Il caso di dj Fabo: eutanasia legale?

0499452170260d108f99a4baa695e6bdAvrebbe voluto morire nel suo paese, invece è stato costretto all’esilio in una clinica in Svizzera a causa di una normativa presente nel nostro paese che impedisce una libertà che molti considerano sacrosanta, ovvero scegliere di non vivere più una vita non reputandola più tale.

Una storia commovente quella di Fabiano Antoniani, meglio conosciuto come Dj Fabo, che in seguito ad un incidente è rimasto cieco e tetraplegico, dopo tre anni di disperate nuove terapie senza esito non ce l’ha fatta più .

“Sollevato da un inferno di dolore” queste le sue ultime parole prima del decesso avvenuto alle 11:40 del 27 Febbraio ,si descriveva come un ragazzo pieno di voglia di vivere, con molti interessi specialmente quello per la musica grazie al quale prese il nome di Dj Fabo , parole racchiuse in un video realizzato al fine di arrivare al cuore della politica, parole che arrivano al presidente Mattarella nella speranza di un cambiamento sulla normativa del fine della vita presente in Italia ,dall’altra parte intanto non sembrano arrivare risposte, il parlamento rimane muto all’appello di Fabo rinviando per tre volte la legge sul biotestamento.

“Sono arrivato in Svizzera con le mie forze e non con l’aiuto del mio Stato” infatti ha dovuto chiedere aiuto al suo amico Marco Cappato, che lo ha accompagnato, il quale ha dichiarato dalla Svizzera che non appena tornerà in Italia si autodenuncerà mentre la segretaria dell’associazione Luca Coscioni, Filomena Gallo afferma che rischia 12 anni di carcere e che intanto in Parlamento non si discuta neanche sulle proposte di legge riguardanti l’approvazione dell’eutanasia legale e sulle conseguenze devastanti che questa normativa causa sulla pelle della gente come i costi sostenuti per l’esilio (circa 10.000 euro.)

Saviano sostiene che Fabo abbia scelto di porre fine al proprio dolore in maniera dignitosa e che sia assurdo che in Italia non si decida a cambiare il proprio testamento biologico rendendo legale l’eutanasia, la quale, afferma, essere il diritto più importante ovvero scegliere della propria vita e di porre fine al dolore.

L’eutanasia è legale in molti paesi d’Europa come in Belgio, già presente dal 2002, seguito dall’Olanda, dalla Svizzera, Francia e della Gran Bretagna mentre in molti altri come in Danimarca il malato può rifiutare le cure o comunque l’accanimento terapeutico. In Italia invece la “dolce morte” è ancora  vietata e considerata un reato, il paese è diviso in due : da una parte l’etica morale della religione che considera la vita come qualcosa di inviolabile e di sacro e che quindi debba essere rispettata anche nei momenti più drammatici; dall’altra ci sono persone che vogliono decidere liberamente, come nel caso suddetto, di porre fine a un’esistenza talmente dolorosa e senza speranze da non poter riuscire più a trovare la forza per andare avanti. Tutta questa vicenda ci mette davanti a un bivio del quale rimarranno tanti dubbi ,comunque caro amico dj ovunque tu sia noi speriamo che sia ritornato il tuo sorriso e la tua voglia straordinaria di vivere.

Saranno gli ultimi avvenimenti a far cambiare le cose oppure rimarremo tutti senza una risposta come lo sfortunato dj? Ai posteri l’ardua sentenza.

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