Intimidazione a Federico Gentile: quando la mafia tocca anche lo sport

Immaginate di star dormendo, all’1:45 in piena notte. Siete in casa con vostra moglie e i vostri due piccoli figli e venite svegliati da un odore fastidioso e dal fumo che avvolge le mura del vostro appartamento. È ciò che è avvenuto al centrocampista del Foggia, Federico Gentile.

Stanotte, ignoti hanno incendiato con liquido infiammabile la porta della sua casa e la fortuna ha voluto che, con l’aiuto dei vicini, il numero 8 rossonero, con l’aiuto dei vicini, sia riuscito a spegnere il fuoco e ad evitare la tragedia. La solidarietà all’ex capitano -ex poiché quest’anno aveva già rinunciato ad indossare la fascia, dopo aver subito varie minacce, ndr– è stata espressa dal sindaco, dai tifosi e perfino dal presidente della Lega Pro.

Questo atto ci mostra come la criminalità nella nostra città sia radicata in tutti i settori e non solo nel tessuto imprenditoriale, nello spaccio di stupefacenti o nell’usura. Se Foggia è ultima nelle classifiche nazionali per la qualità della vita non c’è da stupirsi. A Foggia anche il calcio, uno sport che dovrebbe divertire e unire, è protagonista di fenomeni a stampo criminale.

Da anni, nonostante gli arresti, le inchieste e tutto il lavoro svolto dalle forze dell’ordine, la mafia foggiana sembra essere sempre più forte e la restante popolazione è sempre più assoggettata ai criminali. In futuro si potrà dare una sterzata e invertire la rotta degli eventi nella nostra città? Nessuno può pronosticare una risposta, anche se molti, sopraffatti dalla disperazione o costretti dalle minacce, hanno già deciso di approdare verso lidi migliori.

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