Non basta commuoversi, bisogna muoversi. Marcone vent’anni dopo.

Non basta commuoversi, bisogna muoversi. Abbiamo bisogno di verità, ma la verità ha bisogno di cercatori di verità.

Sono trascorsi ormai vent’anni dall’omicidio di Francesco Marcone ma i nomi dei colpevoli sono ancora ignoti.

Il 31 marzo 1995 il direttore dell’ufficio del registro di Foggia fu assassinato nel portone di casa con due colpi di pistola alle spalle. Nei giorni precedenti all’assassinio Marcone aveva denunciato alla Procura della Repubblica alcune truffe realizzate da falsi mediatori dell’ufficio del registro. La posizione di Francesco divenne irrimediabilmente scomoda, la fine era segnata.

Dopo vent’anni la figura di Marcone è diventata un simbolo di legalità e coraggio per la città di Foggia grazie principalmente all’operato di sua figlia Daniela che è la responsabile del presidio cittadino di Libera.

In occasione di questa importante ricorrenza l’associazione ha organizzato una serata in memoria di Francesco presso il  teatro U.Giordano. La serata si è aperta con l’orchestra  “Nicola Ugo Stame” del liceo C.Poerio e sono intervenuti Clelia Iuliani, Oreste De Finis, Don Ciotti presidente dell’associazione Libera e Daniela e Paolo Marcone.

Una serata molto interessante che ha voluto ricordare un grande uomo in maniera leggera grazie agli interventi  della compagnia teatrale “Cerchio di gesso” e del Teatro dei Limoni.

Quello che resta senza dubbio più impresso è l’alta partecipazione giovanile, numerosi erano infatti gli adolescenti in sala, a dimostrazione della volontà di cambiamento, della voglia di una città migliore dove un giorno i gesti di Marcone non siano più considerati eroici ma semplicemente normali perchè chi fà legalità non è un eroe ma è una persona che fa il proprio dovere.

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