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La musica che verrà

Dopo due anni di incertezze, eventi cancellati e restrizioni dovuti alla pandemia, l’anno che verrà segna finalmente il ritorno a pieno titolo della musica dal vivo. Il 2023 ormai alle porte è più che mai live in Romagna, dove sono attesi grandi nomi della musica italiana e internazionale come Massimo Ranieri, Tony Hadley, Claudio Baglioni, Niccolò Fabi, e Biagio Antonacci.

RANIERI E BAGLIONI PER COMINCIARE

Il nuovo anno parte con appuntamenti speciali: i concerti di Ranieri e Baglioni. Sarà il Nuovo Teatro Carisport di Cesena a ospitare il 6 gennaio Massimo Ranieri, in Romagna per la prima volta con il suo nuovo spettacolo Tutti i sogni ancora in volo. Dopo più di 800 repliche di Sogno e sono desto, l’artista torna dal vivo con un altro viaggio tra canto, recitazione e danza, brani cult, sketch divertenti e racconti inediti, per catturare e stupire ancora il pubblico con le grandi melodie senza tempo, i suoi brani più celebri e l’incanto affabulatorio della sua interpretazione. Tra vecchi e nuovi successi, non mancherà il brano vincitore del Premio della critica a Sanremo 2022, “Lettera di là dal mare”.

Il 9 gennaio al teatro Bonci di Cesena (ore 21) arriva invece Claudio Baglioni con il suo Dodici Note Solo bis definito dalla critica «il concerto più appassionante della straordinaria carriera di un artista, sinonimo di grande musica e poesia».Il tour di Baglioni passa anche a Ravenna , dove è atteso mercoledì 18 gennaio al teatro Alighieri, e a Rimini, ospite del teatro Galli il 14 febbraio.Il concerto vedrà nuovamente Baglioni – voce, pianoforte e altri strumenti – impegnato con le composizioni più preziose del suo repertorio, protagonista assoluto di un live appassionante. Dopo il successo di Dodici note solo, il cantautore– “Premio Tenco 2022” per la scrittura musicale raffinata e universale – è pronto per il bis.

FEBBRARIO INTERNAZIONALE

Parte con un nome di tutto rispetto il secondo mese dell’anno che porta Tony Hadley il 1° febbraio sul palco del teatro Alighieri di Ravenna. 

L’ultimo suo disco, Talking to the Moon è del 2018. Hadley in questi mesi è in tour in tutto il mondo con la sua The Fabulous Band per festeggiare quarant’anni di carriera. Lo aspettiamo per ascoltare pezzi del suo repertorio solista come Obvious, e brani più conosciuti della lunga storia degli Spandau, da True a Gold, da Lifeline a Through the barricades. Al teatro Verdi di Cesena, invece, il 19 febbraio arriva il bluesman americano Fantastic Negrito. Sempre a febbraio è atteso al Teatro Europauditorium di Bologna Achille Lauro mentre Orchestre Tout Puissant Marcel Duchamp suonerà l’8 febbraio al Big Barrè Cesena.

CONCERTI PRIMAVERILI

A scaldare ancor più le temperature primaverili ci penseranno altri grandi nomi della musica italiana. Arriveranno, tra gli altri Niccolo Fabi , il 21 aprile al Nuovo teatro Carisport di Cesena, Simone Cristicchi e Amara il 5 aprile al Teatro della Regina di Cattolica con Torneremo ancora. Concerto mistico per Battiato , il gruppo elettronico inglese Fink, il 13 aprile al Big Barrè di Cesena e Biagio Antonacci il 13 maggio all’Rds Stadium di Rimini.

TRA RISATE E DIVERTIMENTO

Sarà un 2023 tutto da ridere in Romagna con i grandi comici pronti a portare un po’ di leggerezza sui palchi. Tra i più attesi c’è Checco Zalone, l’8 aprile all’Rds Stadium di Rimini. Il regista, attore, comico e sceneggiatore presenterà “Amore + Iva”, uno spettacolo inedito in cui musica, racconti, imitazioni e parodie saranno accompagnati dall’ ironia di uno degli artisti più caleidoscopici e amati dal pubblico. Zalone sarà anche all’Arena della Regina di Cattolica il 29 luglio. Rimini ospita il 26 febbraio al teatro Galli anche il comico “Miracolato” Max Angioni , che replicherà al Fabbri di Forlì il 10 marzo mentre Giacobazzi divertirà il pubblico dell’Alighieri di Ravenna il 7 febbraio per poi salire anche su altri palchi romagnoli. A portare il buonumore a Cesena ci penserà Angelo Pintus, il 24 marzo al Nuovo Teatro Carisport.




