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A.MA.MI: Foggia e la Capitanata scendono in campo contro la violenza

Arriva a Foggia il progetto A.MA.MI, iniziativa nazionale di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne e la violenza di genere.

L’importante progetto sarà illustrato alla città nel corso di una partita amichevole benefica di calcio che si terrà domenica 1 agosto, alle ore 21, nel Campo della FIGC di Foggia, nel rispetto delle normative di prevenzione e contenimento della pandemia da covid-19.

L’appuntamento foggiano rientra nel progetto “Amami”, ideato dal promoter Nino Capobianco, capo ufficio stampa già del Premio Internazionale “Padre Pio” e attualmente della “Befana del Poliziotto”. È patrocinato dall’associazione ARGOS FORZE di POLIZIA (una onlus che ha uno scopo di promozione sociale e culturale, di formazione degli appartenenti alle forze di polizia e generalmente degli appartenenti alle forze armate, per fornire una visione più ampia e precisa sui fatti che riguardano la geopolitica, la sicurezza,) e dalla S.S. LAZIO.

Tra le iniziative già organizzate, il lancio della canzone che ha dato il nome al progetto, “Amami”, appunto, scritta ed interpretata dagli “Abba the Best”, una band che si ispira al celebre gruppo pop svedese e che ha voluto trattare nel brano un tema delicato e di grandissima attualità.

Il brano è stato ufficialmente presentato nel corso di una conferenza stampa tenuta nel marzo scorso, presso la Sala Stampa dello Stadio Olimpico di Roma, alla presenza di importanti esponenti del mondo dello sport (c’era il Presidente della Lazio Claudio Lotito), della politica (il Senatore Maurizio Gasparri e importanti rappresentanti della Regione Lazio), della Stampa (lo storico cronista Ezio Luzzi) e dello spettacolo (a moderare l’incontro è stata chiamata Anna Falchi).

Il 14 giugno scorso, poi, i protagonisti del progetto sono stati premiati nel Salone d’Onore della sede del Coni di Roma per l’impegno a favore di una causa così nobile. Anche in quell’occasione, sono intervenuti personaggi importanti: oltre al Presidente del Coni Malagò, anche quello che sarebbe diventato, di lì a poco, il nuovo allenatore del Foggia, ovvero mister Zdenek Zeman, ed il noto DJ internazionale Faber Killer, conosciuto come il” Signore della Tecno”.

L’evento di Foggia sarà il primo di un tour che toccherà gli altri capoluoghi di provincia della Puglia ed altre importanti città del Mezzogiorno, sempre con l’obiettivo di fondo della lotta alla violenza sulle donne e alla violenza di genere.

L’ingresso alla gara sarà possibile a fronte di un’offerta di 5 euro –saranno ammessi spettatori fino ad un numero che permetta di mantenere le distanze previste dalle disposizioni anticovid-  che contribuirà ad una raccolta fondi che è destinata a finanziare centri di assistenza delle donne vittime di violenza.

La partita sarà dedicata alla memoria delle donne della Capitanata vittime di femminicidio, come la sanseverese Roberta Perillo, uccisa dall’ex fidanzato l’11  luglio 2019, o Giovanna Traiano, assassinata a Foggia dall’ex marito il 21 febbraio del 2003, o la foggiana Carmela Morlino, uccisa dall’ex  marito il 13 marzo 2015. Proprio nel loro ricordo, il soprano Antonella Salvatore intonerà prima della partita l’Inno di Mameli.

Sempre prima di iniziare la manifestazione, il giovane cantautore Dorè presenterà in anteprima nazionale il brano “Uno splendido sogno”, dedicato al calcio, che sarà riproposto anche a settembre in occasione della mostra del Cinema di Venezia.

Tra il primo e il secondo tempo, invece, gli “Abba the Best” canteranno il brano “Amami” che invita proprio alla riflessione.

Il match amichevole vedrà di fronte:

Argos Soccer Team Forze di Polizia, che schiera campioni dello sport del calibro di Stefano Tacconi, di Vincenzo Maenza (due ori e un argento alle Olimpiadi, oltre a due titoli mondiali ed uno europeo nella lotta greco-romana), di Francesco Damiani (medaglia d’ argento alle Olimpiadi di Los Angeles 1984 e già campione del mondo dei pesi massimi nella versione WBO), di Nino La Rocca  (già campione europeo della categoria dei pesi welter  e sfidante per la corona mondiale), di Loris Stecca (già campione del mondo dei pesi supergallo WBA);

