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Michele Merlo e la ricerca contro il cancro: “A pensar male si fa peccato, ma…”

La poesia “Soldati“, scritta da Giuseppe Ungaretti nel 1918, recita: “Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie“, ed esprime la precarietà e  l’incertezza che attanagliano la nostra esistenza. Sono passati più di 100 anni dalla pubblicazione dell’opera ermetica del poeta nativo di Alessandria d’Egitto, ma “Soldati” è ancora, tremendamente, attuale. Lo è stata soprattutto alle luci dell’alba di ieri, quando una notizia straziante ha riempito le prime pagine di tutti i quotidiani: Michele Merlo, giovane contante, è morto a soli 28 anni. Un’età animata da sogni, progetti, ambizioni, tutti stroncati sul più bello, al fiorire. Un’emicrania incessante, alcuni ematomi, delle placche alla gola: erano questi i campanelli d’allarme che Michele e la sua famiglia avevano lanciato giorni prima a un ospedale nei pressi di Bologna, dove, però, nessuno dei dottori è riuscito a coglierli. Chissà cosa sarebbe successo se qualcuno avesse diagnosticato settimane prima la leucemia che ha travolto in poche settimane il giovane cantante. Forse oggi non sarei a scrivere questo articolo. La storia, però, non lascia spazio ai “se” e ai “ma“.
Occorre piuttosto staccare per un momento la spina dalla vita frenetica che conduciamo e fermarci a riflettere. Secondo le stime dell’AIRC, ogni anno in Italia ci sono circa 377 mila diagnosi di tumore e le statistiche prevedono che nel corso della vita un uomo su due e due donne su tre sono destinati ad ammalarsi di tumore. Numeri spaventosi, raccapriccianti. E se in meno di ventiquattro mesi sono stati sviluppati vari vaccini contro il Covid-19, sorge spontaneo chiedersi perché non si riesca a trovare una cura maggiormente efficace contro il cancro, rispetto a quelle attualmente in uso. Forse bisognerebbe investire meglio i miliardi di cui i Tg ci parlano da mesi e che alimentano perlopiù sussidi e bonus, traducendosi in sprechi di risorse. Probabilmente, sarebbe necessario investire capitali maggiori nella ricerca scientifica e nella cultura. Se, però, vestiamo per un attimo i panni dei “complottisti” e analizziamo i costi dei medicinali e delle cure contro il cancro, scorgiamo gli introiti enormi che questa malattia genera nelle casse delle case farmaceutiche. Andreotti osava dire: “A pensar male degli altri si fa peccato, ma spesso si indovina”.

Ciao Michele, che la terra ti sia lieve.

Antonio Iammarino