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“Cover, vol. 1” di Mattia Faes. Una manciata di classici atipici da riscoprire

Cover, Vol. 1” è una piccola raccolta di canzoni (italiane e straniere) che il cantautore milanese Mattia Faes si è divertito a riarrangiare negli scorsi anni. Ne esce una serie di tributi personali e affettuosi, fedeli agli originali ma soltanto quanto basta.

In principio furono Youtube e una serie, molto libera, di cover ripensate per essere suonate nella loro totalità da Mattia (ad eccezione di un flauto ospite). Questi cinque omaggi nascono così con quel classico effetto split / multi screen con il musicista che si sdoppia più volte introducendo uno strumento alla volta, genuini ed estemporanei, pensati appositamente per quella piattaforma. Mattia ha poi notato un fil rouge che collegava queste canzoni: diversi punti di vista di amori non convenzionali o disfunzionali.

Si parte dall’incontro galante mancato de “L’appuntamento” di Ornella Vanoni seguito dal rock della bad girl “Arabella” in uno dei brani più diretti degli Arctic Monkeys, che qui si ammorbidisce con un tocco jazz. Si punta poi lo sguardo verso l’alto con “God Only Knows” dei Beach Boys e “Volare” di Domenico Modugno, due classici provenienti da due mondi diversi, entrambi riletti con un arrangiamento ricco e fantasioso.

L’ep si chiude con “Solsbury Hill“, lettera d’addio di Peter Gabriel ai Genesis, ultimo brano registrato da Mattia e dichiarazione di un amore diverso, quello per se stessi: una dichiarazione d’indipendenza (musicale) attraverso un folk-rock sognante dall’atipica ritmica dispari. Nell’artwork a cura del fumettista Guido Brualdi le diverse canzoni sono simboleggiate da una serie di oggetti che circondano il ritratto dello stesso Faes.