Un gruppo su Facebook denominato “Gli amici della Domenica” (da cui l’acronimo GADD) da tempo ha deciso di protestare pacificamente ed in punta di piedi contro il degrado urbano, lo scempio, il vandalismo, il menefreghismo, l’assenza di regole che imperano in questa città. La civile convivenza è lo slogan che anima i componenti di questo gruppo che dal virtuale al reale è divenuto un punto di riferimento per la nostra comunità. Dalla pagina del gruppo si legge che i componenti del GADD “sono cittadini normali, che fanno cose normali: si riuniscono in piazza per fare due chiacchiere e lottano contro le “anormalità”.
Quali sono le anormalità? Il tollerare che gli spazi urbani siano ingombri di immondizie e deiezioni animali, o che uno scivolo per diversamente abili di un marciapiede pubblico sia inaccessibile per la presenza di un albero, o che le aiuole di una piazza pubblica vengano disintegrate da vandali e restino le macerie a terra per mesi, nell’incuria generale. Tra le innumerevoli attività un paio di anni fa hanno proceduto all’inaugurazione delle due stele in Villa comunale, dedicate a Padre Odorico Tempesta e a don Diego de Mita, due uomini la cui memoria la comunità ha voluto omaggiare per essersi prodigati nei giorni più tragici di quell’orribile estate del 1943, per salvare vite umane, recuperare i corpi e dare degna sepoltura ai tanti civili colpiti dai bombardamenti angloamericani. Le stele sono ben visibili all’ingresso della Villa comunale nelle aiuole che precedono la fontana . Un segno tangibile della memoria che non muore, che rinnova in silenzio il rispetto per chi ha dato. Fino a ieri però. Una delle due stele ha subito un danno: è stata spezzata lateralmente. La pietra con cui è costruita è stata colpita, sicuramente con l’aiuto di un martello. Un gesto grave, deplorevole, becero e doppiamente violento: nei confronti della comunità e nei confronti della memoria di morti che ancora non hanno un nome se non definiti come martiri di quel periodo nefasto. Gli amici del GADD hanno recuperato il pezzo divelto e lo riconsegneranno al Sindaco, domenica 10 novembre , alle ore 11.30, perché venga riposizionato in modo da restituire l’immagine del monumento. La cittadinanza è chiamata a reagire, a presenziare, a testimoniare perché non possiamo permettere che il sacrificio di chi ha ieri dato la vita sia “spezzato” dalla violenza di chi non ha la coscienza dell’oggi.