I Big di Sanremo 2023

Dopo i successi degli scorsi anni che, nei Festival targati Amadeus, hanno visto i vincitori e diversi artisti in gara premiati dalle classifiche italiane e internazionali, il direttore artistico ha deciso di incrementare il numero di Big per l’edizione 2023.

REGOLAMENTO:

Con una modifica al Regolamento Amadeus ha infatti deciso di raddoppiare, passando da 3 a 6, il numero di ragazzi che in qualità di vincitori di Sanremo Giovani avranno la possibilità di partecipare al Festival nella categoria Campioni. Una novità assoluta nella storia del Festival che sottolinea l’attenzione della direzione artistica di Amadeus alla musica e alle tendenze contemporanee del mercato.

PAROLA DI AMADEUS:

Parola del Direttore artistico Amadeus che, al Tg1, ha annunciato la lista dei 22 Big in gara a cui si aggiungeranno i 6 artisti vincitori del contest Sanremo giovani in onda su Rai 1, Radio2 e RaiPlay dal Teatro del Casinò di Sanremo il 16 dicembre.

PROSEGUIMENTO SERATA:

I Big parteciperanno con 28 canzoni inedite e si esibiranno a gruppi di 14 nella prima e nella seconda serata del Festival. Nella terza serata, quella del giovedì, i 28 Campioni si esibiranno tutti insieme, mentre venerdì, nella quarta serata, interpreteranno un brano tratto dal repertorio della musica italiana e internazionale degli anni’60/’70/’80/’90 (ciascun cantante con un altro artista). Poi nuova esibizione il sabato durante la serata finale. Sempre sabato, dopo le votazioni, finalissima a tre per contendersi la vittoria nella categoria Campioni.

I PRIMI 22 BIG IN GARA:
GIORGIA
ARTICOLO 31
ELODIE
COLAPESCE DIMARTINO
ARIETE
MODÀ
MARA SATTEI
LEO GASSMANN
I CUGINI DI CAMPAGNA
MR. RAIN
MARCO MENGONI
ANNA OXA
LAZZA 
TANANAI
PAOLA & CHIARA
LDA
MADAME
GIANLUCA GRIGNANI
ROSA CHEMICAL
COMA_COSE
LEVANTE
ULTIMO  




“Se lo senti lo sai”

Si intitola Se lo senti lo sai il nuovo singolo di Lorenzo Jovanotti e anticipa di un mese esatto l’uscita del nuovo album del cantautore, Il disco del sole, in programma il 9 dicembre. Una ballata dai toni caldi che richiama le atmosfere del tour sulle spiagge, il Jova Beach Party 2022, che viene anche richiamato nel video del brano, con un collage di immagini che ne ricorda alcuni dei momenti più significativi.

Come racconta lo stesso Lorenzo, “la musica è nata insieme a Samuel Romano in un giorno in cui il cantante dei Subsonica, guidando verso Roma, è passato da Cortona dove stavano nascendo alcune nuove canzoni. Un pranzo all’osteria, due chiacchiere e una chitarra e ha preso forma una demo”. Un brano dunque scritto a quattro mani che poi è diventata Se lo senti lo sai, anche grazie al tocco finale di Rick Rubin.

Se lo senti lo sai è un modo per dire grazie alla mia gente, ci siamo fatti compagnia ancora una volta ed è stato bellissimo, vero, semplice, magico. Ci si vede in giro!”, dice ancora JovanottiIl disco del sole è un album doppio, disponibile sia in versione cd che lp, che raccoglie le nuove canzoni fino ad ora disponibili solo in digitale, tra cui I love you baby, certificata triplo disco platino, La primaveraSensibile all’estate oltre agli inediti Ricordati di vivere (Primo battito) Mariacalla.

