Biotecnicismi: Il Cremlino si affaccia al 2021 con l’uscita del nuovo singolo, Franco Franchi (qui il video scritto e girato da Danilo Giuncato https://www.youtube.com/watch?v=5NGCz1WJE8Q )

La produzione è stata curata dalla Kuorenero Production e masterizzato agli Air Studios di Londra da Jasper Ward. Il brano parla dell’attuale velocità nei rapporti tra la gente, le relazioni umane rapportate ad una visione contemporaneamente, correlata al passato, ma vissuta in perfetto equilibrio tra le due parti. La regia del video è stata affidata a Danilo Giungato. Nella line-up: Il Cremlino è: (Fabio D’Errico) alla voce, synth e chitarre – Danilo Giungato al basso – Annaberta Falcone ai pad elettronici

Il Cremlino è un progetto di Fabio D’Errico, formato nel 2018. Garganico di nascita, il ragazzo è spinto da un forte interesse per l’elettronica e la fotografia analogica, si autocostruisce la quasi totalità della strumentazione usata, riutilizzando, a volte, anche vecchi apparati ripristinati: le valvole ed i transistor sono la sua musica. Le nottate nel progetto sono spesso accompagnate da luci rosse e camera oscura con la chimica, stampando e sperimentando fotografie: fulcro di stimolo per la composizione musicale del progetto, in parallelo ai viaggi. Di giorno lavandaio stiratore nell’attività di famiglia, di notte sperimentatore.

2.Se telefonando: Ciao cari Cremlino, sono Gianni Rodari, ciao Cremlino, sono Umberto Eco: belle citazioni pop giuste da intrattenimento mai serioso. Ciao Cremlino, sono autoironia, “arma” di guerra ad un clichè cantautorale da folk studio anni 70, ormai in naftalina nei cassetti dei malinconici “nonni” revivalisti. Ciao ragazzi, sono Battiato, come avete fatto a creare mè, che suono senza mè stesso, senza che filosofeggio?  Ciao, siamo gli X-men: come fate ad essere così cartooneschi, gommosi, rimpallati di inni generazionali onomatopeici e calembour assortiti? Ciao siamo  gli sfottò degli Skiantos e i synth caldo-uterini dei Gaznevada. Grazie per averci messi in mezzo. I suoni sono corposi in un dialogo tra bassi morbidi, in singolar tenzone con le tastiere e i pad elettronici: Ecco, un godibile elettroclash,, mai superstrutturato. Ecco i faccioni luccicosi di Ratigher. Sì, è tutto visivo e visualizzabile. I video di Danilo Giuncato sono trasposizioni neoralistiche di “scuri ragazzi di vita pasoliniani” inpixellati in girati tesi alla Danny Boyle. Ad ogni beat una rivincita contro quella e quest’altra scena musicale. Non ho bisogno di niente. MI diverto ad immaginare uno smile in dancefloor, e mi bastano i giochi di parole del Buon Fabio. Faccio serata così. faccio giorno così.

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il link youtube di Franco Franchi :




250 anni di Beethoven

“La musica costituisce una rivelazione più alta di qualsiasi filosofia”

Questo era il pensiero di uno dei più grandi musicisti mai esistiti: Ludwig van Beethoven. Quest’anno si celebrano i 250 anni dalla nascita del celeberrimo artista.
La carriera del compositore fu segnata dalla presenza del musicista alla corte asburgica di Vienna, all’epoca centro di assoluto riferimento per le arti musicali. Il compositore vi si trasferì all’età di 22 anni su invito di Joseph Haydn, che fu suo maestro e promotore poiché aveva individuato in lui l’artista pronto a colmare il vuoto lasciato da Mozart.
Anche lui, come il piccolo Mozart, ebbe un padre musicista che voleva esibirlo come bambino prodigio. Ma a differenza di Wolfgang Amadeus, Ludwig non ebbe successo come ‘enfant prodige’, ma si affermò nel corso degli anni grazie alla sua genialità compositiva.

Di origine fiamminga, Ludwig van Beethoven nacque a Bonn il 16 dicembre 1770. Dopo un’infanzia triste e disagiata, il padre Johann, tenore e violinista presso la corte del vescovo-elettore di Colonia, lo avviò allo studio delle discipline musicali. Ma il primo vero maestro di Beethoven fu il compositore Christian Gottlob Neefe, che lo istruì all’armonia e al contrappunto. In poco tempo il giovane musicista entrò nelle grazie della Bonn finché il conte Waldstein gli procura una borsa di studio per Vienna dove ha modo di incontrare e conoscere Mozart. Di lì a poco però venne costretto a rientrare a Bonn per assistere la madre morente.
Nel 1789 si iscrisse all’università dove partecipò alle lezioni kantiane del van Schüren e nel 1792, grazie al conte Waldstein, tornò a Vienna dove venne accolto dall’ambiente aristocratico e intellettuale della capitale austriaca. Qui studiò composizione con Franz-Joseph Haydn e con l’italiano Antonio Salieri diventando un acclamato concertista di pianoforte a Praga, Berlino e nella stessa Vienna. 
I suoi primi lavori vennero pubblicati nel 1795. Tra le sue numerose opere, ricordiamo le sue sinfonie, la cui nona ed ultima è considerata uno dei più grandi capolavori musicali mai creati, nonostante venne scritta da sordo, le sonate per pianoforte, Für Elise e molte altre.




