Quanto ha influito la sua esperienza di vita nell’impegno alla legalità?
La mia esperienza personale è alla base del mio impegno. Dopo qualche anno dalla morte di papà ho capito che dovevo impegnarmi per la città per tentare di modificare la mentalità del cittadino medio di Foggia che era indifferente a ciò che gli accadeva intorno. A distanza di anni posso dire che la città è cambiata e sta cambiando. Ci vuole ancora tanto impegno da parte di tutti.
In occasione del mese della legalità quali sono gli appuntamenti e gli obiettivi dei cittadini foggiani?
Quest’anno la programmazione per il mese di marzo è molto intensa. Domenica 30 Marzo dalle 19.30, presenteremo presso l’Auditorium dell’Amgas il progetto “Musica contro le mafie”, un documentario che racconta il tema dell’impegno nell’antimafia sociale con il linguaggio dei tanti musicisti che a livello nazionale hanno accompagnato Libera negli anni. Il dibattito che seguirà, moderato da Francesca Capone, vedrà gli interventi del curatore, Gaetano De Rosa e Maurizio Capone. A seguire ci sarà una piccola esibizione acustica. Il 31 Marzo dalle 10 presso l’Aula Magna del Dipartimento di Economia avremo la possibilità di far dialogare gli studenti delle scuole foggiane con Don Ciotti, Presidente nazionale di Libera. Siamo riusciti a costituire una rete di impegno grazie alla collaborazione fattiva del sindaco Mongelli che ha molto a cuore le tematiche dell’antimafia.
Quali crede siano le motivazioni che spingono i giovani ad allontanarsi dalla legalità?
I giovani. Penso sempre ai giovani quando cerco di realizzare al meglio un progetto di Libera per la nostra città. Bisogna sottolineare che a Foggia i giovani che si allontanano dalla grande strada della legalità non sono la maggior parte. Direi che i più sono semplicemente confusi dalle risposte che il mondo degli adulti fornisce ai loro dubbi. Primi fra tutti quelli relativi all’esistenza di una Giustizia con la G maiuscola, di una tutela per chi ha il coraggio di denunciare. Il problema è che le buone pratiche spesso non sono visibili, risaltano di più le brutture del mondo che ci circonda. Credo che la soluzione sia la partecipazione, il coinvolgimento. Bisogna coinvolgere i giovani in tutto.
Quali pensa debbano essere la priorità dell’appena nata associazione antiracket foggiana?
Premesso che conosco molto poco questa associazione antiracket foggiana appena nata, direi che per prima cosa è necessario fare rete con le realtà del territorio che già si occupano di tematiche simili. Penso allo sportello SOS Giustizia che Unioncamere e Libera hanno istituito presso la Camera di Commercio di Foggia. Sarebbe il caso di unire le forze.
Secondo lei c’è ancora da fare nel nostro Paese sul fronte dell’educazione ai valori di legalità e giustizia?
C’è ancora molto da fare. Ad esempio si ha spesso la sensazione che non vi è ancora piena consapevolezza di quanto sia pericolosa la criminalità che fa affari nella nostra terra. La si combatte con strumenti che appaiono non idonei, così come la nostra determinazione come cittadini a dire di no al malaffare è molto limitata. Dobbiamo mettercela tutta, a partire dalla prossima tornata elettorale che vivremo anche qui a Foggia. Chiediamoci chi sono i candidati a cui daremo il nostro voto, se hanno precedenti con la giustizia e quindi che programma propongono. Molti giovani che sono già maggiorenni eserciteranno il diritto di voto e sarebbe una buona cosa se le richieste ai candidati sindaci provenissero proprio dai più giovani.