Il singolo è accompagnato dall’uscita del videoclip, un viaggio tra i ricordi più belli dell’anno di Lorenzo, trascorso nel frullatore delle emozioni più varie e forti: “Se te lo spiegano non capirai ma se lo senti lo sai”.




Sault di Ognissanti

Ieri, giorno di Ognissanti, il misterioso progetto musicale inglese che ruota intorno al produttore Inflo conosciuto con il nome di Sault ha pubblicato sul proprio sito cinque nuovi album.A dirla tutta il 10 ottobre c’era già stata la pubblicazione a sorpresa, sulla loro pagina Bandcamp e in modalità name your price, di 10, in realtà un solo brano, “Angel”, lungo 10’ e 10” e uscito, guarda il caso, il 10/10.Prima di questo c’è stato il disco Air uscito lo scorso aprile 2022, un anno dopo Nine, rimasto disponibile solo per 99 giorni.

Come annunciato dal gruppo, i cinque album sono disponibili in free download per i prossimi cinque giorni. La password per scaricarli dal link wetransfer è GODISLOVE. Troverete un file da circa 658 megabyte con dentro cinque dischi (Today & TomorrowAIIR, Earth, (Untitled) God e 11) e 56 canzoni.

Dei cinque album, “AIir” segue più da vicino lo stile sinfonico dell’album di aprile. “Earth” mescola il soul contemporaneo con elementi corali e poliritmie di batteria africane, “Today & Tomorrow” evoca funk e rock vintage degli anni ’70 e “11” e “(Untitled) God” adottano suoni R&B.

Tra gli addetti ai lavori e i fan è subito scoppiata la frenesia, seguita in breve tempo dalla perplessità: ricordavate i Sault come un gruppo neo-soul, funk, disco, house e altro ancora? Bene, almeno in questo disco, quel gruppo non c’è più. Se negli episodi precedenti – Five, Seven, Nine e i due Untitled, Black is e Rise – erano riusciti spesso a sorprenderci, questa volta riescono a spiazzarci.

 L’immagine scelta per presentare il disco su Spotify ci fa intuire che il contenuto ha un taglio cinematografico e in effetti all’ascolto suona come la colonna sonora di film di fantascienza come: Odissea nello SpazioStar TrekStar Wars.




Musique dans le coeur

La musica è presente nella vita di tutti senza fare differenze di età o genere, è un mezzo comunicativo capace di coinvolgere soprattutto emotivamente l’ascoltatore. Gli adolescenti ad esempio vedono nella musica una specie di rifugio, un mezzo per rilassarsi è un modo semplice e piacevole per estraniarsi dal mondo nei momenti più difficili, in quei momenti nei quali non si vorrebbe sentire nessuno e si desidera sull’allontanarsi dei problemi reali.

La musica quindi è relax, riposo e serenità, ma anche rumore, divertimento e sfrenatezza, basti pensare alla musica delle discoteche, con un volume così alto che all’uscita fischiano le orecchie.

La musica piace a tutti anche per la sua varietà di stili che coinvolgono da sempre gli ascoltatori di tutto il mondo. Ci sono più modi di rapportarsi al mondo musicale, esiste infatti l’ascoltatore, che gode dell’immediatezza della musica più passivamente, e il musicista, che invece è partecipe della creazione stessa della musica ed esprime con essa ciò che vuole comunicare al mondo.

La musica è una forma d’arte tra le più profonde e tra quelle che meglio ci rappresenta. Quante volte sarà capitato di ascoltare e riconoscersi? è proprio questo il potere della musica, arrivare dritta al punto e suscitare emozioni che sono nascoste da qualche parte dentro di lui, ecco perché la musica è parte di noi.




Ed Sheeran, processo per plagio negli USA.

Il cantautore inglese Ed Sheeran dovrà affrontare un processo in cui si sostiene che il suo grande successo del 2014 Thinking out loud sia un plagio del classico di Marvin Gaye del 1973 Let’s get it on. Lo ha stabilito il giudice statunitense Louis Stanton, di Manhattan.

