
La riforma scolastica, in fase di concretizzazione in questo e nel prossimo anno scolastico, ha creato molte discussioni tra coloro che per primi ne sono interessati, quali docenti, studenti e dirigenti scolastici e ancora oggi crea dibattiti e opinioni sulla sua applicazione. In molti si chiedono quali possano essere le conseguenze dei molteplici provvedimenti che riguardano la riforma, quali l’attuazione di progetti riguardanti l’alternanza scuola-lavoro oppure la recentissima riforma degli esami di stato. A tal proposito il Sottosopra propone questa breve intervista a una figura molto importante dal punto di vista scolastico di questo territorio, ovvero il Provveditore agli Studi di Foggia, Maria Aida Episcopo.
Cosa ne pensa della riforma sugli esami di cui si è discusso nella cronaca dell’ultimo mese? Un suo parere personale.
Relativamente agli Esami di Stato, che andranno a regime l’a.s. 2017/18, sarà necessario leggere con attenzione il Decreto applicativo e poi pronunciarsi con più convinzione. In linea di principio vedo favorevolmente la riduzione delle prove scritte e una maggiore “personalizzazione” del colloquio, partendo dalle esperienze stagistiche e/o di alternanza. Sono alquanto favorevole anche all’esercitazione linguistica nazionale, pare da espletarsi nel periodo invernale, senza interferenze su ammissioni e votazioni d’Esame.
I percorsi di alternanza che sono stati introdotti nel corso di studi superiore in ogni istituto italiano sono vantaggiosi per gli studenti del meridione, più dettagliatamente del nostro territorio, oppure presentano degli svantaggi?
I percorsi assistiti di ASL, prima facoltativi, erano previsti già in numerosi testi normativi tra cui il Dlgs 77/2005. La Legge 107/2015 li estende a tutte le scuole come obbligo ordinamentale (400 o 200 ore nel triennio conclusivo, distinguendo l’impegno orario tra Licei e Tecnici/Professionali). Per molti indirizzi di studio il Meridione d’Italia, purtroppo, offre opzioni molto ridotte rispetto ai poli industriali e alle città commerciali o con massicci nuclei associativi e cooperativi. Ritengo, infatti, che 400 ore nell’ultimo triennio siano eccessive e che il pacchetto di ASL vada ridimensionato nelle zone più povere di innesti imprenditoriali e filiere lavorative.
Pensa che gli istituti del nostro territorio sapranno adattarsi, dal punto di vista sia organizzativo che didattico, alla riforma? E con quali conseguenze?
Gli Istituti del nostro Territorio presentano Know-how di assoluto rilievo e attestano potenzialità culturali, organizzative, progettuali e creative tali da poter competere a testa alta con le scuole nazionali. Anzi, nonostante la carenza di strutture presso cui vivere esperienze scolastiche pre-lavorative, le nostre scuole formano eccellenze, sfoggiano originalità di percorsi e conquistano risultati lusinghieri nei certamina e concorsi nazionali. Ce la faremo, quindi, … anche remando contro vento in qualche fase del percorso riformistico in atto aspettando, fiduciosi, gli attesi “tagliandi” del Ministero.
E’ meglio la terza prova d’esame, il famosissimo “quizzone”, oppure la presentazione della tesina riguardante il percorso di alternanza?
Credo che il “quizzone” abbia fatto il suo tempo anche perché statisticamente ha prodotto profitti al ribasso più delle altre due prove scritte. Era un affaticamento in più dopo ben 5 anni di verifiche sistematiche in ogni ambito disciplinare. Parlare delle proprie esperienze sul campo sarà più naturale che apporre crocette o limitarsi a risposte con parole contate.
Nell’esercizio della sua carica di provveditore quale sono le sue aspettative future, o comunque i suoi obiettivi?
L’obiettivo è consolidare le reti istituzionali e moltiplicare le collaborazione tra gli addetti ai lavori, con un occhio sempre attento alle dinamiche giovanili e alla partecipazione delle famiglie. Mi piacerebbe, con il cuore, assistere a maggiori gratificazioni per tutti: per studenti, docenti, dirigenti e personale Ata!
Quella della dottoressa Episcopo è quindi una visione senz’altro positiva della realtà scolastica e della riforma, è quindi compito degli studenti dimostrare che tale visione non è utopica, bensì concreta e dare finalmente risalto al meridione e più precisamente al territorio Dauno.