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Terremoto in Comune, mazzette per appalti.

Bufera al Comune di Foggia, per l’ennesima volta siamo di fronte ad una storia di tangenti versate per appalti edili pubblici.

Oggetto dell’indagine è la scoperta di un giro di tangenti all’interno del Comune, richieste da dei dipendenti comunali ad alcuni imprenditori foggiani, tra cui spicca il nome del noto costruttore Lello Zammarano, al centro della bufera ci sono i futuri locali del Tribunale, in piazza Padre Pio.

Lo stabile della Coim è stato edificato sul terreno di vecchia proprietà del Comune, all’interno dell’edificio avrebbero dovuto avere sede il Tribunale di Lucera e le sedi distaccate di Rodi Garganico e Apricena. Il contratto stipulato prevede per sei anni la corresponsione da parte del Comune dell’ammontare annuo di 773.430 € (IVA a parte), per una cifra complessiva, dunque, di 4.640.580 € e il definitivo acquisto dell’intero complesso per 17 milioni di euro! Denaro pubblico che ancora una volta viene usato e abusato con disinvoltura da amministrazioni corrotte e marce che chiedono sacrifici ai loro cittadini.

I protagonisti di questa storia sono Fernando Biagini, 52 anni dirigente ai lavori pubblici del Comune di Foggia, Massimo Laccetti, 43 anni consigliere comunale di maggioranza, e Adriano Bruno, 46 anni imprenditore, rei di aver costretto Lello Zammarano, imprenditore edile locale, a versare 80.000 € in contanti per concludere il contratto per l’immobile. Inoltre, i tre avrebbero costretto l’imprenditore a consegnare loro la somma di 20.000 € in contanti al fine di sbloccare l’istanza presentata per ottenere l’autorizzazione a realizzare parcheggi su area comunale adiacente all’edificio.

Durante le indagini, la Squadra Mobile di Foggia, ha raccolto elementi e indizi che si basano su alcune dichiarazioni di persone informate sui fatti e da materiale relativo ad intercettazioni delle conversazioni intervenute tra Biagini e Laccetti.

Da altre intercettazioni è emerso che non si tratterebbe di un caso isolato, gli indagati avrebbero, infatti, in precedenza già richiesto tangenti ad altri imprenditori i quali con ogni probabilità hanno ceduto al “pubblico” ricatto.

Il procuratore capo Leonardo Leone de Castris ha dichiarato che: “Pur con tutte le cautele e le garanzie connesse alla presunzione di innocenza degli indagati, che vale fino a sentenza definitiva, si rileva come la Procura di Foggia attribuisca eccezionale valenza indiziante al quadro sopradetto, e in particolare al contenuto delle conversazioni intercettate, che sembrano dipingere uno scenario per il quale, per lo meno in periodi recenti, l’aggiudicazione di appalti con l’amministrazione comunale, riguardanti il servizio dei Lavori Pubblici, abbia dovuto soggiacere al pagamento di tangenti in forma sistematica”.

La Procura ora approfondirà quali altri imprenditori siano stati costretti al pagamento delle tangenti per poter lavorare nella pubblica edilizia.