Il giudice Stanton ha detto che deve essere una giuria a stabilire se le due canzoni sono sostanzialmente simili, visto che gli esperti musicali di entrambe le parti sono in disaccordo.Il giudice ha anche stabilito che la giuria dovrà decidere se la Sas può includere tra i danni anche gli incassi dei concerti di Sheeran respingendo così le argomentazioni del cantautore secondo il quale la vendita dei biglietti non era legata al presunto plagio. 

Non è la prima volta per Ed Sheeran, infatti , nel corso degli anni è stato accusato di plagio diverse volte. L’ultimo caso ha riguardato la sua hit, Shape of you, del2017. In particolare, secondo l’accusa, il brano sarebbe stato copiato in alcune parti, da Oh why del 2015, scritta da Sami Chokri e Ross O’Donoghue ed eseguita da Chokri sotto lo pseudonimo Sami Switch.

Comunque,A Sheeran vengono chiesti 100 milioni di dollari. I suoi avvocati contestano le accuse, sostenendo che i frammenti ritenuti “rubati” non sono tali da garantire una richiesta di violazione del copyright.




“Settembre dell’Accademia”

Torna dal 7 settembre al 3 ottobre al Teatro Filarmonico di Verona il Festival “Settembre dell’Accademia, manifestazione ideata per questa XXXI edizione dal direttore artistico dell’Accademia Filarmonica di Verona Luigi Tuppini.Il cartellone 2022 del Festival “Settembre dell’Accademia” è stato pensato per rimettere la musica al centro, ripartendo con entusiasmo per investire sul presente e sul futuro, nella convinzione che il rito del concerto e della musica dal vivo è in grado di rinnovarsi di volta in volta, offrendosi al pubblico non semplicemente come occasione di svago, ma come elemento identitario e condiviso.

Il festival si sviluppa in un percorso di 8 concerti tracciato nell’arco di quasi un mese, dal 7 settembre al 3 ottobre appunto. L’inaugurazione è affidata alla Rundfunk Sinfonieorchester Berlinmercoledì 7 settembre, l’orchestra della radio al centro della scena musicale berlinese, che vanta la medesima età della radio stessa essendo nata nel 1923.

La Barcelona Gipsy balkan Orchestra ci porta per una sera fuori dalle rotte classiche, presentando lunedì 26 settembre il patrimonio musicale gitano, klezmer, bosniaco, serbo, albanese, rumeno, russo e ottomano. Brani che parlano d’amore e libertà, canzoni contro la guerra e canti rivoluzionari. La band è composta da sette musicisti di sei paesi diversi: la voce è dell’incantevole Margherita Abita, proveniente dall’Italia; Stelios Togias, il percussionista viene dalla Grecia; Julien Chanal, il chitarrista, è francese; Ivan Kovacevic, il contrabbassista, arriva dalla Serbia; Dani Carbonell al clarinetto, è spagnolo come il fisarmonicista Fernando Salinas, e Oleksandr Sora è violinista ucraino e si alterna al violinista spagnolo Pere Nolasc Turu.

Si potrebbe intitolare “La metamorfosi dell’eroe” il programma dell’Orchestra Mozart diretta da Daniele Gatti venerdì 30 settembre: il momento più alto della storia della sinfonia rappresentato dalla Sinfonia n. 3 “Eroica” di Beethoven, nata sull’onda dell’ammirazione per Bonaparte e Metamorphosen.L’Orchestra Mozart è stata fondata da Claudio Abbado, è un’orchestra internazionale con sede a Bologna ed è oggi nelle mani di un degno eroe del compianto maestro, il milanese Daniele Gatti.

La chiusura del festival è affidata alle cure di Jordi Savall, il direttore-violista-filologo catalano che negli anni Ottanta rivisita il repertorio sinfonico classico con il suo gruppo con strumenti originali Le Concert des Nations. Affronta,infine, lunedì 3 ottobre i due capolavori sinfonici di Franz Schubert, la Sinfonia n. 8 “Incompiuta” e le Sinfonia n. 9 “La Grande”. 