“Sono”, l’ultimo singolo dei Buca, un’altra voce necessaria della scena It-Pop del foggiano

È fresco di uscita “Sono”, il pezzo di una band, i Buca, nati a lesina ma di istanza a Pescara. Un gruppo che sa maneggiare la materia sonora grezza con arrangiamenti sia radio-edit, che ricercati. La line-up è formata da William Buca(voce e chitarra e inchiostro), Dario Buca( chitarra e contorsioni soniche), Michele Troiano( basso al velluto e tante altri ricami) e infine Alma Mazzola(batteria di precisione svizzera con espressività fisico-interpretativa circense).  Intanto, mentre li nomino, sono già nella mia stanza col quadro/santino di Freud e trovano spazio sul lettino psicanalitico. Appena inizio a ipnotizzarli capisco che le loro strumentazioni meccatroniche al millimetro, mi fanno il cenno del consenso: LA SEDUTA REGRESSIVA HA INIZIO.

Siamo nel 2018. Incontro uno stalker dal baffetto romantico con un pezzo di foglio in mano e un un disegnino art brut come sorpresa finale che non posso rivelare per segreto professionale. Vedete il video qui https://www.youtube.com/watch?v=aKKqmIZA2Es  e capirete.  Ai pazienti in sessione si aggiunge un batterista altrettanto ipnotico e ipnotizzato, dallo strano nome noto nelle strade della boheme pescarese: Ric Ruiu il batterista ospite. Qualcuno di loro inizia freneticamente sotto dettatura di un so quale demone dalla scrittura automatica e verga: “siamo noi, tocca a noi, dobbiamo suonare in apertura a Frah Quintale”. Era D’estate, qualcuno aggiunge piangendo di gioia e citando il nome di un importante festival pescarese: il temibile e temuto Terrasound, esibizione visibile qui https://www.facebook.com/Ibucaofficial/videos/1364035213741075/

Siamo più vicini al risveglio: 5 giugno 2019. Dopo “la ballata dello stalker” del 2018 di cui rivelato sopra, esce un corsivo su una pagina elettronica del videodrome cronenberghiano, dove confluiscono le code elettriche dei loro microfoni d’amplificazione: “facciamo l’amore per strada, facciamola noi la rivoluzione”. Il cursore indica il titolo della canzone, su uno sfondo di uno strano randagio pece con degli occhiali da sole alla Alan Vega dei Suicide: “In Persol” (qui https://www.youtube.com/watch?v=Hlo_qa87tGs )

Ello è un gioco di parole e suoni tra il mistero buffo di Dario Fo e i calembour di Umberto Eco. Sì, il messaggio è chiaro: siamo felici del nostro italo-pop d’ispirazione Negramaro (come diranno in un’intervista radio prendendoli ad esempio insieme alla scuola romana dei Fabi e Silvestri).

Siamo tornati al presente e i pazienti mostrano una strana voglia di guarire dai vari emuli anche se, il suono gommoso e caldo di “Tradizione e tradimento” del citato Fabi, li ha lasciati solo l’ultima possibilità di replicare al “maestro”.  E lui, è lì, nel mio sorriso, a dar loro l’assenso al compiuto medicamento: “Sono” è il singolo della smentita e della patria potestà. La scrittura di un William rigenerato dal viaggio, può dire la sua, affiancato da una produzione di un resto della band, mai così in stato di grazia. Ecco che quel “sono” può essere letto anche come “loro=sono”. Un amore dell’altro mondo come direbbe Tommaso Pincio che mette il punto su ciò che viene da una bestemmia aliena per diventare parabola terrestre: La sazietà. Di loro mi hanno detto che nell’ottobre del 2019 hanno aperto una “casa di cura dal silenzio” a Pescara. Un locale di amore per il sonoro e il canoro. Per l’inedito e per le serate dove il pubblico sceglie le scalette di hit da suonare. Sono rinsaviti ‘sti ragazzi. E di vivande fatti esperti. Era proprio la fame che cercavano di saziare?. Quella per la musica?.

Fate voi! Il locale a Pescara si chiama Mangiadischi. Tutto torna.

