Olimpiadi di Tokyo2020…medaglia di bronzo nel judo di Alice Bellandi

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Alice Bellandi ha 22 anni e una fidanzata, Chiara, conosciuta sorseggiando una granita sul mare di Ostia, vicino a dove si allena. È vicina alla laurea in Scienze motorie, è orgogliosa del suo judo frenetico, ha attraversato l’inferno dei disturbi alimentari, ora vive da reclusa nel Villaggio per gli atleti olimpici. “Non ho paragoni con altre Olimpiadi, a Rio non c’ero e chissà fra tre anni, il momento è questo, è qui ed è ora”.

Alice ha scoperto di essere omosessuale quando era molto giovane: “Un’amicizia davvero forte a 15 anni con una ragazza è diventata un amore. I miei genitori l’hanno capito da soli, non mi hanno detto nulla se non ‘L’amore è amore’. Il mondo sta cambiando, in meglio”. Secondo una ricerca, quella di Tokyo sarà l’Olimpiade con il più alto numero di atleti appartenenti alla comunità lgbt+: in 168 hanno fatto coming out nel corso degli anni. A Rio erano una cinquantina e nella storia olimpica, prima di Tokyo 2020, il numero complessivo non raggiungeva 300. E nella capitale giapponese per la prima volta sono in gara anche due transessuali. “La società sta diventando più libera su questo aspetto e lo sport sta perdendo anche la sua aura machista per diventare davvero un posto inclusivo, per tutti”, commenta l’atleta.

La ricerca dice anche che le donne sono il 78% di quei 168 atleti lgbt+ a Tokyo. Secondo Alice l’amore lesbico è più accettato dalla nostra società e più facile da dichiarare pubblicamente: “Ancora di più nello sport, dove, come dicevo, l’uomo deve sempre essere muscoloso, forte, fare paura”. La judoka crede che sia arrivato il momento di approvare una legge contro l’omofobia in Italia ed è a favore del ddl Zan: “È un provvedimento sacrosanto. Istituire il reato di discriminazione omofoba sarebbe un deterrente contro l’arretratezza che ancora si annida in angoli del nostro Paese”.

L’intervista completa del nostro inviato a Tokyo Cosimo Cito su Repubblica

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