“Tocca a noi ,Musica per la pace”

Grande successo per il concerto di Bologna del 5 marzo a favore di Save the children, alla presenza di oltre sette mila persone. La città ha dato vita ad un evento che solidarizza con le devastanti condizioni del popolo ucraino (nel Paese l’associazione opera dal 2014 per distribuire aiuti alle famiglie in difficoltà). Il concerto organizzato dal Comune in collaborazione con la Regione e il sostegno di Rai per il sociale, è andato in scena con un programma ricchissimo di artisti italiani presentati da Andrea Delogu. Il sindaco Matteo Lepore ha dato il benvenuto a Gianni Morandi, super star della serata, e a tutti i presenti: Elisa, Noemi, Brunori, Diodato, Gaia, Fask, The Zen Circus, Elodie, Benvegnù, Rancore. Per concludere, Ricordiamo le parole di Elisa «Quello che sta succedendo in Ucraina è disumano e questo è il momento di alzare una voce comune. La mia solidarietà va a tutti coloro che stanno soffrendo per il conflitto, ma soprattutto va ai bambini, spettatori silenziosi e protagonisti innocenti di una guerra tra adulti che subiscono ingiustamente. Non si può stare in silenzio e far finta di niente quando le scuole e gli ospedali vengono distrutti, i civili muoiono sotto le macerie, migliaia di persone sono costrette a nascondersi e scappare per proteggersi dalle bombe, e chi la pensa in maniera opposta viene arrestato e messo a tacere. Noi abbiamo una voce e dobbiamo farla sentire, uniti a Bologna e sempre» 




La musica o il calcio: la visione di Blanco

Nella puntata speciale di “Piedi x Terra” su Dazn viene intervistato un giovanissimo talento con un passato da ex calciatore e oggi una carriera nel mondo della musica: Blanco. Il giovane cantante a “Piedi x Terra” racconta la sua esperienza passata da calciatore e la scelta di seguire un altro suo talento, quello musicale, raccontando, dopo la vittoria di Sanremo, come si fa a rimanere, per l’appunto, con i piedi per terra. Blanco racconta che da piccolo sognava di diventare calciatore e di averlo praticato fino ai 16/17 anni. Nonostante ciò dichiara che crescendo si era accorto di vedere il calcio come un hobby e non come un modo per sfogarsi liberando le sue più profonde emozioni. Il calcio non gli trasmetteva più emozioni forti e si sentiva un vuoto al cuore…..un vuoto ora ricoperto dalla musica e dal canto!




Sanremo 2022: La prima serata tra risate, pianti e balli scatenati.

