Inchiesta di BuzzFeed sul M5S “Disinformazione e svolta putiniana”

BuzzFeed, importante e famoso sito americano d’informazione, ha recentemente pubblicato un articolo sul Movimento 5 stelle, divenuto negli ultimi anni un vero e proprio protagonista del panorama politico italiano; l’oggetto dell’inchiesta? Una affermata e diffusa disinformazione perpetrata dagli esponenti del partito attraverso blog, siti, forum e social network, in realtà non si parla di uno scoop, ne tantomeno di una novità, difatti gli oppositori del movimento affermavano già da tempo come le informazioni diffuse dai grillini fossero per la maggior parte false, ovviamente se tutto ciò rimane nel contesto politico italiano, non nuovo a casi di questo genere, la notizia rimane circoscritta a pochi ambienti e ne viene messa in dubbio la veridicità, ma  quando a parlarne è un portale d’informazione straniero, BuzzFeed (una vera e propria istituzione nel campo), allora il discorso cambia, perché non ci si chiede più se la notizia sia falsa o meno in quanto questa volta ad affermarlo è una parte neutrale ed estranea al contesto.

A far  più discutere però è un altro particolare su cui il sito ha rivolto particolare attenzione, la crescente svolta Putiniana che il movimento tende ad assumere, non sono pochi i racconti degli inviati del movimento in Russia, elogiando l’atteggiamento politico dello zar; BuzzFeed racconta anche di come negli ultimi anni il movimento abbia cambiato il suo pensiero riguardo a numerose questioni russe, in particolare la Crimea, ove avevano criticato l’Unione Europea per il suo scarso intervento sulla situazione.

Un partito, il M5S, apertamente dichiarato populista, nulla di male, anzi, abbiamo visto come ultimamente questa tendenza politica si stia sempre di più affermando nel mondo, partendo specialmente da Trump; viviamo tempi strani, di benessere ma anche di malessere, e parlare alle masse divulgando ciò che le masse vogliono sentirsi divulgare è oggi un ottimo sistema per accumulare consensi, ma alle masse bisogna dire il vero, bisogna divulgare ciò che è la realtà dei fatti, con un pizzico di propaganda, quella se non eccessiva non guasta mai, ma se si sfrutta il populismo diffondendo false notizie c’è il rischio di una bolla mediatica; il referendum del prossimo 4 dicembre ci dirà quanto il popolo italiano crede al movimento, che seguendo quanto detto dal portale americano, potrebbe benissimo aver creato disinformazione sulla riforma costituzionale.

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