Rappresentativa International DJ, composta da Disk Jockey di fama nazionale ed internazionale (Ringo, Tomas Damiani, Gianni Parrini, Faber Killer, DJ Osso di Rai Radio Due, DJ Panda, DJ Hania, Marco Bismark, Angelus Marino) e da artisti (Moreno, il rapper che vinse la dodicesima edizione del talent show “Amici di Maria De Filippi”; Antonio Maggio, vincitore Festival San Remo Giovani nel 2013; il grande Valerio Zelli, degli “Oro”, ormai foggiano d’adozione; il cantautore Roberto Scozzi, alias “Anonimo Italiano”; l’attore Nicolò Centioni, noto per il ruolo di Rudy nella fiction tv “I Cesaroni”). A dirigerli, dalla panchina, un altro celebre foggiano d’adozione: Fausto Leali.

Altri testimonial del progetto, come Albano, Anna Falchi, Daniela Fazzolari (la Anita Ferri della fiction tv “Centrovetrine”), l’olimpionico di scherma Stefano Pantano (che è impegnato come cronista Rai alle Olimpiadi di Tokyo), non potranno intervenire ma non faranno mancare il loro sostegno, nel tempo, al progetto “Amami”. Anche Pio e Amedeo e Rino Gattuso erano stati contattati per intervenire a Foggia ma non hanno potuto dare la disponibilità per impegni di lavoro.

Non mancheranno sorprese dell’ultima ora, viste le disponibilità “con riserva” date da altri prestigiosi esponenti del mondo dello spettacolo e anche della politica: queste saranno rivelate solo la sera della partita.

Il rinfresco e la premiazione post-partita si svolgeranno presso il centro sportivo Veltra di Gianni Cagiano.

Partner per la comunicazione della partita benefica saranno Atlasorbis.it, giornale telematico dell’Associazione ARGOS; Radio Zeus; ElleRadio e TeleFoggia.

L’obiettivo è importante e l’auspicio è che la città di Foggia saprà confermare la generosità dimostrata in ogni appuntamento con gli eventi organizzati a favore di cause meritevoli del sostegno del pubblico.




Olimpiadi di Tokyo2020…medaglia di bronzo nel judo di Alice Bellandi

Alice Bellandi ha 22 anni e una fidanzata, Chiara, conosciuta sorseggiando una granita sul mare di Ostia, vicino a dove si allena. È vicina alla laurea in Scienze motorie, è orgogliosa del suo judo frenetico, ha attraversato l’inferno dei disturbi alimentari, ora vive da reclusa nel Villaggio per gli atleti olimpici. “Non ho paragoni con altre Olimpiadi, a Rio non c’ero e chissà fra tre anni, il momento è questo, è qui ed è ora”.

Alice ha scoperto di essere omosessuale quando era molto giovane: “Un’amicizia davvero forte a 15 anni con una ragazza è diventata un amore. I miei genitori l’hanno capito da soli, non mi hanno detto nulla se non ‘L’amore è amore’. Il mondo sta cambiando, in meglio”. Secondo una ricerca, quella di Tokyo sarà l’Olimpiade con il più alto numero di atleti appartenenti alla comunità lgbt+: in 168 hanno fatto coming out nel corso degli anni. A Rio erano una cinquantina e nella storia olimpica, prima di Tokyo 2020, il numero complessivo non raggiungeva 300. E nella capitale giapponese per la prima volta sono in gara anche due transessuali. “La società sta diventando più libera su questo aspetto e lo sport sta perdendo anche la sua aura machista per diventare davvero un posto inclusivo, per tutti”, commenta l’atleta.

La ricerca dice anche che le donne sono il 78% di quei 168 atleti lgbt+ a Tokyo. Secondo Alice l’amore lesbico è più accettato dalla nostra società e più facile da dichiarare pubblicamente: “Ancora di più nello sport, dove, come dicevo, l’uomo deve sempre essere muscoloso, forte, fare paura”. La judoka crede che sia arrivato il momento di approvare una legge contro l’omofobia in Italia ed è a favore del ddl Zan: “È un provvedimento sacrosanto. Istituire il reato di discriminazione omofoba sarebbe un deterrente contro l’arretratezza che ancora si annida in angoli del nostro Paese”.

