Lettera aperta a Mons. Vincenzo Pelvi

Siamo la redazione scolastica del giornale ilSottoSopra dell’ITE B. Pascal di Foggia, guidato dai proff  Raffaele Identi e Michele Trecca. Nato 15 anni fa da sempre è sensibile al tema della legalità e il 4 aprile 2016 ha partecipato a ‘#FoggiaReagisce, l’incontro cittadino con  il Procuratore Nazionale Antimafia dott. Franco Roberti che ha accolto il suo invito a partecipare all’iniziativa di sensibilizzazione sulla criminalità organizzata che attanaglia il nostro territorio.

Naturalmente, al centro della discussione, i temi della legalità, della sicurezza e della lotta alla criminalità organizzata. Tutte le istituzioni erano presenti alla manifestazione, (c’era anche il governatore Emiliano) ma anche tanta gente comune, un segno molto forte e significativo per la lotta all’mafia, infatti il dott. Procuratore ha sottolineato che «Senza la società civile non si può sconfiggere la mafia e la criminalità cresce laddove c’è complicità».

Perché abbiamo deciso di scriverle? Siamo molto preoccupati per il crescere delle azioni malavitose nel nostro territorio (ormai viaggiamo alla media di due rapine al giorno senza contare le bombe agli esercizi commerciali). Ma soprattutto perché siamo contenti che Lei abbia voluto questo incontro sulla criminalità organizzata LA SOCIETA’ FOGGIANA.

Siamo certi che dopo le necessarie parole possano seguire i fatti. Siamo impegnati a far capire ai nostri coetanei che la legalità si vive nell’ordinario (con il casco sulla moto, evitando di passare con il rosso ecc..) ma che non ci tiriamo indietro per le azioni necessarie per la nostra città.

Siamo conviti dopo tutti gli incontri avuti a scuola (anche con l’ex procuratore nazionale Piero Grasso) e non ultimo l’incontro con Giovanni Impastato, il prefetto Maria Tirone, Luigi Miccoli e Cristina Cucci che a Foggia sia necessario avere il distretto dell’Antimafia. Sappiamo che non è facile perché non siamo Corte d’Appello ma noi ci vogliamo provare.

Oppure ci dica Lei se bisogna percorrere altre strade. Certo noi vogliamo vivere in una città più sicura e che ci garantisca un “futuro” che altrimenti non avremo mai. Speriamo di poterla incontrare al più presto e raccontarci le nostre storie. Vogliamo dirle,  infine che potrà contare su di noi

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