La sigla dell’eurovisione vuol dire solo una cosa: Sanremo è iniziato sul serio. Si alzano le quinte, e Amadeus entra in scena scendendo le scale. Guarda la platea, e quasi si commuove. Gli occhi sono lucidi. Il motivo è semplice: vedere la platea finalmente piena, dopo un anno, è motivo di grande emozione. Inizia subito la gara. Il primo è Achille Lauro, che arriva sul palco senza maglia con i tatuaggi in bella vista. Dopo i complimenti di Amadeus arrivano, vestite di bianco, le coriste dell’Harlem Gospel Choir direttamente da New York. Anche sta volta ha lasciato il segno terminando l’esibizione con una sorta di battesimo(semplicemente, si è versato dell’acqua in faccia). Amadeus non sarà solo, stasera. No, non ci riferiamo a Fiorello, ma a Ornella Muti.  Allora prende posizione per annunciare il secondo cantante in gara: è uno dei vincitori di Sanremo Giovani, Yuman, con “Ora e qui”. La terza in gara è Noemi con “Ti amo non lo so dire”, elegantissima, con un lungo vestito color rosa antico e un lungo strascico. Una curiosità: la canzone l’ha scritta Mahmood, come “Glicine” dello scorso anno. Dopo la pubblicità La gara riprende con un vero big. Dopo 22 anni, ritorna Gianni Morandi. E’ visibilmente commosso, gli occhi sono lucidi per tutta l’esibizione. La canzone è scritta da Jovanotti, e garantisce una bella dose di energia. Con la corona in testa, e un look assai provocatorio, ecco La Rappresentante di Lista. Sono tra i favoriti di questo Festival con “Ciao Ciao”. Subito dopo c’è Michele Bravi, “L’inverno dei fiori” è una canzone profonda.  Per accogliere i Maneskin, Amadeus fa una cosa mai vista in 72 anni di Festival: esce dal teatro per andare a prendere Damiano, Victoria & Co in hotel. Indossa un cappello da autista, ed esce dal teatro per guidare una golf car. Tutto merito di una promessa che Ama aveva fatto alla band. Zitti e buoni“, un anno dopo. Solo che ora tornano da star internazionali. “Vi conviene toccarvi i coglioni”, cantano, senza censurarla come invece è avvenuto all’Eurovision. L’Ariston li accoglie con una standing ovation. Lasciano il palco, ma non è finita qui: torneranno tra un’oretta per cantare “Coraline”, “una canzone dal testo molto profondo”. Subito dopo i Maneskin, c’è un altro super ospite, ma in gara: è Massimo Ranieri. Abbraccia Ornella Muti, poi ricorda la prima volta al Festival, 54 anni fa. La canzone, “Lettera al di là del mare”, parla di immigrazione e porta la firma di Fabio Ilacqua. Gli ottavi in gara sono Mahmood e Blanco con “Brividi”. Blanchito entra sul palco con un mantello, che però si toglie nel momento sbagliato. Insieme sono convincenti, e chissà se pure vincenti. Per ora sono tra i migliori della serata. Direttamente dagli Australian Open, ecco un campione: Matteo Berrettini. Non di troppe parole, viene raggiunto da Fiorello per un momento “Carramba”: ha lavorato nei villaggi con il papà Luca, che va a salutare nel pubblico. Poi spara qualche battuta sul tennis, che però non lasciano troppo il segno. Pubblicità.  ora la seconda discesa delle scale per Ornella Muti. Il suo vestito ha uno spacco vertiginoso, Presenta Rkomi. Lui scende le scale con una maschera, che si toglie a metà scale. Sembra un motociclista, tutto vestito in pelle. “Insuperabile” è un bel pezzo, ma va riascoltato. Dopodiché, Ama scende in platea per salutare Radio 2. Maneskin, secondo turno. La band canta “Coraline” e, al termine, Damiano scoppia in lacrime. Dargen D’Amico è il penultimo che fa ballare la platea con “Dove si balla“. Momento Ornella Muti. Finora la sua presenza è stata pressoché impercettibile, ora si trova al centro della scena e parla dei grandi attori con cui ha lavorato: Pasolini, Troisi, Nuti, Tognazzi, Villaggio. Non lascia il segno neanche stavolta, boring. Lei lascia la scena, e i primi piani vengono conquistati da Orietta Berti e Rovazzi dalla nave ancorata a un chilometro da Sanremo. Pubblicità, poi arrivano Colapesce e Dimartino. E’ tempo di “Musica leggerissima”, un anno dopo. Non avranno spopolato in tutto il mondo con i Maneskin, ma hanno dominato le classifiche di vendita. Colpasce e Dimartino sono vestiti da marinai, perfetti per trovarsi sopra una Costa Crociera. Subito dopo c’è Claudio Gioè per una promozione flash di “Makari”. Recita un breve monologo. Sembra un miracolo, ma prima di mezzanotte si esibisce l’ultima cantante della serata: Giusy Ferreri con “Miele” e un megafono. Non lascia il segno. La serata (da scaletta) prosegue con i Meduza che fanno ballare l’Ariston con il ritmo dei loro tormentoni. Poi tocca a Raoul Bova e Nino Frassica e ci sarà anche un omaggio a Franco Battiato. Ecco la classifica provvisoria della prima serata, frutto del voto della sala stampa. Dodicesimo posto per Ana Mena, undicesimo posto per Yuman, decimo posto per Giusy Ferreri, nono posto per Achille Lauro, ottavo posto per Rkomi, settimo posto per Michele Bravi, sesto posto per Noemi, quinto posto per Massimo Ranieri, quarto posto per Gianni Morandi. Il podio della classifica provvisoria. Terzo posto: Dargen D’Amico. Secondo posto: La Rappresentante di Lista. Primo posto: MahMood e Blanco.