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Better Call Saul: Degno erede di un capolavoro?

In queste settimane ero venuto a conoscenza che Better Call Saul: serie tv prequel della pluripremiata e acclamata Breaking Bad, stava giungendo alla sua fine.

Breaking Bad è la mia serie tv preferita, ma non avevo mai deciso di approfondire vedendo Better Call Saul. Avevo paura che non fosse alla sua altezza, anche a causa delle mie aspettative troppo alte.

Decisi di iniziare e vederla solo e soltanto quando la sua trasmissione sarebbe terminata e tutta la serie tv sarebbe stata completa.

Difatti non avevo fretta. Essendo essa un prequel. Cos’è un prequel? Una storia ambientata prima di un’altra storia.

Senza fare spoiler: Better Call Saul riprende i personaggi già conosciuti in Breaking Bad, esplorandone la psicologia e il passato.

Jimmy Mcgill è un aspirante avvocato che cerca di fare carriera seguendo le brillanti orme di suo fratello Chuck, il quale è molto più rispettato di lui.

Mike Ehrmantrauth invece è un ex poliziotto con un passato oscuro che cerca di dimenticare. Con dei rimorsi che prova a mitigare ma che sembrano tornare a bussare incessantemente alla sua porta.

La serie tv mostra l’ascesa, o meglio la discesa, dei protagonisti che, pur di ottenere ciò che vogliono, finisco per incamminarsi verso una via insipida e sporca che man mano porterà la loro moralità a vacillare.

La storia raccontata magistralmente da Vince Gilligan e Peter Gould è il contrario di ciò che l’industria propina.

Questa non è la storia di una rivalsa. È la storia di come chiunque se messo nelle giuste condizioni può diventare un egoista opportunista che insegue il denaro ed è disposto a tutto pur di preservare i propri interessi.

Se Breaking Bad racconta di come un uomo retto con una vita monotona usa un pretesto per mostrare quella che è sempre stata la sua vera natura, Better Call Saul è più complesso di così.

Tratta di una persona che cerca di dimostrare di essere migliore di ciò che gli altri pensano lui sia, ma è proprio quando cerca di dimostrare di esserlo che, senza accorgersene, diventa proprio ciò che professa di non essere.

La genialità della serie sta nel farti cambiare l’ottica di quella precedente, senza sminuirla o snaturarla, e facendole comunque sentire due pulsanti anime distinte e separate, che però si completano a vicenda.

Due storie che si intrecciano tramite una catena di eventi generati da una cascata di conseguenze e reazioni ad azioni. Compiute lungo tutto il racconto da dei personaggi che, nonostante le loro continue cattive azioni, noi spettatori continuiamo a tifare e giustificare. Cadendo insieme a loro in una spirale di ipocrisia dalle quale anche noi non riusciamo ad uscirne.

Questa non è di certo una serie per tutti. Tratta argomenti molto adulti e si fa prendere molto seriamente. Senza tuttavia essere didascalica.

Better Call Saul risulta una delle storie più ben scritte di questi tempi. Un unicum del suo genere. Da una fotografia e una regia magnifica ed impeccabile che sicuramente può competere con dei colossal cinematografici. Sperando l’anno prossimo gli varrà almeno qualche Emmy Awards.

Se considerate Breaking Bad la migliore serie tv di sempre, non potete non guardare quest’altro progetto seriale che, fra qualche tempo, sarà ricordato e preso come modello a cui aspirare e da cui apprendere.