De Virgilio racconta Tonino (e viale Giotto)

Lo spettacolo dell’attore foggiano sul crollo del ’99 editato da Il Castello. De Virgilio racconta Tonino (e viale Giotto). In libreria, la prima presentazione del libro. Giovedì 13 febbraio, ore 19, alla libreria Ubik. Una serata di “Leggera e pensosa denuncia. L’attore Michele De Virgilio presenta “Tonino a testa in giù”, per la prima volta a Foggia

 “In data 25 ottobre 1999 alle ore 18 è indetta la riunione condominiale dello stabile… Scusate amministrato’!… Mast’Anto’ vedi che la crepa nella stanza si è allargata ancora di più!”. Per chi è foggiano, bastano poche righe per capire. La data è tristemente nota. Lo stabile, anche. Ma la bravura di un autore – e attore, in questo caso – sta nella capacità di allargare l’orizzonte e raccontare la storia di un palazzo crollato in una provincia del sud Italia anche lontano, a Parigi per esempio – com’è accaduto –, raccontando una storia più ampia, “di leggera e pensosa denuncia”. Michele De Virgilio porta in libreria il suo spettacolo, Tonino a testa in giù (Il Castello Edizioni): giovedì 13 febbraio, alle ore 19, la prima presentazione del libro nella città dell’autore e del luogo nel quale è avvenuta la tragedia di Viale Giotto. Con Michele De Virgilio, nello spazio live della libreria Ubik di Foggia, anche l’editore e giornalista Antonio Blasotta e Marco Scillitani, “uno dei due avvocati che ha provato a capire”. Nel corso della serata, l’attore foggiano leggerà alcuni brani tratti dal libro.

 

Tonino a testa in giù (Il Castello Edizioni, 2013; euro 15,00). Tonino guarda il mondo a testa in giù perché, “quando guardo il mondo al contrario la gente non è più attaccata alla terra, si muove nel cielo… pare che volano”. Tutte le mattine, in un parco, Tonino cerca l’anima gemella. Ma i suoi goffi tentativi d’approccio, “me lo dai un bacio?”, si perdono nei ricordi della quotidianità di un condominio. Perché Tonino è un reduce, è lo sguardo di un bambino prigioniero di un corpo adulto e, come dicono tutti, Tonino è un po’ matto. Buffo e matto. “Meglio pazzo che pupazzo, lo dice sempre Mario, il dottore”. Con il potere della sua fantasia, Tonino rivive il rapporto con la madre, che lo ingaggia per avventure cittadine, e riesce a dar vita ad una carrellata di personaggi. Così, diventa il telecronista di una partita di calcio senza giocatori, il testimone di un amore impossibile fra una tastiera ed un ascensore, il custode di sogni giovanili, l’amministratore di riunioni condominiali vivaci e colorite, il controllore di regole infrante che portano sempre ad una contropartita dal sapore amaro. Il condominio di cui parla Tonino è realmente esistito, e lui è il custode di un segreto…

 

Michele De Virgilio. Nato a Foggia, diplomatosi al Teatro Stabile di Genova, ha recitato per anni al fianco di attorie e attrici importanti, da Mariangela Melato a Franco Branciaroli ed Eros Pagni, diretto da registi come Gabriele Lavia ed Elio De Capitani. Dopo otto anni si trasferisce  a Roma, città nella quale comincia a lavorare per il cinema, scrivendo e producendo anche diversi cortometraggi. Nel 2000 pertanto, vince il N.I.C.E. Festival di New York-San Francisco e rappresenta l’Italia al Festival di Berlino con il cortometraggio “Pausa”. Nel 2008 prende parte al film “Si può fare” (vincitore del Ciak d’oro). Lo spettacolo Tonino a testa in giù debutta in Italia nel 2012. Sul suo lavoro, Michele De Virgilio scrive: Ultimamente ho la sensazione che tutto ci stia crollando addosso. Ho scritto questo monologo prendendo spunto dalla tragica realtà dei crolli degli edifici di quest’ultimo decennio in Italia: il crollo del palazzo all’Esquilino a Roma, il crollo di una palazzina a Barletta, il crollo della Casa dello Studente all’Aquila, focalizzando la mia attenzione sul crollo del condominio di Viale Giotto a Foggia dell’11 novembre 1999, in cui persero la vita 67 persone. Senza voler indagare sulle cause dei crolli, ho portato in scena ritagli di vita, usando “il crollo” come metafora del disfacimento di regole e di valori, segno della decadenza civile e morale che ha contrassegnato questi ultimi anni. Attraverso il protagonista, “Tonino”, un simpatico e buffo cantastorie lunare, ho fatto rivivere i ricordi di alcuni condomini, intrecciandoli ad una quotidianità ricca di contraddizioni e dalle regole spesso sovvertite. “Tonino a testa in giù” è il ritratto grottesco di una mentalità e di una società, dove il modus operandi esula da qualsiasi norma e da qualsiasi regola. È uno spettacolo che vuole essere una denuncia, un monito “per non dimenticare”, che non vuole celebrare la tragedia, ma la gioia della vita. La mia provocazione è quella di raccontare tutto questo con “leggerezza pensosa” e con la forza del sorriso.

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