Iniziative al Pascal “Per non dimenticare….”

Intervista alla prof.ssa Patrizia Fusilli, organizzatrice dell’iniziativa “Per non dimenticare ….”

Con il termine Shoah che cosa si definisce?

Il termine Shoah è stato adottato dalla voce biblica che significa “catastrofe, disastro”, per indicare lo sterminio del popolo ebraico durante il Secondo conflitto mondiale, un genocidio che ha causato la morte di sei milioni di persone.

Perché secondo voi bisogna continuare a ricordare questa strage anche a distanza di molti anni?

In un mondo in cui le uccisioni, le guerre, i genocidi continuano a caratterizzare la storia, ricordare la Shoah, significa rendere tutti, soprattutto i giovani, consapevoli che ciò che è accaduto durante il totalitarismo, è “un pericolo costante” anche nella nostra società. Ricordare la Shoah ha un senso se diventa un‘occasione per rafforzare valori quali la pace, la democrazia e la solidarietà, fondamentali per ogni convivenza civile.

E soprattutto perché tramandarla ai ragazzi?

Il nostro istituto da anni celebra il Giorno della Memoria invitando testimoni quali Nedo Fiano, Elisa Springer, a cui è dedicata la biblioteca d’istituto, Paolo Sabbetta. Quest’anno abbiamo invitato Miriam Rebhun, autrice del libro ”Ho inciampato e non mi sono fatta male”, una testimone di seconda generazione, nata dopo la guerra, quando la Shoah si era già consumata, alla ricerca dei ricordi della famiglia paterna che non ha mai conosciuto a causa del nazismo e delle leggi razziali fasciste.

Come celebrare una giornata simile?

Perché quando parliamo di shoah il primo pensiero va ad Auschwitz? Cos’è e perché è così importante?

Il 27 gennaio ricorre l’anniversario della liberazione del campo di sterminio di Auschwitz da parte delle truppe sovietiche dell’Armata Rossa; da quel giorno, Auschwitz è diventato il simbolo universale di uno sterminio, di una follia umana che nessuno può negare.

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