L’intervista completa del nostro inviato a Tokyo Cosimo Cito su Repubblica




Quando si dice la sportività…

Nel contorno della entusiasmante vittoria dell’Italia agli europei vi è un aspetto che mi ha colpito, l’atteggiamento diffuso nell’opinione pubblica e nei mezzi d’informazione teso a dimostrare che gli inglesi in fondo non siano così sportivi come dicono di essere. L’argomento andrebbe liquidato dicendo che è difficile generalizzare visto che da un lato gli Inglesi sono stati la patria del tifo violento e dall’altra che nei loro stadi da anni non c’é bisogno né di reti di protezione e né di fossati fra pubblico e giocatori, cosa impensabile in Italia. Uno degli argomenti portati a sostegno della tesi è stato il comportamento dei giocatori inglesi che si sono levati la medaglia del secondo posto dal collo come se questo fosse un comportamento mai visto. Purtroppo da una decina d’anni a questa parte è diventata quasi un’abitudine, chi perde la finale non fa nulla per nascondere il disappunto ed il levarsi la medaglia dal collo appena dopo averla ricevuta è un gesto che abbiamo visto tante volte. Nella finale europea del 2016 molti francesi sconfitti in modo imprevedibile dal Portogallo si levarono la medaglia dal collo, lo stesso fecero alcuni croati nel 2018 quando persero contro la Francia e lo stesso fecero molti olandesi dopo la finale del 2010 mondiale persa contro gli spagnoli e si potrebbe continuare. Subire una sconfitta riconoscendo la superiorità dell’avversario o vincere senza denigrarlo non è semplice va contro il nostro DNA di ex cacciatori della savana. La sportività implica un certo controllo delle emozioni che difficilmente si ha da giovane ed è certamente una conquista culturale ed un indice del livello di civiltà di una società, non a caso lo sport nell’antichità venne inventato dai Greci insieme alla scienza ed alla democrazia.




Si sono conclusi i campionati nazionali di Atletica, grande esperienza per gli atleti foggiani

Si conclude l’avventura dell’UsFoggia ai Campionati Italiani under18 di Rieti.
Due Finali centrate con due ottimi Sesti posti per Michele Dicarlo nel salto con l’asta con la misura di 4.10m e Daniele Arcidiacono nei 110hs con il PB di 14″61.
Finale B nei 110hs per Carlo Stratagemma. Tutti e tre i finalisti protagonisti con Alessandro Danza anche nelle serie della 4×100 dove hanno centrato un ottimo PB con 44″50. Bene anche Giulia Berardi settima nella sua serie nei 3000m e Carlo Cerri che si è ben comportato al suo esordio ad un Campionato Italiano lanciando il martello a 42.42m. Non è andata bene per i due talenti Foggiani della velocità Alessandro Danza e Letizia Bruno incappati in una giornata no. Come sempre per tutti atleti e tecnici un’esperienza da ricordare che servirà per la crescita di tutti.




Torniamo a Wembley, non svegliateci!

Ci siamo riusciti, siamo passati.
Abbiamo battuto forse la squadra più forte dell’intero Europeo, zittendo tutti quei rosiconi che non avrebbero scommesso un euro sul nostro gruppo.
Abbiamo giocato una partita perfetta sotto l’aspetto tecnico, tattico ma soprattutto emotivo. Un rigore dubbio ci ha fatto tremare ma forse è meglio così: soffrire, urlare, tenerci stretti con sconosciuti e col fiato sospeso fino al 95esimo sono sensazioni che non si dimenticano.
La Nazionale riesce nell’impresa di fare unire un popolo intero come nessun’altra cosa. Quello “stupido” sport, forse, tanto inutile non è.
E andiamo oltre l’immortalità e perfezione del nostro muro difensivo, dei nostri Bonucci e Chiellini. Due leggende che hanno retto di tutto, annullando completamente Lukaku, caricando e motivando ogni singolo compagno. Andiamo oltre le mani di Donnarumma, il tiro a giro di Insigne, l’intelligenza tattica di Jorginho e la voglia matta di vincere di Chiesa.
Oltre c’è tutt’Italia che, ieri, tremava e s’abbracciava. Bambini, adulti e anziani erano un unico coro.
Ieri tutt’Italia s’emozionava e sognava. Non erano solo brividi lungo la schiena, erano lacrime che scendevano in ricordo di “notti magiche” che sono finalmente tornate. Tornate per noi, per loro, per tutti.
Adesso ci aspetta un’altra battaglia contro coloro che, negli ultimi anni, troppo spesso ci hanno fatto male. E allora: Forza Azzurri, Forza Italia! Torniamo a cantare con orgoglio l’inno al Wembley, senza mai smettere di sognare.




Voliamo a Monaco senza mai smettere di sognare!

