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Da fantascienza a realtà

Si parla spesso di piccoli gesti quotidiani che potrebbero migliorare l’ambiente in cui viviamo e con esso anche il clima, ma avete mai pensato più in grande, ai limiti della fantascienza?

La geoingegneria l’ha fatto, dopo innumerevoli esperimenti, la Cina ha dimostrato di saper modificare a proprio piacimento il clima. In occasione del Centenario del Partito Comunista il governo cinese ha fatto piovere su Pechino con un processo di inseminazione delle nuvole, mirato a ridurre il livello dell’inquinante atmosferico, che ha consentito di avere un cielo sereno per tutta la giornata.

Questo avvenimento è solo l’inizio di un percorso che presto diventerà normalità. A provarlo è stata la circolare per lo “sviluppo di qualità delle modifiche del clima” del Consiglio di Stato del paese più inquinato al mondo.

Il progetto punta a limitare i danni all’agricoltura causati dal maltempo o dalla siccità tramite il cloud seeding. Questa tecnica consiste nella diffusione nelle nubi di sostanze chimiche con l’utilizzo di aerei, razzi o cannoni antiaerei, mezzi finalmente utilizzati per una giusta causa.




Verso il punto di non ritorno

Sono ormai decenni che la temperatura media della Terra continua ad aumentare, ma a preoccupare è il nuovo aggiornamento climatico della World meteorological organization (Wmo), dal quale emerge una possibilità del 40% di un incremento di +1,5° C nei prossimi 5 anni.

Il Gruppo intergovernativo di esperti sui cambiamenti climatici (IPCC) delle Nazioni Unite ha dichiarato che un tale aumento ci condurrebbe al raggiungimento di un punto critico con rischi di siccità estrema, incendi, inondazioni e carenza di cibo.

L’accordo sul clima di Parigi specifica che l’incremento della temperatura globale si debba mantenere al di sotto di 1,5 gradi. Per ora le probabilità che un anno tra il 2021 e il 2025 diventi il più caldo mai registrato sono del 90%, sperando che queste statistiche possano far accelerare la lotta contro il cambiamento climatico.




Gli obiettivi del pianeta per il raggiungimento della neutralità climatica

È stato finalmente raggiunto dalla Commissione europea un accordo provvisorio riguardante la proposta di legge presentata numerosi mesi a dietro per il raggiungimento della neutralità climatica entro il 2050. Si tratta di una riduzione delle emissioni nette di CO2 del 55%, rispetto a quelle del 1990, entro il 2030.

L’intesa fra il Parlamento europeo e gli stati membri è stata raggiunta in occasione del vertice USA sul clima, al quale hanno preso parte 40 capi di Stato fra cui 17 quelli responsabili dell’80% di tutte le emissioni nocive. Ricordiamo però che non solo l’UE si sta mobilitando ponendosi degli obiettivi per raggiungere la neutralità climatica. Come detto nel summit anche Cina e Stati Uniti, le due superpotenze globali e di conseguenza i maggiori responsabili dell’inquinamento da CO2 stanno cooperando per combattere questa problematica. Il Presidente cinese, Xi Jinping ha confermato l’obiettivo del Paese i raggiungere zero emissioni entro il 2060, mentre Biden si è proposto l’obiettivo di dimezzare le emissioni di CO2, rispetto al 2005, entro il 2030.




L’eolico, il nuovo alleato dell’Italia contro il cambiamento climatico

Ultimamente l’Italia sta scegliendo i propri alleati per far fronte al fenomeno del cambiamento climatico e, fra questi c’è proprio l’eolico, un settore in grado di sostenere il Paese dal punto di vista economico ed occupazionale, migliorandone gli aspetti sociali.

Nel dettaglio se si installassero gli impianti eolici previsti dal Pniec (Piano nazionale integrato di energia e clima), ci sarebbe un incremento dell’occupazione con 67.200 posti di lavoro, collocati maggiormente nel Meridione.

Ogni anno, ha dichiarato l’Anev (Associazione nazionale energia del vento), che questo settore crea un flusso monetario di circa 3,5 miliardi di euro, senza considerare la crescita a livello occupazionale, che ad oggi ammonta a oltre 27.000 addetti.

Un recente studio ha inoltre dimostrato che nel 2019 è stata prodotta energia sufficiente a soddisfare il fabbisogno energetico di 20 milioni di persone, risparmiando così 12 milioni di tonnellate di emissioni di CO2, l’equivalente di 25 milioni barili di petrolio.