X-Men, l’Apocalisse dell’inutilità

Ad oggi, innovare e inventare qualcosa di nuovo è difficile, spesso è facile cadere nella banalità, e X-Men: Apocalisse non riesce a distaccarsi dai clichè americani, una pellicola che dopo Giorni di un futuro passato poteva offrire di più, una pellicola che palesemente non trova utilità nella timeline della saga, un film che risulta essere una evidente operazione commerciale, trama banale e ricca di stereotipi, dialoghi già visti e senza profondità morale(che nel predecessore invece erano ben presenti), finale che non porta a nulla di concreto o perlomeno non si collega alle altre timeline con eventi che possono sconvolgere l’universo della saga; sinceramente Apocalisse non trova alcun senso se visto nell’ottica della saga, i prequel X-Men: l’inizio e X-Men: Giorni di un futuro passato, erano ben’altra cosa, si collegavano sapientemente alla trilogia originale senza creare buchi nella trama, erano i prequel perfetti, riuscivano a creare senso logico tra le due timeline; tuttavia questo ultimo capitolo della saga non è brutto, non è quella pellicola che ti disgusta solo al guardarlo, è semplicemente quella che nel gergo si definisce “Americanata”, ossia una storia priva di profondità  che mira solo a stupire il pubblico con abbondanti effetti speciali, questo film è bello se visto individualmente, cioè separato dalle altre pellicole della saga, perchè se lo volessimo accostare al resto della trilogia, troveremmo non solo incogruenze ma ci renderemmo conto di una vera e propria inutiità di questa pellicola.

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