Anita B.

Anita, una ragazza ungherese scampata ad Auschwitz, viene accolta a Praga dalla zia Monika, insieme al marito Aron, il fratello Eli e lo zio Jacob, in una casa tolta alle famiglie naziste. La famiglia ebraica si sta risollevando da quella brutta tragedia e Anita viene accolta con un misto di affetto e preoccupazione, sia per le attenzioni indesiderate che la sua presenza può attirare, sia per la volontà della ragazza di ricordare la terribile esperienza dei campi di concentramento. Anita non può uscire da casa perchè, non avendo i documenti, la potrebbero portare in prigione.
Passano gli anni e lei si prende cura del piccolo Roby, l’unico che accoglie i suoi sfoghi, l’unica persona con cui Anita riesce a parlare del suo passato. Non potendo uscire di casa, una notte Anita esce con Eli e le mostra un cavallo nero. Anita inizia a provare un qualcosa per Eli, tanto da farle capire il vero senso dell’amore. Andando ad una festa, alcuni poliziotti si accorgono di Anita, e non avendo con sé i documenti, l’arrestano. Dopo alcune settimane, lo zio Jacob e Ali le portano i così tanto attesi documenti e inizia a lavorare in una fabbrica di tessuti, dove conosce David, il suo migliore amico.
Anita si confida su tutto con David, anche il suo amore per Eli. David parte per Gerusalemme e Anita scopre di essere incinta. Non volendo prendersi cura del suo bambino, Eli la porta a Praga per farla abortire, ma il dottore, vedendo il dolore che provava Anita per la perdita del suo bambino, decide di iniettarle un calmante per far credere ad Eli dell’intervento. Dopo aver sistemato i loro bagagli in un hotel e dopo che Eli la chiude in camera, Anita riesce a scappare e va in un centro di accoglienza degli ebrei e dove incontra Sarah. Anita le racconta tutto e le chiede di poter partire per Gerusalemme. Una mattina lei sale su un furgone, insieme ad altre donne e parte per andare dal suo amico David.

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