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Greenwashing, la “soluzione” della Cop26

Quante volte ci capita di ascoltare pubblicità mirate a riscattare l’immagine di un’azienda sotto il profilo dell’impatto ambientale? Con questa strategia, le imprese ci forniscono un’immagine inverosimile del loro operato sulla questione ambientale, distogliendo la nostra attenzione dagli effetti negativi delle loro produzioni.

Per porre fine in maniera parziale alla problematica dell’inquinamento, le aziende hanno trovato una “soluzione”, quella di piantare alberi, finanziare impianti ad energia rinnovabile o acquistare sul mercato certificati di crediti di carbonio. Bisogna specificare che questi limiti sono imposti solo in alcuni paesi, fra cui l’UE, che richiede 60€ per ogni tonnellata di CO2.

Scontato dire quanto sia inefficace questo metodo, infatti queste restrizioni non stanno scoraggiando le multinazionali ad inquinare di meno, ma bensì stanno portando, nei migliori dei casi, a compensare i danni irreversibili da loro creati, piantando un insignificante quantitativo di alberi.

Per rendere realmente utili queste campagne bisognerebbe ricoprire interamente di alberi oltre 1,6 miliardi di ettari, oppure bloccare subito la deforestazione, senza entrare in questo circolo vizioso di pulizia del nostro stesso inquinamento. Basterebbe riflettere per capire che questa continua ricerca di un equilibrio non può funzionare, in quanto i terreni riforestati hanno bisogno di 30 anni per essere completamente efficienti, anche se non potranno mai prendere il posto degli alberi secolari presenti nelle nostre foreste pluviali.

È stato stabilito col termine della Cop26 lo stop alla deforestazione entro il 2030, un periodo talmente ampio da poter consentire al presidente brasiliano Jair Bolsonaro di abbattere oltre 8,4 miliardi di alberi, una perdita che segnerebbe in maniera indelebile la foresta più grande al mondo.




Italia: leader nell’industria del riciclo

Secondo i dati Eurostat l’Italia è leader nell’industria del riciclo in tutto il mondo con un recupero dei rifiuti di circa il 79%, il doppio rispetto alla media europea. Ciò è emerso in occasione della Giornata mondiale del riciclo a seguito del comunicato congiunto fra alcune associazioni del settore.

Ogni anno le imprese di tale categoria garantiscono il riciclo di 6,6 milioni di tonnellate di carta, con l’auspicio che attraverso i corposi investimenti del Recovery Plan questi numeri possano crescere in modo esponenziale.

Tali dati ci rendono sempre più vicini al raggiungimento del nuovo obiettivo europeo previsto per il 2025: il 50% del riciclo effettivo degli imballaggi in plastica immessi sul mercato. Tale conseguimento ci porterebbe ad un incremento al 2030 del 400% di riciclato da post consumo.




Deforestazione, ecco i nuovi obiettivi per il 2030

Ogni anno è stimata una perdita di circa 13 milioni di ettari di foresta. Di questo passo entro il 2050, oltre 230 milioni di ettari di foresta, pari all’intere aree forestali di 4 paesi messe insieme, scompariranno dal nostra pianeta.

Era stato proposto dal WWF di raggiungere entro il 2020 un Obiettivo Zero di deforestazione e di degrado forestale, grazie alla creazione di un rapporto di alleanza tra politici e imprese, che doveva diventare un punto di riferimento innovativo per evitare pericolosi cambiamenti climatici e ridurre la perdita di biodiversità.

Portare a termine un programma del genere creerebbe una svolta nella vita di tutti in quanto, rinaturare almeno 350 milioni di ettari di foreste entro il 2030 potrebbe generare un beneficio economico di circa 140 miliardi di euro l’anno, senza considerare i vantaggi per quanto riguarda la mitigazione dei cambiamenti climatici grazie al raccoglimento da parte delle piante di 5 miliardi di tonnellate di CO2.

Per raggiungere un obiettivo “deforestazione 0” sarà necessario ridurre ai minimi la perdita forestale, infatti piantare nuove tipologie di piante legnose non rappresenta una compensazione della perdita di foresta originaria.




Biden, stanziati 300 miliardi per la mobilità sostenibile

Joe Biden, il 46esimo presidente degli Stati Uniti, ha stanziato nel suo programma elettorale, 300 miliardi di dollari nell’ambito tecnologico, ponendo l’auto elettrica al primo posto.

Con questi fondi prevede che entro il 2030 gli USA possano essere attraversati completamente da autovetture sostenibili. Il progetto richiederà l’installazione di almeno mezzo milione di colonnine di ricarica.

Negli Stati Uniti vengono immatricolate ogni anno circa 270 milioni di auto, una cifra spropositata se si pensa che solo quest’anno Tesla ha prodotto la sua milionesima auto.

I soldi destinati al progetto infatti serviranno a fornire sostegno ai privati per l’acquisto di mezzi sostenibili e per la conversione dell’intera flotta di scuola bus del paese all’elettrico.