Tra pochi attimi comincia la partita e mi accorgo che è cambiato tutto, si gioca per sopravvivere e non si può sbagliare.
È cambiato tutto, cresce la posta, sale l’attenzione.
È cambiato tutto, non c’è più l’abbraccio dell’Olimpico, il calore di casa. Chi arriva a Londra vive in una bolla che porta tristemente indietro nella memoria.
È cambiato tutto, bisogna sapere adattarsi per restare sé stessi.
È cambiato tutto, siamo nel tempio del calcio inglese: siamo al Wembley.
Dai primi istanti cominciamo a capire che si dovrà soffrire, che gli austriaci ci metteranno anima e cuore per regalarsi una notte da sogno. Passano i primi 90 minuti col risultato invariato e con la gioia austriaca smorzata solamente dal VAR che sì, ci salva da un tremendo epilogo. Prima dei supplementari scende, sul prato verde, il nostro capitano, Giorgio Chiellini, che prova a suonare un po’ di carica ai suoi compagni, prendendoli uno ad uno. Carica che si trasforma in grinta e voglia di andarsi a prendere la vittoria a tutti i costi. La notte di Londra è nel segno di Federico Chiesa, il figlio d’arte, e Matteo Pessina, il ragazzo d’oro, senza che il loro 1-2 potesse in qualche in modo intaccare la nostra serata. Una serata sofferta da squadra, una serata che unisce un’intera nazione, una serata che ci permette di andare a cantare con orgoglio il nostro inno a Monaco con la speranza di rivedere tanti abbracci.
Abbracci come quello tra Mancini e Vialli, che avevano qualcosa da riprendersi al Wembley e che ci hanno fatto venire inevitabilmente più di qualche brivido lungo la schiena.
E adesso chiudiamo le valigie e voliamo in quel di Monaco, senza mai smettere di sognare.




L’Italia saluta Roma: direzione Wembley!

Primi nel girone.
30 risultati utili consecutivi, 2700 minuti da imbattuti.
11 vittorie consecutive.
32 gol segnati nelle ultime 11 partite.
0 gol subiti nelle ultime 11 gare.
Non siamo banali, però. Non soffermiamoci a questi numeri straordinari che già descrivebbero perfettamente la nostra Nazionale. E allora pensiamo all’entusiasmo che questi ragazzi hanno portato nelle nostre case, nelle nostre città e strade, al loro attaccamento alla maglia, alla loro emozione dopo ogni gol, all’importanza del gruppo più di ogni altro singolo e alla loro voglia, a volte sembrar quasi infinita, di dover vincere perché in debito nei confronti di noi tifosi regalandoci riscatti da quel maledetto e, sì, indimenticabile 2018 che ci vide fuori dai mondiali.
Ieri la nostra Italia ha salutato Roma, un viaggio emozionalmente irripetibile tra le mura di casa, che ha finalmente i suoi padroni, i tifosi, che ci proietta nell’andare in giro per l’Europa, direzione Wembley, senza mai cessare di sognare.
Giampiero Boniperti un giorno disse: “Vincere non è importante, ma è l’unica cosa che conta”. È lui ad indicarci il cammino, al nostro fantastico gruppo spetta il compito di seguirlo per regalarci e regalarsi notti magiche.




Un’Italia che torna ad emozionarci!

Dopo la vittoria con la Turchia è cresciuto un graduale e poi sempre più forte entusiasmo.
Presi dall’emozione non abbiamo esitato a paragonare questo gruppo a quello delle “Notti Magiche” o a quello del 2006, nell’anno in cui ci consacrammo, per la quarta volta nella storia, campioni del mondo.
Ieri, però, contro la Svizzera dovevamo iniziare realmente a capire chi fossimo. Servivano nuove certezze, nuovi stimoli per continuare il nostro cammino perché siamo all’inizio della corsa e non al traguardo.
Uno stadio finalmente con la sua cornice un po’ mista, un po’ azzurra e un po’ rossa. Uno stadio colmo di tifosi pronti a divertirsi e cantare. E poi brividi lungo la schiena all’inno. La ferocia, la grinta e la voglia di vincere nell’urlo liberatorio prima del fischio di inizio.
Un match combattuto alle prime battute, una Svizzera che tenta di fare la partita mentre noi iniziamo a prendere le misure.
Al 19esimo la mette in porta Giorgio Chiellini prima che il gol venga annullato per fallo di mano e che, quindi, il VAR smorzasse un indimenticabile esultanza. Proprio il nostro capitano che, dopo neanche 5 minuti, è costretto a uscire dal campo consegnando la fascia al suo compagno di mille avventure, Leonardo Bonucci, con la speranza che sia solamente un brutto spavento: dalla gioia al dolore.
Questa notte però è nel segno di una stella che, probabilmente, senza il posticipo degli Europei al 2021 neanche vi avrebbe preso parte. È Manuel Locatelli a regalarci due perle, a illuminare Roma e a far diventare, quella di ieri, una serata memorabile per lui, per noi, per tutti, prima che Ciro Immobile ci mandi in estasi con l’ennesimo tris azzurro.
29 risultati utili consecutivi, 10 vittorie consecutive senza subire reti, un Paese che torna a riveder le stelle, una Nazionale che torna a regalare emozioni, un gruppo che ci addentra agli ottavi di finale.
Stiamo vivendo un sogno e, vi prego, non svegliateci.




