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Il consumismo che distruggerà il pianeta

Viviamo in un mondo di consumismo, con il constante desiderio di soddisfare bisogni futili indotti dalla pressione della pubblicità e da fenomeni d’imitazione sociale.

Questa prassi compulsiva rappresenta uno dei principali nemici dell’ambiente dato che, dopo il primo impatto che ci induce all’acquisto di un prodotto ci accorgiamo che ormai quel bene è superato, inutilizzato o non più alla moda, facendo di esso un rifiuto a tutti gli effetti.

Prendiamo in considerazione lo smartphone che, negli Stati Uniti viene cambiato in media ogni 26 mesi. Ciò vuol dire che mediamente ogni giorno negli USA circa 450mila persone buttano il loro cellulare per prenderne uno nuovo.

Un cellulare contiene in media 11 g di ferro, 95 di plastica, 250 mg di argento, 24 mg di oro, 9 mg di palladio, 9 g di rame e 3,5 g di cobalto, 70/80 grammi di materiali più o meno preziosi, tra cui almeno 1 g di terre rare.

Pensate che dall’uscita del primo iPhone ad oggi sono stati scavati oltre 210 milioni tonnellate di roccia per la sola produzione di smartphone. Inoltre, ogni anno un italiano contribuisce con quasi 9 tonnellate di emissioni di CO2 con il solo utilizzo dei dati mobili.

È necessario sensibilizzare la popolazione riguardo questo fenomeno, presente non solo nel mercato degli smartphone, ma in tutto quello che ci circonda, in particolar modo nel settore della moda.

Per diminuire il consumismo bisognerebbe chiedersi se ciò che stiamo comprando è veramente necessario quanto pensiamo, facendo attenzione a non farci illudere dalle pubblicità.