Il Pascal al cinema: “La nostra terra”

Al Sud la legge viene quasi sempre percepita come un ostacolo, un qualcosa che si frappone tra te e il conseguimento di qualcosa. Lo Stato ti multa, lo Stato ti tassa, lo Stato ti costringe a procedure burocratiche lunghe e complicate. Lo stato insomma ti impone delle regole. Ma che succede quando, proprio attraverso l’applicazione di queste regole, ti trova un lavoro, ti assegna un terreno da coltivare , la possibilità concreta di decidere sul tuo operato e di vedere i frutti di questo tuo decidere, buoni o cattivi che siano?
E’ la prima cosa che mi ha colpito di questa storia, la domanda da cui siamo partiti: che succede in un posto dove le persone vivono la legge come un Dovere quando questa gli si rivela anche e soprattutto come latrice di un Diritto? Quando si fa esempio concreto della possibilità di cambiare le cose?
La nostra storia ha come protagonista un appezzamento di terra, passata negli anni di mano in mano attraverso sorprusi e atti di prepotenza, testimone immobile e indifferente, soggetta solo alle sue immutabili leggi, ben più potenti di quelle degli uomini, che sono quelle della natura. Una legge che detta i tempi, che fa faticare, che va compresa e assecondata ma che, quando viene rispettata, a sempre frutti.
Su questa terra si incrociano i destini di tre persone: Filippo, uomo del Nord esperto in carte e procedure ma incapace di affrontare le tensioni dei rapporti umani; Cosimo, che ha accettato di piegarsi a ogni prepotenza, capace di districarsi in quel dedalo di sottomissioni e compromessi che gli ha imposto la sua vita come un moderno Pulcinella ma che conserva un unico amore e un’unica fedeltà, quella che lo lega alla terra; e Rossana, giovane donna ostinatamente attaccata al proprio territorio ma altrettanto ostinatamente decisa  a combatterlo, convinta che sia possibile modificare le regole che da sempre governano da quelle parti. E’ l’incontroscontro di tre culture, e per ciascuno di loro l’inizio di un percorso di formazione dal quale usciranno profondamente cambiati. Da principio costretti ad una forzata convivenza, i tre scopriranno che hanno molto da imparare l’un l’altro, tra loro si intrecciano sentimenti forti e contraddittori: differenza e amicizia, condivisione e incomprensione, a more e rancore. Con loro un manipolo di reietti, che ha poco da perdere e che quasi inconsapevolmente si getta in un’avventura molto più grande di loro. Sembra un’impresa impossibile ma i nostri eroi scopriranno nel corso del film che non sono cosi soli come pensavano.
Su questa terra si incontrano e si scontrano anche tre sistemi di potere: oltre alla legge dello Stato e quella della Natura infatti, su questo territorio esiste una terza legge, più invisibile e subdola, che è quella della Mafia. E’ una legge che stralcia piano piano nella mente delle persone, difficile da capire, soprattutto per chi come Filippo non l’ha mai vista operare, una legge che si fonda principalmente sulla paura, che trae forza e si nutre di questo sentimento. Paura di quello che fai, di quello che dici, di quello che pensi, di quello che sei. Equando governa la paura diventano intollerabili tutte le proprie debolezze, inconfessabili gli errori, inaccettabili i passi falsi. I nostri personaggi hanno tutti qualcosa da nascondere, sono vittime dei propri errori perché non sanno accettarli, perché li rinnegano, ne hanno paura. La loro più grande conquista, la libertà più grande che faticosamente otterranno sarà proprio questa, imparare ad accettare i propri errori.

Post recenti

Leave a Comment