XV^ Edizione del Memorial Colella

Mercoledì 16 giugno al Mondelli-Colella in scena il meeting di atletica in ricordo del Caro Prof Gino. Si ritorna dopo qualche anno ad una versione Nazionale del meeting. Un programma gare, ridotto per via della pista oramai ridotta malissimo e che aspetta di essere ristrutturata, che vedrà come partecipanti alcuni dei migliori atleti del panorama nazionale. La gara del salto con l’asta sicuramente una delle più attese con Luigi Robert Colella Atletica Riccardi e Francesca Semeraro alteratletica Locorotondo. Nel giavellotto presente Paolo Puppo Giovani atleti Bari recentemente Bronzo ai campionati italiani junior di Grosseto. Grande gara di lancio del peso Uomini con 2 atleti di livello nazionale Andrea Caiaffa Fiamme Oro Padova e Vincenzo D’Agostino AVIS Barletta. Nel lancio del peso allieve l’astro nascente Anna Musci alteratletica Locorotondo già campionessa italiana indoor e outdoor. Una bella gara di 1500 metri donne arricchita dalla presenza di Alessia Muciaccia fresca dell’argento conquistato ai Campionati italiani junior promesse di Grosseto.Nei 100 m vedremo in pista per L’Usfoggia i Foggiani Letizia Bruno e Alessandro Danza giovanissime promesse della velocità a livello nazionale. Gara di salto in alto uomini scoppiettante con Davide lorusso AVIS Barletta classe 2002 con PB di 2.10 e l’inossidabile Alessandro Laurano Exprivia Molfetta 2.13 di PB che torna a saltare sulla pedana dove per alcuni anni si è allenato.Tre i trofei in palio durante la manifestazione:Il Trofeo Luigi Colella per il vincitore della gara di salto con l’asta maschile.Il Trofeo Antonio Mazzilli per ricordare la recente scomparsa del Caro Professore-Allenatore, per il vincitore della gara dei 100m uomini. Il Trofeo Luigi Aurelio per ricordare il tecnico amico di tutti scomparso diversi anni fa, per la vincitrice dei 100m femminili.




Quarto posto per la società di atletica di Foggia

Si è svolta ieri a Bari la finale regionale dei campionati di società cadetti e cadette (14-15 anni) e si piazzano al quarto posto sia la società maschile sia quella femminile, con ottimi risultati individuali. La migliore Società Pugliese che ha presentato la squadra sia al maschile che al femminile. Al maschile, si mettono in mostra: Adolfo Colasanto, che vince la gara di salto in alto col personale di 1.87 m e vince anche la gara di salto con l’asta (2.70 m); Enrico Palmisano, che vince la gara di 300 hs (43”04) e si migliora anche nei 100 hs (15”28); Giosuè Solazzo, che si migliora sia nel salto triplo (11.42 m) sia nel salto in lungo (5.28 m); si migliorano anche Federico Villani nel salto triplo (9.62 m), Davide Losito nel lancio del disco (23.83 m), Lorenzo Demontis nel lancio del peso (7.92 m), Fabrizio Mariani nel lancio del giavellotto (26.29 m), Pierluigi D’Ambrosio nei 300 hs (51”54).Al femminile, si mettono in mostra: Martina Lukaszek, che vince la gara di lancio del disco con 34.97 m e arriva seconda nel lancio del peso con 9.80 m; Sara Tigre, che vince la gara di salto con l’asta con 2.65 m; Sara Di Mola, che vince la gara di salto in alto col personale di 1.53 m; Valeria Cupaiolo, che si migliora sia nel salto con l’asta (2.20 m) sia nei 300 metri (45”60); Gisella Di Leo, che si migliora sia negli 80 hs (14”76) sia nei 300 hs (52”62); si migliorano anche Noemi Federici negli 80 metri (11”83), Giorgia Gramazio nei 1000 metri (3’47”95), Benedetta Colotti nel salto in lungo (3.57 m). Il lavoro dei nostri Tecnici continua in vista dei prossimi appuntamenti….