Unica nota di dissenso è che il singolo poteva essere arricchito di un buon video e non sprecato così. Magari era un ottimo lasciapassare per un eventuale contest dall’eco mediatica più ampia.

Ps. Per contatti li trovate qui:

fb: https://www.facebook.com/Ibucaofficial/

instagram: https://www.instagram.com/ibucaofficial/?hl=it

qui l’esibizione in teatro a Chieti:https://www.facebook.com/Ibucaofficial/videos/2164041210516127/




Countrick’s’, il nuovo progetto che racconta la nostra Capitanata

Il lavoro è on line su you tube, raccoglie nomi che agitano culturalmente il foggiano da tempo. Tutti insieme DJ, Producers e MC per dar vita ad una raccolta di dieci tracce che parla di una musica che resiste all’attacco della frustrazione. La creatività diventa un riscatto contro un nido di spine che, giorno dopo giorno, punge a goccia ematica, una dopo l’altra, fino ad una ferita esistenziale.

Allora, visto che non c’è una madre che sottrae questa generazione di nuovi urli senza briciole e  bocche aperte, la fame viene saziata dall’arte condivisa. 

Il romanzo di formazione di questa prole aviaria ancora senza volo, trova una natura amica nel vedere crescere il saltello e le prime parole in un mondo-cielo dove ogni stella segna una traettoria.

Ogni nuovo gorgheggio, sample, field-recording è registrato, mixato e masterizzato da Mastro Jail nei locali dell’associazione I Polli di Pirro, presso l’ex carcere di Apricena:

Bonkers, Jumpo, Melino, Sesto Carnera, Totò Nasty, Dj Paisan, Bosco, PexOne, Cenzi, Jail e Secco Secco iniziano e finiscono uno dopo l’altro traettorie di una geografia sonorizzata che attacca il corvo padrone indifferente allo sforzo del servo lavorante, l’avvoltoio che passa alla fine per approfittare dei resti di un reato biologico che diventa un teatro di resistenza socio-patologica.

Però, dopo tanto tribolare e tentare il volo autodidatta e senza piumaggio maturo, mi piace pensare che ci si possa farsi trascinare da un nuovo maestro venuto dal passato con la sua chitarrina antica pizzicata sapientemente insieme al lamento di un’epoca senza gloria.

Un suono di quella chitarrina di Matteo Salvatore, che tanto è diverso dai beat dei cinguettii tecnologici e delle barre che si chiudono e si aprono restando sospese fino a beccare in picchiata sulla preda.

Quel nido di spine è stato distrutto, la ferita ha trovato cicatrice, il volo è stabile?

 La cosa che rincuora chi ascolta questo “progetto”, è che tra maestri antichi e nuove generazioni di rap di vecchia scuola, c’è una Capitanata che non si fa adescare dalla moda della trap imperante, ma usa un linguaggio universale quasi che si ferma nel tempo e ferma il tempo. Ciò che conta è restare uniti. Perché uniti si può vedere la vittoria con un’oggettività lucida innanzi a ogni forma di “sottomissione”.

Si proprio quella di cui parla Michel Houellebecq nel romanzo “Sottomissione” appunto, o il realismo verista di Verga in Mastro Don Gesualdo.

Le tracce dell’album Countrick’s

Intro
In the Pex
N.J.P.T.
Ogni tua scelta
L’incantatore
Spaccatelle
Proibito
Speranza
Skit
Outro

Il link del canale you tube dove ascoltare l’album è https://www.youtube.com/channel/UClkecJ9y_ha4d3A9u6uu-qw




Louis Tomlinson torna in live con un concerto online

Louis Tomlinson, membro dei One Direction, torna in live con un concerto online per beneficienza.

Dopo Liam Payne e Niall Horan, tocca anche a Louis scendere sul palco online e esibirsi. Quest’anno si è parlato molto di lui e dei suoi compagni, Harry Styles, Zayn Malik, Liam Payne e Niall Horan per i 10 anni della band. Tutte le fan sperano che che quest’anno o negli anni successivi ci sia una reunion.

Il concerto si svolgerà su Veeps, il 12 dicembre alle ore 21 italiane.

I biglietti li trovate sul sito https://www.louis-tomlinson.com/. Il costo del biglietto è di €18,22.

I proventi della vendita dei biglietti andranno in beneficienza verso 5 cause, importanti per Louis:

  • FareShare;
  • Crew Nation;
  • Stagehand;
  • Bluebell Wood Children’s Hospice;
  • La crew di Louis;

Louis su Twitter, ha confermato che canterà alcuni dei sui più grandi successi, come Walls, Kill My Mind e Miss You, e alcune canzoni dei One Direction . Ha affermato che ci saranno molte sorprese.

Quindi correte ad acquistare il biglietto, per non perdere tutte queste sorprese.

Forza Louis!!!